Prestiti, canali digitali ancora poco usati. Solo il 10% delle pratiche online. I dati dell’indagine fintech 2025 di Bankitalia

Banca d'Italia, logo

I servizi bancari erogati attraverso i canali digitali restano limitati. Mentre l’acquisizione online della clientela è diffusa, indicando un utilizzo ormai esteso dei canali digitali, l’erogazione di prestiti e la raccolta di depositi completamente online risultano ancora ridotte.

A segnalarlo è l’ultimo report della Banca d’ItaliaIndagine fintech sugli intermediari bancari e finanziari – 2025”, diffuso lo scorso 23 dicembre.

Secondo l’analisi nel 2024 i clienti digitali delle banche hanno rappresentato il 58,2% del totale, tuttavia solo il 10,6% dei prestiti alle famiglie è stato concesso interamente online, dalla compilazione del modulo di richiesta fino all’approvazione finale.

Acquisizione online della clientela al 31,7% nel 2024

A fine 2024 i clienti digitali delle banche, intesi come quei clienti che nel corso dell’anno hanno effettuato operazioni in prevalenza attraverso i canali digitali, erano circa 43,6 milioni, pari al 58,2% della clientela. Per le banche significative la quota della clientela digitale sul totale è pari al 61,3%; per le banche meno significative il valore medio si attesta al 38,8%.

I clienti delle banche che nel corso del 2024 hanno aperto un conto bancario o hanno sottoscritto un altro servizio bancario mediante una procedura interamente online (dalla compilazione del modulo di richiesta fino all’approvazione finale) sono stati 1,7 milioni, pari nel complesso al 31,7% dei clienti acquisiti nel corso dell’anno, con una differenziazione minima tra banche significative e non significative.

Prestiti digitali alle famiglie pari al 10,6% delle erogazioni

Secondo l’Indagine fintech sugli intermediari bancari e finanziari – 2025 della Banca d’Italia, nel corso del 2024 sono stati conclusi circa un milione di contratti di prestito mediante procedure interamente online, dalla compilazione del modulo di richiesta fino all’approvazione finale. I prestiti erogati alle famiglie consumatrici ammontano a 4,3 miliardi di euro riferibili per il 77% a banche significative. L’ammontare di credito bancario concesso interamente attraverso i canali digitali rimane modesto: la quota dei prestiti digitali sul totale dei prestiti concessi nel 2024 è stata pari al 10,6% (lo 0,9% se rapportato all’ammontare dei prestiti in essere a fine anno).

Ancora più esigui i prestiti digitali alle imprese (1,2%)

Nel corso del 2024 i finanziamenti online concessi alle imprese sono stati piuttosto esigui sia in termini di contratti, circa 25.000, che di credito erogato, pari a 1,4 miliardi di euro e riferibile per il 62% a banche significative. I prestiti digitali hanno rappresentato l’1,2% dei prestiti concessi alle imprese nel corso del 2024 (lo 0,2% se rapportato all’ammontare dei prestiti in essere a fine anno).

Depositi digitali pari al 5,1% del totale

I depositi detenuti in conti aperti digitalmente ammontano a fine 2024 a 73,7 miliardi di euro e sono riconducibili a banche significative per il 71,7%. E rappresentano il 5,1% del complesso dei depositi a fine 2024 (rispettivamente 4,4% e 9,2% per le banche significative e non significative).

Gli investimenti

Secondo l’Indagine fintech sugli intermediari bancari e finanziari – 2025 della Banca d’Italia, gli investimenti in tecnologie innovative nel biennio 2023-2024 effettuati da banche e intermediari non bancari sono stati pari a circa 1 miliardo di euro. E l’analisi stima un importo simile anche per il biennio successivo, per un incremento dell’1,4%.

La spesa risulta molto concentrata tra pochi intermediari e, in linea con le precedenti edizioni dell’indagine, le banche costituiscono i principali investitori in tecnologie innovative.

Pagamenti, intermediazione del credito e attività operative restano centrali, rappresentando l’88,5% del totale; il peso dell’area dei pagamenti è diminuito significativamente in favore delle attività operative.

Le piattaforme web-mobile, l’intelligenza artificiale, il cloud computing e le application programming interface (api) si confermano le tecnologie più adottate; aumenta l’incidenza dei progetti basati sul cloud computing e sull’AI generativa (GenAI), si riduce quella legata alle api e alle distributed ledger technologies (dlt).