Rapporto immobiliare residenziale Agenzia delle Entrate – Abi: compravendite scese del 7,7% nel 2020

Nel 2020 è sceso del 7,7% il numero delle abitazioni compravendute in Italia, attestandosi a 557.926 (al netto dei comuni con catasto tavolare delle province di Trento, Bolzano e di alcuni comuni del Friuli Venezia Giulia). Si interrompe così, bruscamente, la crescita dei volumi di compravendita che proseguiva dal 2014 con un tasso di crescita medio annuo attorno al 7,5%. La notizia arriva dal Rapporto immobiliare residenziale, il report sul mercato delle abitazioni realizzato dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate con la collaborazione dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana, giunto alla ventesima edizione.

Il dato negativo è da imputare in grossa parte ai mesi di inattività del settore concentrati nel primo semestre del 2020, nell’ambito delle misure di contenimento della pandemia da covid-19”, precisa l’analisi.

Calo più forte al Sud e nelle Isole

Il calo di volumi di compravendita più rilevante si è registrato al Sud (-9%) e nelle Isole (-9,2%), che rappresentano però circa il 25% del mercato nazionale; al Nord Est si registra la perdita più contenuta, -6,3%. Nei comuni non capoluogo, nel complesso, il calo è meno elevato, -5,7 %, e rimane sotto il 5% per tali comuni nel Nord Est (-4,5%) e nel Centro (-4,8%); di contro, nei comuni capoluogo il calo è più forte, pari a -11,4% nel complesso nazionale, ed in particolare in quelli del Nord Ovest che presentano il tasso tendenziale di maggior decrescita, -12,6% rispetto al 2019.

Pertinenze e box auto

Nel 2020, secondo il report di Agenzia delle Entrate e Abi, a fronte di un aumento del 10,2% dello scambio di pertinenze, si è verificato un calo del 6,6% dello scambio di box e posti auto rispetto al 2019. Nel dettaglio lo scorso anno 2020 sono stati scambiati, a livello nazionale, circa 82.600 depositi pertinenziali, e circa 330.500 box e posti auto.

Le aree territoriali i maggiori rialzi per i depositi si osservano nelle aree del Nord, dove le compravendite di depositi sono cresciute del 22% nel Nord Ovest e di oltre il 16% nel Nord Est, mentre nelle Isole il dato registrato è decisamente negativo, -10,4%.

Riguardo ai box e ai posti auto, gli acquisti di queste unità segnano una diminuzione abbastanza omogenea nelle diverse aree, con un maggiore calo al Sud, -8%. In termini di intensità, il quoziente Imi risulta più elevato per i depositi nelle aree del Nord e del Centro, con livelli che, nel 2020, al Nord superano il 3%, mentre al sud è in leggero calo. Per box e posti auto l’Imi supera il 2% al Nord e al Centro. In termini aggregati, rispetto al 2019, la quota di scambi di depositi, rispetto allo stock, è cresciuta di 0,14 punti mentre quella relativa box e posti auto è diminuita di 0,16 punti.

Nuda proprietà

Nel 2020, il volume di compravendite del diritto di nuda proprietà per le abitazioni in Italia è diminuito del 13,1% rispetto al 2019. I trasferimenti da parte del venditore della proprietà dell’immobile ma non del diritto reale di godimento del bene (usufrutto) sono stati 21.643.

Il Rapporto immobiliare residenziale targato Agenzia delle Entrate e Abi ha individuato un andamento abbastanza omogeneo tra aree geografiche, ma al Sud la percentuale è leggermente più elevata rispetto al dato nazionale, -15,9%, mentre nelle Isole arriva a -7%.

Un terzo degli scambi è concentrato nel Nord Ovest (Figura 15) dove la decrescita registrata è di quasi il 15%. In quest’area la diminuzione dei trasferimenti del diritto di nuda proprietà per le abitazioni è dovuto principalmente al dato osservato nei comuni capoluogo (-21,1%), a fronte dei non capoluoghi dove il calo rimane in linea con quello nazionale, -11,7%. Nelle Isole il calo è meno consistente sia nei capoluoghi, -5,1% sia nei comuni minori, -7,9%. Rispetto al 2019, il diritto di nuda proprietà per le abitazioni nelle aree del Centro è in diminuzione in maniera più decisa per i capoluoghi, -17,3%, mentre per i comuni non capoluogo il calo è più elevato, -8,9%. Anche nel Sud, per i capoluoghi, il decremento arriva a – 19%, ma per i comuni minori il calo si ferma al 14,7%.

Osservando l’andamento degli indici del NTNnp, è evidente la crescita del volume di compravendite fino al 2006, la discesa fino al 2009, la migliore tenuta del mercato nei capoluoghi fino al 2011 – si legge nel report -. Nel 2012, come per le compravendite della piena proprietà, è evidente il crollo generalizzato della nuda proprietà senza distinzione fra capoluoghi e non capoluoghi. A partire dal 2014, la serie evidenzia un’inversione di tendenza con rialzi per entrambi i mercati, ma decisamente più accentuati per gli acquisti della piena proprietà. Le linee di fondo del ciclo ricalcano approssimativamente quella del mercato principale, in particolare nella fase discendente, mentre la ripresa è nettamente più rallentata per il mercato della nuda proprietà e, nell’ultima rilevazione, è evidente come la nuova contrazione risulti più accentuata rispetto al mercato della piena proprietà, aumentando così il distacco tra le due serie”.