Pordenone, Gdf: indagati una badante e un direttore di banca per circonvenzione di incapace, riciclaggio e favoreggiamento

15

Guardia di FinanzaLa Guardia di Finanza di Pordenone ha in corso di esecuzione sequestri preventivi per 1.212.000 euro nei confronti di una cittadina italiana che svolgeva funzioni di assistente familiare a favore di una donna novantunenne (recentemente deceduta) e del figlio di quest’ultima, affetto da disabilità psico-fisica.

Le indagini, che secondo quanto riferisce un comunicato della Guardia di Finanza, sono state condotte dalla compagnia di Pordenone su delega della Procura alla sede, hanno consentito di rilevare come la lavoratrice, una volta guadagnata la fiducia e la familiarità dei due assistiti, affetti da plurime patologie mediche e psicologicamente fragili, avrebbe operato a loro danno, in poco più di dieci mesi, una serie di prelievi di denaro contante, appropriandosi, anche tramite l’indebito uso di bancomat, di 652.000 euro.

I successivi approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare che il denaro illecitamente acquisito veniva, in gran parte reimpiegato autonomamente dalla badante, in attività di investimento a proprio beneficio (acquisto titoli e sottoscrizione di polizze assicurative) sempre presso la medesima filiale di un istituto di credito, interponendo, al fine di ostacolare la ricostruzione dei flussi e quindi la provenienza delle liquidità, operazioni allo sportello “fuori conto”, anche nello stesso giorno, di incasso ed emissione di effetti ovvero di versamento/incasso in plurimi libretti di deposito.

Le indagini hanno messo in luce la responsabilità nei confronti del direttore della filiale dell’istituto di credito presso il quale tali operazioni venivano eseguite, considerato che le stesse erano caratterizzate da macroscopiche anomalie, sia dal punto di vista della razionalità economico-gestionale del denaro, sia in relazione alla non conformità ai dettami della normativa antiriciclaggio e dei principi di contabilità interna che l’istituto avrebbe dovuto osservare. Inoltre, escusso in atti, il responsabile della filiale si mostrava anche reticente nel rispondere ai quesiti degli inquirenti.

La badante aveva anche tentato di acquistare un immobile di proprietà di uno dei due assistiti, pagandolo con il denaro precedentemente allo stesso sottratto. La compravendita, per fortuna della vittima, non si era perfezionata solo perché lo studio notarile incaricato per le certificazioni, nel compiere gli adempimenti antiriclaggio, si era reso conto dell’assoluta “incapacità naturale” di uno dei contraenti, rifiutandosi, conseguentemente, di formalizzare il rogito.

Diversi interrogativi, tuttora oggetto di approfondimento investigativo da parte delle Fiamme Gialle, riguardano il sopravvenuto decesso dell’anziana assistita, in occasione del quale la badante aveva dato autonomamente disposizioni per l’immediata cremazione del corpo, senza interpellare i parenti della donna.

L’assistente familiare risulta ora indagata per i reati di circonvenzione di incapace e autoriciclaggio e, come detto, su richiesta della Procura della Repubblica di Pordenone, il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto nei suoi confronti un provvedimento di sequestro preventivo di disponibilità e valori per complessivi 1.212.000 euro.

Il responsabile della filiale dell’istituto di credito, ove sono avvenute sia le operazioni di sottrazione che di autoriciclaggio è, invece, indagato per il reato di favoreggiamento personale e reale.