Prestiti, Unimpresa: in calo quelli a pa, cittadini e imprese. In un anno contrazione del 5,4%

A marzo 2013, spiega il rapporto di Unimpresa, il totale dei finanziamenti bancari alla pubblica amministrazione è arrivato a 1.971,6 miliardi, in calo di 7,9 miliardi rispetto ai 1.979,6 miliardi di un anno prima. seppur lieve (meno 0,40%), la contrazione indica una netta inversione di tendenza rispetto al recente passato che ha visto sempre in crescita i prestiti degli istituti alla pa. Prendendo in cosiderazione la durata, si nota che sono andati riducendosi i finanziamenti a lunga scadenza (oltre 5 anni): da 1.102,3 miliardi a 1.085 miliardi con una contrazione di 17,3 miliardi (meno 1,57%). In diminuzione (meno 2,11%) anche il credito a medio periodo (fino a 5 anni) da 214,4 a 209,9 miliardi. Sono aumentati, invece, di 13,9 miliardi i prestiti a breve (fino a 1 anno), passando da 662,8 a 676,7 miliardi (più 2,10%).

Anche le famiglie hanno visto ridursi i finanziamenti di 8,5 miliardi (meno 1,39%), da 615,1 di marzo 2012 a 606,5 miliardi di marzo scorso. Quanto ai tipi di prestiti, è calato di 3,7 miliardi (meno 5,98%) il credito al consumo (da 62,6 a 58,9 miliardi), mentre i mutui hanno registrato una riduzione di 2,9 miliardi (meno 0,8%), passando da 367,5 a 364,6 miliardi e sono diminuiti anche gli altri prestiti (tra cui i fidi) di 1,8 miliardi (meno 1,02%, da 184,9 a 183 miliardi).

Parallelamente, per le imprese l’ammontare di prestiti è sceso da 884,8 miliardi di marzo 2012 a 855,1 di marzo 2013: il taglio delle erogazioni è stato di quasi 30 miliardi (esattamente 29,6) con una stretta pari al 3,35%. La durata risulta in calo per tutti i generi di finanziamento: quelli a breve (meno 11,8 miliardi, meno 3,52%), quelli a medio termine (meno 3,8 miliardi, meno 2,89%), quelli a lunga scadenza (meno 13,9 miliardi, meno 3,35%).

“Nonostante le rassicurazioni delle banche centrali, che hanno indicato un miglioramento a inizio 2013 del mercato del credito, continuiamo a registrare una pesante riduzione dei finanziamenti. I rubinetti chiusi, anzi ormai letteralmente serrati, sono il peggior segnale della recessione e allo stesso tempo aumentano la preoccupazione circa le speranze di ripresa”, ha sottolineato Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa. Per Longobardi “L’uscita dalla recessione dipende da due fattori: la capacità di far ripartire il motore dei finanziamenti e un piano serio volto a una drastica riduzione del carico fiscale sull’economia”.

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Prestiti, Unimpresa: in calo quelli a pa, cittadini e imprese. In un anno contrazione del 5,4% ultima modifica: 2013-05-21T10:21:57+00:00 da Flavio Meloni

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