Prestiti, Bce: a settembre contrazione dell’1,8% per quelli alle imprese. Per le famiglie meno 0,6%

Bce

L’Eurotower di Francoforte, sede della Banca centrale europea

Il tasso di variazione sui dodici mesi dei prestiti alle società non finanziarie (corretto per cessioni e cartolarizzazioni) è rimasto negativo in settembre al meno 1,8%, dopo il meno 2% di agosto e il meno 2,2 di luglio. Il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti alle famiglie (corretto per cessioni e cartolarizzazioni) si è portato in settembre allo 0,6% dallo 0,5 di agosto. Lo rileva la Banca centrale europea nel suo bollettino mensile.

Prestiti e linee di credito alle imprese

Secondo l’Istituto di Francoforte, la dinamica dei prestiti a favore delle società non finanziarie continua a riflettere, con il consueto scarto temporale, la sua relazione con il ciclo economico, nonché il rischio di credito, i fattori dell’offerta di credito e gli aggiustamenti in atto nei bilanci dei settori finanziario e non finanziario.

Per il terzo trimestre del 2014 le banche dell’area dell’euro hanno segnalato un allentamento netto dei criteri per l’erogazione di prestiti alle imprese (-2 per cento, a fronte di -3 nella rilevazione precedente). Tra i fattori che, in media, avrebbero contribuito a tale andamento rientrerebbero il costo della provvista, i vincoli di bilancio e le pressioni concorrenziali. Nel contempo, i rischi percepiti dalle banche circa le prospettive per l’attività delle imprese e l’incertezza macroeconomica hanno esercitato un impatto lievemente restrittivo sui criteri di concessione del credito nel terzo trimestre, al contrario del periodo precedente. Nel trimestre in rassegna le banche hanno allentato ancora i termini e le condizioni applicati ai nuovi prestiti a favore delle imprese, riducendo ulteriormente in termini netti sia i margini sui prestiti medi sia quelli sui prestiti più rischiosi (-22 e -2 per cento rispettivamente, a fronte di -26 e -4 per cento nel trimestre precedente). In aggiunta, tutte le componenti degli altri termini e condizioni hanno mostrato un allentamento netto nel periodo in esame.

In prospettiva, le banche dell’area dell’euro si attendono per il quarto trimestre del 2014 un ulteriore allentamento netto dei criteri per l’erogazione di prestiti alle imprese (-6 per cento).

La domanda netta di prestiti da parte delle imprese si è mantenuta su livelli positivi, segnando nel trimestre in esame un’ulteriore ripresa (6 per cento da 4 del trimestre precedente. Secondo le banche partecipanti, tale evoluzione è riconducibile soprattutto alla crescita delle “altre esigenze di finanziamento”, connesse in prevalenza a fusioni e acquisizioni (15 per cento, rispetto al 5 per cento del secondo trimestre) nonché a ristrutturazioni del debito (13 per cento, a fronte dell’8 per cento del periodo precedente). Per contro, il fabbisogno di finanziamento per investimenti fissi ha rallentato la domanda di prestiti da parte delle imprese dell’area dell’euro, dopo aver fornito un contributo lievemente positivo nel trimestre precedente. In prospettiva, le banche dell’area dell’euro si aspettano per il quarto trimestre dell’anno un incremento netto della domanda di prestiti da parte delle imprese (17 per cento).

Prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni

Le banche dell’area dell’euro hanno riportato anche per il terzo trimestre del 2014 un allentamento netto dei criteri di concessione dei mutui per l’acquisto di abitazioni alle famiglie (-2 per cento, rispetto al -4 per cento della rilevazione precedente; cfr. figura D). Analogamente a quanto osservato per i prestiti societari, l’allentamento dei criteri di fido è stato favorito in media dal costo della provvista, dai vincoli di bilancio e dalle pressioni concorrenziali, mentre i rischi percepiti dalle banche circa le prospettive economiche generali e quelle per il mercato delle abitazioni hanno esercitato un impatto lievemente restrittivo in termini netti.

Le banche hanno ulteriormente allentato i termini e le condizioni di prezzo applicati ai prestiti per l’acquisto di abitazioni nel terzo trimestre del 2014. Più specificamente gli istituti dell’area dell’euro hanno segnalato, in termini netti, una considerevole riduzione dei margini sulla media dei mutui residenziali (-30 per cento, invariato rispetto al trimestre precedente), a fronte di un lieve ampliamento di quelli sui prestiti più rischiosi (2 per cento). Dalle risposte riguardanti termini e condizioni diversi dal prezzo sono emerse nel complesso variazioni contenute, con un modesto rilassamento delle scadenze dei prestiti.

In prospettiva, le banche dell’area dell’euro si attendono un ulteriore allentamento netto dei criteri per l’erogazione di prestiti immobiliari nel quarto trimestre dell’anno (-2 per cento). Per quanto riguarda gli andamenti della domanda, le banche intervistate hanno segnalato un ulteriore aumento netto della domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni nel trimestre in esame (23 per cento, a fronte del 19 per cento nella rilevazione precedente; cfr. figura E). Un’analisi dei fattori sottostanti mostra che le prospettive per il mercato residenziale e, in misura inferiore, la fiducia dei consumatori hanno influito positivamente sull’incremento netto della domanda per questa tipologia di prestiti. Per contro, ha continuato a fornire un contributo lievemente negativo l’impiego di fonti di finanziamento alternative. In prospettiva, le banche si attendono un ulteriore incremento netto della domanda di prestiti per l’acquisto di abitazioni (19 per cento) nel terzo trimestre del 2014.

Credito al consumo e altre tipologie di prestiti alle famiglie

Per il terzo trimestre del 2014 le banche dell’area dell’euro hanno segnalato un allentamento netto dei criteri di concessione del credito al consumo e di altre tipologie di prestiti alle famiglie (-7 per cento, a fronte del -2 per cento del trimestre precedente). Questa evoluzione è riconducibile al maggiore contributo fornito in tal senso dal costo della provvista e dai vincoli di bilancio, nonché all’impatto positivo che continua a esercitare la concorrenza. Al tempo stesso, il rischio percepito dalle banche avrebbe lievemente favorito l’irrigidimento netto dei criteri per l’erogazione alle famiglie del credito al consumo e delle altre tipologie di prestiti.

Per quanto concerne i termini e le condizioni applicati, gli istituti hanno segnalato un ulteriore restringimento dei margini sulla media dei prestiti (-8 per cento rispetto al -14 per cento della rilevazione precedente); quelli sui prestiti più rischiosi si sono lievemente ridotti (-1 per cento dal 2 per cento del trimestre precedente), per la prima volta da metà 2005. In prospettiva, le banche dell’area dell’euro si attendono per il quarto trimestre del 2014 un allentamento netto dei criteri per la concessione del credito al consumo e degli altri prestiti alle famiglie (-1 per cento). Le banche intervistate hanno indicato un incremento netto della domanda di credito al consumo nel trimestre (10 per cento, a fronte del 17 per cento del secondo trimestre) e si attendono che tale andamento prosegua nel quarto trimestre dell’anno (18 per cento).

Prestiti, Bce: a settembre contrazione dell’1,8% per quelli alle imprese. Per le famiglie meno 0,6% ultima modifica: 2014-11-13T11:53:27+00:00 da Redazione

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