Presentato a Milano “Il nuovo mediatore creditizio” di Flavio Miglioli e Luca Zitiello

Il-nuovo-mediatore-credtizioIl nuovo mediatore creditizio è il volume scritto da Flavio Miglioli e Luca Zitiello con la prefazione del direttore generale dell’Oam Federico Luchetti, presentato il 3 luglio scorso a Palazzo dei Giureconsulti di Milano.

La presentazione, sponsorizzata dal Sole24Ore e da Bnl, è stata l’occasione per analizzare l’evoluzione del settore creditizio dopo l’introduzione del decreto 141 del 2010 e per fare il punto della situazione anche in funzione dei rapporti con i partner bancari.

L’incontro è stato moderato da Massimo Esposti, del Sole24Ore, il quale ha spiegato che questo libro è il frutto dell’interazione di più voci: hanno infatti contribuito alla sua stesura gli addetti ai lavori, il mondo della consulenza e della libera professione. Il tutto con la prefazione istituzionale dell’Organismo degli agenti e dei mediatori. L’integrazione di questi fattori ha portato a una stesura interessante, non solo per gli operatori del settore ma anche per gli utenti finali. La nuova riforma ha modificato profondamente le caratteristiche, le peculiarità e le attitudini della professione: era quindi utile a questo punto capire meglio cosa si debba avere nella cassetta degli attrezzi per esercitare questa attività.

All’appuntamento hanno preso parte, oltre agli autori e al direttore dell’Oam, Gianpaolo Fuscaldi di Bnl, una delle banche che opera maggiormente attraverso le reti dei mediatori creditizi, Giancarlo Vinacci di MedioFimaa e Samuele Lupidii di Auxilia Finance, che insieme a Flavio Miglioli, di Kìron, rappresentanto le maggiori società di mediazione creditizia presenti sul mercato.

Riportiamo di seguito gli interventi degli autori e di Federico Luchetti dell’Oam.

Flavio Miglioli, amministratore delegato di Kiron Partners, società di mediazione nata nel 2003 e appartenente al gruppo Tecnocasa:

“Il decreto 141 ha rideterminato le regole del mercato. Ci sono numerose analogie con quello che accadde nel ‘91 con la legge di riforma delle Sim che stravolse il mondo dell’intermediazione mobiliare. Anche in quel caso furono definite nuove regole del gioco: le persone fisiche che operavano nel settore dovettero lasciare il posto a delle società sottoposte a  vigilanza, con un determinato capitale sociale, determinati requisiti atti a fornire maggiori garanzie per gli investitori. Quello che è avvenuto nel 2010 nel mondo della mediazione è molto simile. Il settore prima viveva in una specie di “far west”, appesantito da insufficiente regolamentazione, comportamenti talvolta scorretti da parte degli operatori, scarsa trasparenza nei confronti dei clienti. La 141 è stata una discontinuità forte dal punto di vista regolamentare, sopraggiunta peraltro in un momento storico ed economico difficile. Oggi, ci troviamo dinanzi ad una nuova professione che ha una dignità molto forte e che richiede precisi requisiti di ingresso, esami e percorsi formativi che hanno elevato il livello intellettuale del settore. Resta il grave problema dell’abusivismo della professione e, al riguardo l’Oam dovrebbe introdurre tre nuove procedure per contrastarlo: far firmare al cliente una dichiarazione nella quale asserisce se si sia o meno avvalso di un soggetto diverso dalla banca per ottenere un finanziamento; una seconda analoga dichiarazione da far firmare al personale della banca in cui si certifica se il cliente abbia fatto ricorso o meno a un intermediario; una terza dichiarazione dovrebbe essere inserita nell’atto notarile con la specifica dell’importo pagato qualora il cliente si fosse avvalso di un intermediario. Stante il livello dimensionale raggiunto sul mercato si potrebbe pensare anche a introdurre la figura del praticamente, oggi non prevista dalla normativa. Un avviamento alla professione che possa consentire una formazione pratica di almeno un anno, tale da permettere al praticante di inserirsi senza che l’azienda debba sostenere costi eccessivi e senza entrare in situazioni di abusivismo”.

