Raffaele Tafuro, Assopam: “I collaboratori Oam preferiranno fare i segnalatori. Rischio esodo dagli elenchi per sfuggire a costi e vigilanza”

Foto TafuroRaffaele Tafuro, presidente di Assopam, associazione piccoli agenti e mediatori, e membro del consiglio direttivo di Assoprofessional, interviene sul tema della reintroduzione della figura del segnalatore, prevista nella direttiva mortgage credit 2014/17/Ue di prossimo recepimento.

Questa direttiva comunitaria palesa il controsenso esistente tra quello che viene fatto in Italia e quello che viene fatto in Europa – spiega Tafuro -. Sostanzialmente il mortgage credit ci chiede ora di tornare indietro di 5 anni. È come se dicesse che il D.Lgs 141/10 è stato un errore e ora l’Italia deve rimediare reintroducendo meccanismi giuridici e figure di collaborazione che lo stesso decreto 141/10 aveva abolito. Vorrei sapere se ha sbagliato l’Italia 5 anni fa oppure sbaglia l’Europa adesso. Probabilmente l’Europa si è accorta che gli istituti di credito hanno creato delle falle lavorando come hanno fatto finora. Basti pensare che prima della riforma in Italia c’erano centinaia di migliaia di operatori, oggi sono circa 16mila. Non credo che siano svaniti tutti nel nulla. Qualcuno farà ancora questo mestiere, evidentemente abusivamente”.

Secondo il presidente Assopam questa direttiva servirà per far emergere e a legalizzare in qualche modo l’abusivismo che dilaga nel mercato. “La figura del segnalatore che oggi si vuole reintrodurre nasce per giustificare, per far venire a galla l’abusivismo, per far rientrare nel giro con una nuova veste di legalità quelle figure che dal mercato non sono mai davvero uscite, ma che hanno continuato a lavorare nell’ombra, riparate dagli obblighi di formazione, dal possesso dei requisiti, dalla vigilanza. Si corre il rischio che i collaboratori possano trovare più conveniente fare i segnalatori e che si verifichi uno svuotamento degli elenchi Oam. Anche le stesse società potrebbero trovare più conveniente avere più segnalatori e meno collaboratori. D’altro canto, se non sono previsti particolari requisiti, obblighi formativi, nessun tipo di autorizzazione, esami di accesso alla professione, prove valutative, aggiornamenti obbligatori eccetera, la conseguenza immediata è un abbassamento dei costi dovuto allo sfoltimento della rete commerciale ed un modo per divincolarsi dalle maglie della vigilanza. Le società hanno dovuto sopportare troppi sacrifici in un momento in cui la crisi si è abbattuta ed ha soffocato la vitalità del sistema creditizio e la capacità di elargire credito.  Il paradosso è che il ritorno dei segnalatori potrebbe effettivamente portare nell’immediato nuova linfa al mercato. Probabilmente nel breve periodo le società potrebbero fatturare di più e vivacizzare il numero di pratiche in lavorazione. Tuttavia, ragionando sul lungo periodo, la figura del segnalatore non potrà fare altro che danneggiare il mercato perché non sarà controllato da nessuno e potrà mercanteggiare la pratica come meglio gli conviene”.

Raffaele Tafuro, Assopam: “I collaboratori Oam preferiranno fare i segnalatori. Rischio esodo dagli elenchi per sfuggire a costi e vigilanza” ultima modifica: 2016-02-02T17:11:12+00:00 da Valentina Petracca

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