Prestiti, Abi: il calo a famiglie e imprese prosegue ma sta rallentando

A seguito della crisi in atto, spiega l’Associazione bancaria italiana nel rapporto, la rischiosità dei prestiti è in crescita (le  sofferenze nette hanno toccato a gennaio 2013 quota 63,9 mld, le lorde 126,1 mld); il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è pari a 3,4% a gennaio (lo stesso valore di dicembre 2012; 2,6% a gennaio 2012).

I tassi di interesse sui prestiti sono in assestamento e sempre su livelli molto contenuti: il tasso sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,76% (3 centesimi al di sotto del mese precedente e -42 punti base rispetto a febbraio 2012). Il tasso sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,50% (dal 3,62%), mentre il tasso sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è portato al 3,73% (dal 3,70% del mese precedente).

Intanto permane negativa la dinamica delle obbligazioni, cioè della raccolta a più lungo termine (-6%), mentre la dinamica su base annua della raccolta complessiva (depositi + obbligazioni) da clientela residente rimane positiva (+2,6% a febbraio 2013; +2,5% a gennaio 2013). E’ ancora in crescita la componente depositi (+7,3% contro +6,7% di gennaio 2013).

Parallelamente si rafforzano i depositi delle banche italiane che salgono del 7,31% a quota 1195 miliardi di euro. Secondo i dati del rapporto mensile Abi si tratta del maggior incremento dal novembre 2008. la raccolta complessiva è salita del 2,6% a 1759 miliardi frenata dal calo delle obbligazioni (-6%). A febbraio 2013 Il tasso sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,50% (dal 3,62%), mentre il tasso sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è portato al 3,73% (dal 3,70% del mese precedente).

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Prestiti, Abi: il calo a famiglie e imprese prosegue ma sta rallentando ultima modifica: 2013-03-19T16:25:18+00:00 da Flavio Meloni

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