Luca Zitiello, socio fondatore dello studio “Zitiello  e Associati”, opera nel settore dei mercati finanziari e del diritto bancario e assicurativo:

“È avvenuta una sorta di rivoluzione copernicana della quale c’era bisogno. Il sistema dei finanziamenti è delicato e cruciale e non meno importante è quello di chi intermedia. La legge 141 ha portato ad una formale distinzione fra l’attività di  mediatore e quella di agente in attività finanziaria, rendendole incompatibili fra loro. Questo ha avuto il vantaggio di fare acquisire maggiore autonomia alla figura del mediatore e a donargli maggiore identità e competenza. L’intervento legislativo applicato è stato anche particolarmente rigoroso e severo: le società di mediazione devono necessariamente essere società di capitali, con un capitale minimo, una struttura organizzativa via via più rigorosa a sostegno dell’attività. La legge ha portato anche una buona regolamentazione della figura del collaboratore. Non era facile trovare un profilo che conciliasse le necessità organizzative richieste senza gravare con costi fissi difficilmente sostenibili per tante società. E che risolvesse anche i problemi di natura civilistica e giuslavoristica. La soluzione giuridica a cui si è giunti, con l’inquadramento di un rapporto di agenzia, ha saputo conglomerare una serie di vantaggi operativi: primo fra tutti di chiarezza normativa. È vero che i mediatori hanno una serie di obblighi pressanti però hanno anche delle garanzie legate alla riserva di attività, nel senso che l’attività di mediazione è riservata esclusivamente a coloro che sono iscritti negli appositi elenchi Oam. Il mercato può crescere e per farlo ha bisogno di combattere con maggiore efficacia l’abusivismo, ridurre i conflitti di interesse, sviluppare una concorrenza leale e una competitività sana”.

Federico Luchetti, direttore generale dell’Organismo degli agenti e dei mediatori creditizi, che ha curato la prefazione del volume e ha colto l’occasione per fare un bilancio dopo 2 anni di attività:

“Sono stati due anni faticosi, l’Oam in principio aveva poche risorse finanziarie e si è imbattuta in fisiologiche difficoltà legate alla fase di start up. Ora la struttura si è solidificata anche se lo start up non è del tutto ultimato. Giusto per fornire qualche dato le società di mediazione creditizia a oggi sono 281, nove delle quali non operative. Gli agenti in attività finanziaria sono 9.715, di cui 1.983 non operativi. I collaboratori sono 9.959, dei quali 3.684 mediatori. Come Organismo siamo impegnati su numerosi fronti: primo fra tutti la prova valutativa che sta per essere profondamente modificata. All’inizio l’Organismo ha lasciato facoltà al mercato e agli operatori di gestire la formazione, ma col tempo i risultati non si sono mostrati confortanti. È stato riscontrato un livello di erogazione molto basso, abusi e superficialità sulle quali era necessario porre il nostro intervento. Questo è un ulteriore passaggio di quella professionalizzazione di cui il sistema necessita. Come Organismo stiamo anche lavorando sul piano della Trasparenza: dal primo settembre inizieremo a effettuare i controlli. Abbiamo poi intenzione di implementare il nostro portale internet per poter offrire maggiori servizi e agevolare la comunicazione con gli iscritti, per avere uno storico del collaboratore e informazioni sempre più puntuali sui periodi lavorati. Un dato che ci sta facendo riflettere e sul quale punteremo la lente è il fenomeno del cambio casacca dei collaboratori, che ha raggiunto strane percentuali. Se un collaboratore è bravo è anche normale che possa cambiare società se questa offre condizioni migliori, ma la percentuale di cambio casacca che stiamo riscontrando merita un approfondimento futuro. Si tratta di capire se verrà confermata o comunque quale andamento prenderà”.

Riguardo il fenomeno dell’abusivismo Luchetti non mette la testa sotto la sabbia: “Ce lo chiediamo anche noi che fine abbiano fatto quei 200mila iscritti esistenti prima della riforma. Noi facciamo la nostra parte sul piano della vigilanza e della lotta all’abusivismo, ma è necessario che tutti contribuiscano perché se l’abusivo entra nel sistema è perché qualcuno della filiera legale lo fa entrare”.

Presentato a Milano “Il nuovo mediatore creditizio” di Flavio Miglioli e Luca Zitiello ultima modifica: 2014-07-09T13:27:26+00:00 da Valentina Petracca

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: