QuiMutuo, Sozio: “Ci siamo sempre concentrati nel dislocare le nostre filiali sull’intero territorio dell’Italia Centro-Meridionale”

Nell’attuale panorama dei mediatori creditizi lei ritiene che la sua società sia riuscita differenziarsi rispetto alla concorrenza? In che modo?
Sì, si è certamente differenziata, sia per le caratteristiche sopra accennate, sia per aver portato la propria attività il più vicino possibile ai clienti, soddisfacendo le loro esigenze attraverso l’operatività delle nove filiali dislocate sul territorio meridionale.

Nell’ambito dell’attività di mediazione da voi svolta, quale importanza ha assunto il settore assicurativo?
Rispondendo a questa domanda le preciso che QuiMutuo, attraverso una propria collegata, riconosce grande importanza al settore assicurativo, svolgendo una decisa attività di acquisizione, sostenuta in questo senso dai provvedimenti Isvap di cui all’art. 28 del decreto legge del 24/01/12 e dal regolamento 40 del 03/05/12. Quanto sopra consente un significativo ampliamento della libertà di azione di QuiMutuo nel settore specifico. È superfluo precisare che la nostra attività di intermediazione è diretta, nelle sue più varie forme, a tutelare gli interessi primari del consumatore, nel pieno rispetto dei codici deontologici.

Con che criteri individuate i vostri partner, sia quelli bancari che i collaboratori?
Nell’ottica del miglior servizio da offrire ai nostri clienti, ci siamo sempre rapportati con le più accreditate istituzioni finanziarie del Paese. Ciò come garanzia dei prodotti offerti sul mercato, della trasparenza riconosciuta all’attività degli istituti finanziari convenzionati e della loro accertata professionalità. Per quanto concerne l’individuazione dei potenziali collaboratori aziendali, QuiMutuo valuta in primo luogo la professionalità e la correttezza nei confronti dei clienti. Per queste ragioni l’azienda si è dotata di una specifica divisione rivolta alla acquisizione di risorse umane che hanno potuto dimostrare con i fatti di operare rispettando tali criteri. Si sono utilizzati canali di acquisizione sia diretti che indiretti, impiegando come selezionatori anche i key account leader responsabili sul territorio.

Quasi tutti gli sforzi commerciali effettuati hanno avuto come obiettivo un forte radicamento nel Centro e nel Sud: in che modo è stato realizzato questo radicamento?
L’azienda nel suo strutturarsi si è sempre proiettata nel futuro, e quindi in tale direzione ha iniziato, fin dal 1996, a dislocare le proprie filiali sull’intero territorio dell’Italia Centro-Meridionale. Ciò ha consentito di ottenere un radicamento graduale di cui l’azienda va oggi orgogliosa. Naturalmente ciò ha richiesto una complessa e articolata gestione di queste unità, ottenuta con la definizione di gruppi operativi, governati commercialmente da key account leader. Questo allo scopo di proiettare il più vicino possibile alle esigenze dei clienti le attività commerciali e di istruttoria. Naturalmente anche la comunicazione multimediale ha dovuto essere sviluppata in maniera adeguata per supportare questo radicamento.

Sono state tenute presenti le peculiarità del mercato meridionale?
Ovviamente, accanto alle doti di professionalità richieste dall’azienda, è stato posto particolare rilievo alla capacità dei collaboratori commerciali di sviluppare rapporti improntati al calore umano tipico della gente del Centro-Sud. Questa capacità di relazionarsi ha trovato la sua massima estrinsecazione nei rapporti con gli intermediari della mediazione (agenti immobiliari, professionisti del settore, etc.). Peraltro l’applicazione di sempre nuove tecnologie informatiche ha consentito e consentirà a QuiMutuo di estendere i propri rapporti commerciali anche a zone diverse dall’Italia Centro-Meridionale, operando a macchia d’olio, piuttosto che a pelle di leopardo, al fine di consentire fluidità di gestione.

Tutti pensiamo al d.lgs. 141/10 come a una rivoluzione: come risponde la vostra società al cambiamento in atto?
Sì, il 141 è una vera e propria rivoluzione. E tanto più ci sembra appropriato questo termine, quanto più consideriamo quella che ho individuato come una giungla operativa in cui nel passato siamo stati condizionati a operare. Rivoluzione sarà, se dagli oltre 200.000 cosiddetti mediatori creditizi fino a oggi operanti sul mercato si perverrà a un numero decisamente più compatibile con un’attività correttamente concorrenziale. E in tal senso il decreto riconduce a una ridefinizione estremamente precisa delle responsabilità operative di tutti gli attori, tale da richiedere evidentemente doti accertate di professionalità e corrette capacità relazionali.

In che modo QuiMutuo intende affrontare tutti gli obblighi previsti dal 141, e con quale organizzazione?
Nel pieno rispetto della nostra filosofia aziendale, non possiamo che accogliere a braccia aperte tutti gli obblighi previsti dal decreto in termini di adeguamento delle strutture organizzative e di assunzione delle connesse responsabilità. Finalmente si fa luce su una serie di oscuri percorsi, in cui ci siamo dovuti muovere, obtorto collo. Come società privata, leader di settore nell’Italia Centro-Meridionale, abbiamo sempre operato nel passato guardando al futuro e abbiamo perciò anticipato in buona parte la concretizzazione dei dettami previsti dalla legge. Valga in tal senso la considerazione che, ancorché operanti nel terziario, ci siamo dati per tempo una struttura organizzativa di tipo industriale, sia nei comparti funzionali di sede sia nel radicamento sul territorio, con filiali operative tutrici di una capillarità commerciale sempre più spinta, unitamente a una comunicazione il più versatile possibile. Individuo tra gli obblighi più impegnativi e certamente più produttivi l’auditing aziendale, la formazione dei collaboratori e la lealtà nei rapporti con il cliente.

Cambieranno gli obiettivi strategici di QuiMutuo alla luce delle trasformazioni portate dal 141?
Gli obiettivi strategici dell’azienda saranno solo avvalorati e resi sempre più tangibili dal d.lgs. 141/10. E in aggiunta, rendiamo pieno merito al decreto che ci consente, dopo un lungo periodo, di concretizzare quel plus operativo che ai mediatori “fai da te” non è consentito utilizzare. Questa azienda difenderà con le unghie e con i denti quel posizionamento che le riconosce la normativa, identificando per tempo eventuali distorsioni operative e i soggetti che in tali distorsioni intendono navigare.

Siete iscritti ad Assoprofessional, perché avete scelto questa associazione?
La scelta è stata meditata in maniera approfondita. Nel più vasto panorama dell’essenziale associazionismo della mediazione creditizia, la credibilità, lo spirito d’iniziativa dei dirigenti e le aperture mostrate nei confronti delle esigenze degli associati ci hanno convinto delle positive peculiarità di Assoprofessional. Quanto sopra ci induce a operare sempre di più ai fini dell’allargamento della sua presenza sul territorio.

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QuiMutuo, Sozio: “Ci siamo sempre concentrati nel dislocare le nostre filiali sull’intero territorio dell’Italia Centro-Meridionale” ultima modifica: 2012-05-17T23:01:47+00:00 da Flavio Meloni

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