Qbe, utile netto 550 mln di dollari nel 2019

Qbe Insurance Group LogoIl gruppo assicurativo Qbe ha registrato nell’esercizio fiscale 2019 un utile netto dopo le imposte di 550 milioni di dollari, in crescita del 41% rispetto ai 390 milioni dell’anno precedente. A renderlo noto è la compagnia di assicurazioni e riassicurazioni internazionale, che precisa che l’utile netto rettificato dopo le tasse è stato di 733 milioni di dollari, con incremento del 6% rispetto ai 692 milioni, del 2018, mentre il Roe rettificato è stato del’8,9%, (+8% rispetto al 2018).

Il gruppo ha visto un incremento medio dei tassi del 6,3%, in crescita rispetto al 5% del 2018. Nel 2019 l’incremento dei tassi è accelerato in tutte le divisioni a livello internazionale (particolarmente in Europa) e in Nord America. Nel secondo semestre dell’anno, l’incremento è cresciuto dell’8,3%.

Le approfondite analisi settoriali e il programma di sviluppo interno brilliant basics hanno trasformato Qbe generando una cultura della performance forte e trasparente, migliorando le capacità fondamentali (pricing delle polizze, selezione dei rischi e gestione sinistri) e conducendo il gruppo verso un approccio coerente allo sviluppo del business”, ha commentato Pat Regan, ceo di Qbe group.

Nel 2019 il gruppo ha registrato un combined operating ratio del 97,5% superiore all’obiettivo di range 94,5%-96,5% stabilito per l’anno, principalmente a causa delle avverse condizioni meteorologiche che hanno gravemente penalizzato il settore assicurativo negli Stati Uniti. Sul risultato hanno influito anche le importanti richieste d’indennizzo seguite agli incendi boschivi australiani. L’attritional claims ratio del gruppo, che misura il rapporto tra sinistri e premi netti, è migliorato del 2,7% passando dal 50,2% del 2018 al 47,5%. Significativo il risultato conseguito dalle divisioni Australia Pacific e International mentre, nel Nord America, il miglioramento dell’indicatore è stato in gran parte vanificato, nel secondo semestre, da un aumento degli eventi meteo sfavorevoli.

L’expense ratio del Gruppo è migliorato passando dal 15,20% del 2018 al 14,6%, principalmente grazie ai primi benefici di un programma triennale volto a migliorare l’efficienza operativa. La posizione finanziaria resta forte se messa in rapporto con i requisiti di capitale richiesti per legge e le valutazioni delle agenzie di rating. Il multiplo pca (requisito di capitale) stabilito dall’Apra (Australian prudential regulation authority) del gruppo era 1,71x al 31 dicembre 2019 e rimane al di sopra del range prefissato medio di 1,6x – 1,8x. Il Gruppo conserva anche un’eccedenza rispetto al capitale minimo previsto da S&P per la valutazione ‘AA’. Il dividendo totale per il 2019 di 52 centesimi di dollaro australiano per azione è superiore del 4% ai 50 centesimi del 2018. Combinato con i 295 milioni di dollari australiani di azioni riacquistate sul mercato, la somma versata agli azionisti nel 2019 è stata di 976 milioni di dollari australiani, più o meno in linea con l’anno precedente.

Nonostante l’impatto delle condizioni meteorologiche sfavorevoli sulla nostra divisione North american crop, i fondamentali della nostra attività restano solidi e continuiamo a registrare un miglioramento sia della performance sia nelle capacità di tenuta dei ricavi – ha aggiunto Pat Regan -. Nel 2019, abbiamo compiuto progressi sostanziali in tutte le nostre attività strategiche e registrato risultati particolarmente positivi nelle divisioni Australia Pacific e International. Grazie a una forte accelerazione dei prezzi, al completamento della cessione di asset non core e al significativo rafforzamento delle riserve nei portafogli finalizzato a fronteggiare le sfidanti tendenze inflazionistiche del settore, entriamo nel 2020 con la prospettiva di un ulteriore aumento sostenibile dei margini”.