Prestiti con tassi usurari, arresti domiciliari e obbligo di firma per tre imprenditori

Associazione per delinquere, frode fiscale e usura bancaria. Queste le accuse che hanno spinto i pm partenopei, coordinati dal procuratore aggiunto Fausto Zuccarelli, a emettere misure cautelari nei confronti di Angelo Attanasio e Angelo Napoletano, imprenditori colpiti da arresti domiciliari, e Sergio Marino, mediatore creditizio sottoposto all’obbligo di firma. La decisione del gip del Tribunale di Napoli è stata presa nell’ambito dell’operazione Nexus (che nulla ha che fare con la società di mediazione omonima), che ha portato le autorità a svolgere un’approfondita indagine sulle attività di agenti finanziari e mediatori creditizi delle società Fincompany Spa, Credit Company Sas e Fin Quinto Srl.

Attraverso le tre aziende, che secondo quanto riporta il quotidiano Il Mattino sarebbero parte di una holding capillarmente presente nel Paese, i destinatari dell’ordinanza avrebbero erogato finanziamenti sotto forma di cessione del quinto a privati e a dipendenti della pubblica amministrazione applicando tassi usurari oscillanti da un minimo del 40 a un massimo del 227%, di gran lunga più elevati della soglia legale media, che si aggira intorno al 19.

In diversi casi, è emerso dall’inchiesta, l’ammontare complessivo delle trattenute operate in busta paga avrebbe superato abbondantemente il limite del 40-50% previsto dalla normativa di riferimento. Per aggirare ostacoli legali e agevolare la concessione di finanziamenti sarebbero state anche prodotte false buste paga.

Come riferisce il sito dell’associazione Interno 18, nell’ambito degli accertamenti sarebbe emersa la complicità del responsabile di un ufficio amministrativo dell’Accademia aeronautica di Pozzuoli, ora in pensione, che avrebbe avallato numerose pratiche di finanziamento malgrado le trattenute superiori al 50% dello stipendio netto.

Prestiti con tassi usurari, arresti domiciliari e obbligo di firma per tre imprenditori ultima modifica: 2012-10-12T17:23:29+00:00 da Flavio Meloni

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