Prestiti, Credipass: 5 consigli per imprese alla ricerca di un finanziamento in epoca covid

Credipass ha messo a punto una breve lista di consigli utili per aiutare le imprese a semplificare le attività di accesso al credito durante la pandemia.

La situazione mondiale di questo 2020 ha indebolito notevolmente i tessuti sociali, sanitari ed economici, generando nelle persone incertezza per il proprio futuro – spiega in un comunicato la società di mediazione creditizia -. Anche gli ultimi provvedimenti del Governo italiano (Dpcm), nel supremo interesse della tutela della salute pubblica, purtroppo limitano lo svolgimento dell’attività lavorativa di molte categorie e rischiano di compromettere l’economia nazionale. In questo momento l’accesso al credito rappresenta, quindi un sostegno imprescindibile per le aziende e tutti gli addetti ai lavori (istituti di credito, società di leasing, società factoring, confidi, società di mediazione creditizia ed in generale il sistema finanziario) hanno la responsabilità morale di affiancare le imprese per sostenerle al meglio con tutti gli strumenti disponibili sul mercato”.

Grazie alle misure economiche introdotte dal Governo, ai classici strumenti finanziari ordinari, si affiancano anche quelli straordinari e innovativi, come ad esempio le fintech, che insieme alla finanza agevolata ed alla consulenza aziendale dedicata, completano la gamma di soluzioni a sostegno dell’economia reale. “Diventa sempre più importante che le imprese scelgano partner preparati ed in grado di gestire correttamente le proprie richieste agevolandone l’attività. Non si tratta di una affermazione di contesto ma piuttosto di un consiglio importante per trovare quello di cui necessitano, ovvero il credito”, aggiunge Credipass.

Per le imprese che sono alla ricerca di un finanziamento, la società di mediazione creditizia ha predisposto una lista di 5 regole da tenere a mente per rendere più veloci le operazioni:

  1. Conoscere tutti i numeri della propria azienda
    Potrà sembrare semplice, ma dati alla mano, così non è. Scendendo superficialmente nel dettaglio bisogna parlare, oltre che di fatturato e di utile, anche di margine di contribuzione, di indebitamento, di patrimonio, analizzare il costo del lavoro ma anche il costo e il ricavo per articolo o per categoria merceologica/commessa piuttosto che per cliente, così come di condizione di pagamento sia verso i clienti che verso i fornitori. L’imprenditore, anche con il supporto di consulenti, deve avere la certezza di guadagnare dalla sua attività: questa è la finalità cardine di ogni attività imprenditoriale e, per farlo, deve saper controllare i numeri della sua azienda.
  2. Saper presentare la propria attività, non solo la richiesta di finanziamento
    Molto spesso si è talmente concentrati nel fornire correttamente le informazioni quantitative da tralasciare sia le informazioni qualitative ed andamentali. L’azienda si deve saper presentare ai terzi (c.d. stakeholder) con una richiesta adeguata ai dati forniti sia per entità che per durata e finalità: deve innanzitutto dimostrare la capacità di ripagare il finanziamento in un determinato periodo. A volte con una programmazione preventiva i problemi si possono evitare, così come si possono risolvere senza necessità di credito: un’esigenza di finanziamento, per esempio, può essere sostituita semplicemente riducendo le tempistiche del ciclo monetario attivo/passivo (il termine di pagamento dei fornitori dovrebbe, se possibile, essere più lungo di quello degli incassi dei clienti).
  3. Adeguare l’azienda alle dinamiche del mercato
    Gli scorsi mesi ci hanno dimostrato che tutto può cambiare velocemente e l’azienda, intesa come struttura vitale, deve sapersi adeguare velocemente ai cambiamenti così come qualsiasi essere vivente si adegua all’evoluzione della natura. Evoluzione e capacità di adattamento sono alla base della sopravvivenza anche per le attività.
  4. Affidarsi a soggetti specializzati oltre che capaci, che operano nel rispetto di norme e regole chiare e vigilati da organismi dedicati come ad esempio Banca d’Italia e Oam (Organismo agenti e mediatori). Il mercato propone un’ampia offerta e a volte può sovrapporre il mediatore con un consulente o un advisor (per capirci la traduzione da inglese ad italiano di “advisor” risulta appunto “consulente”), ma le attività specifiche sono e devono essere diverse.
  5. Guardare avanti riconoscendo i propri limiti e gestendo le proprie potenzialità
    Quando un’attività attraversa delle difficoltà, diversamente dal passato, può essere aiutata; sono previsti (e ne arriveranno di nuovi) strumenti che supportano l’imprenditore come, ad esempio, l’esdebitazione o il prossimo avvio del nuovo Codice della crisi di impresa che andrà a riformare il fallimento. Se invece un imprenditore ritiene di avere la possibilità di crescere, gli strumenti di sostegno sono molteplici e vengono sommariamente richiamati in queste righe per quanto riguarda il credito e la finanza.

Credipass raccomanda inoltre di tenersi sempre aggiornati sui cambiamenti normativi e sulle scadenze previste nel breve periodo, fin dai primi giorni del 2021. E ne fornisce un elenco sommario, senza ordine di data e di importanza:

  • la ripresa dell’attività esattoriale da parte dello Stato;
  • la moratoria sui mutui, concessa per l’emergenza covid-19, già prorogata, giungerà a termine;
  • gli istituti di credito, sia per i privati che per le aziende, avviano le segnalazioni di default a partire da 500 euro;
  • le risorse per la cig potrebbero termine;
  • le garanzie prestate dal Fondo centrale di garanzia ritorneranno alla normalità (già attualizzate per i mutui casa);
  • prenderà evidenza, in Centrale rischi, la rilevazione degli insoluti e degli impagati;
  • le imprese, con le conseguenze dovute alla pandemia, andranno a depositare i bilanci del corrente anno 2020;
  • l’avvio del già rimandato Codice della crisi d’impresa con i relativi indicatori (“alert”).

È giunto quindi il tempo di reagire e ripartire in una nuova normalità che, solo le aziende pronte e preparate al cambiamento, potranno cogliere su un mercato molto più selettivo, competitivo e, causa pandemia, purtroppo più difficile – conclude la nota della società -. Credipass sta facendo la sua parte gestendo, ad oggi, diverse centinaia di clienti con numerose richieste di intervento che arrivano quotidianamente alla divisione impresa. Compito del mediatore creditizio è infatti mediare, per conto del cliente, la richiesta di accesso al credito ed individuare, tra i tanti prodotti e i diversi operatori del mercato, la soluzione più adatta nei tempi più utili e solo l’alta specializzazione, i tanti rapporti in essere e la tecnologia ci permettono di fare”.