
ChatGPT, Gemini e Claude entrano nelle ricerche dei consumatori sulle polizze auto e moto. Siamo all’inizio di una trasformazione tecnologica che, per certi versi, ricorda quanto già avvenuto negli anni passati con la diffusione dell’acquisto online dell’assicurazione, diventato ormai un’opzione consolidata, come andare dall’agente di fiducia.
A rilevarlo è un’indagine realizzata da Nielsen per Prima Assicurazioni, volta a fotografare l’adozione dell’AI applicata ai servizi assicurativi. L’analisi è stata effettuata su un campione di oltre 1.000 responsabili d’acquisto di polizze assicurative, con quote per età, genere e area geografica.
E ha evidenziato come il 17,8% dei rispondenti, quasi uno su cinque. abbia già utilizzato almeno una volta piattaforme di intelligenza artificiale per orientarsi su temi legati alle polizze motor.
Accanto a questi primi segnali di adozione, emerge però anche una diffidenza ancora molto marcata. Quasi due terzi del campione (63,6%) esprimono infatti, almeno per il momento, un orientamento negativo verso l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale come supporto all’acquisto o alla gestione dei servizi assicurativi. Tra questi, il 33,3% preferisce affidarsi ai canali ufficiali online, come siti delle assicurazioni o comparatori di prezzo, mentre il 19,7% dichiara di sentirsi più tranquillo con il supporto del proprio agente assicurativo di fiducia. A incidere è anche il tema dell’affidabilità: il 18,6% ritiene che le risposte fornite dall’AI non siano ancora sufficientemente attendibili. Infine, completa il campione una percentuale identica che si dichiara invece non interessata o poco informata sull’argomento.
La curiosità degli utenti, dunque, cresce e gli strumenti iniziano a essere utilizzati concretamente, ma fiducia, immediatezza e chiarezza restano elementi centrali per favorirne una diffusione più ampia.
“L’AI richiederà un po’ di tempo per entrare stabilmente nelle abitudini dei consumatori. La sua diffusione dipenderà dalla capacità di dimostrare utilità concreta, semplicità d’uso e valore reale per le persone – dichiara Andrea Balestrino, country manager Italia di Prima Assicurazioni -. L’intelligenza artificiale sta diventando un fattore sempre più concreto di efficienza anche nel settore assicurativo, soprattutto quando viene integrata direttamente nei processi operativi. Il valore reale di queste tecnologie dipende dalla capacità di inserirle in modo efficace nelle attività quotidiane, mantenendo al centro qualità del servizio, trasparenza e supporto alle persone. È per questo che vediamo l’AI non come una semplice sperimentazione tecnologica, ma come uno strumento utile per semplificare i processi, ridurre i tempi di risposta e migliorare l’esperienza sia dei clienti sia di chi gestisce ogni giorno attività operative complesse”.
Le risposte dei partecipanti all’indagine. Domanda: utilizzi le piattaforme di intelligenza artificiale (ad esempio ChatGPT, Gemini p Claude) per temi riguardanti le assicurazioni auto e/o moto?
Sì, per chiarire il linguaggio tecnico e le clausole | 6,8% |
Sì, per scegliere la polizza (comparare i prezzi e scegliere le garanzie più adatte) | 9,7% |
Sì, per farmi aiutare con le procedure di sinistro, rimborsi o disdette | 3,6% |
NET Almeno un sì | 17,8% |
No, mi sento più tranquillo con il mio agente assicurativo di fiducia che mi supporta | 19,7% |
No, su internet preferisco in generale rivolgermi ai canali ufficiali (siti ufficiali di compagnie, comparatori) | 33,3% |
No, semplicemente non ritengo che le risposte dell’intelligenza artificiale siano ancora sufficientemente affidabili | 18,6% |
NET Almeno un no | 63,6% |
Non so, non mi interessa | 18,6% |
Fonte: Prima Assicurazioni






















