Rapporto Oam-Prometeia 2026, Francesco Alfonso (Oam): “Dimensione industriale del mercato merito anche della professionalizzazione del settore. Vigilanza sarà strumento di stimolo”

Francesco Alfonso

Dimensioni industriali del mercato dell’intermediazione, istituzione del registro dei merchant, nuove responsabilità per agenti e mediatori e un rinnovato ruolo istituzionale per l’Oam.

Su questi aspetti si è concentrato il discorso del presidente dell’Organismo agenti e mediatori, Francesco Alfonso, questa mattina in occasione dell’evento dedicato a Il mercato degli intermediari del credito negli scenari di Oam e Prometeia, tenutosi questa mattina a Roma.

Il report presentato questa mattina ha restituito la panoramica su un settore che, per caratteristiche dimensionali e in termini di incidenza sulla produzione, deve essere considerato una vera e propria industria della distribuzione del credito italiano.

Alla base di tale assetto, però, non c’è solo il processo di riorganizzazione del sistema bancario e la conseguente riduzione degli sportelli che ha comportato l’esternalizzazione della distribuzione del credito. Sono infatti convinto che il quadro sarebbe diverso se il settore non fosse stato vigilato con attenzione, prima dalla Banca d’Italia, poi dall’Oam, anche con il fondamentale ausilio della fondazione Enasarco. Credo che vada riconosciuto all’Organismo il merito di avere guidato i professionisti del credito, efficacemente rappresentati dalle partecipanti verso un sempre più elevato livello di professionalità e un consapevole rispetto delle regole”, ha dichiarato in apertura del suo discorso.

Prima scadenza: l’istituzione del registro dei merchant

La prima scadenza per l’Oam sarà l’istituzione del registro dei merchant, al quale saranno tenuti a iscriversi, direttamente o tramite i soggetti finanziatori, i grandi punti vendita che offrono finanziamenti o dilazioni. “Viene così attratto alla vigilanza dell’Organismo un settore del credito al consumo che costituiva un’asimmetria del sistema, non solo per la tutela del consumatore, ma anche dal punto di vista concorrenziale. Per effetto di tale innovazione anche il personale delle grandi catene commerciali che gestisce questi rapporti con la clientela dovrà fare formazione professionale, così come gli agenti e i collaboratori dei professionisti del credito”, ha precisato Francesco Alfonso.

La definizione di agenti e mediatori

Il presidente dell’Oam ha poi ricordato come sia per gli agenti che per i mediatori, il decreto 212 ampli il novero dei soggetti finanziatori, includendo tutti i soggetti “autorizzati o abilitati all’erogazione del credito”.

Da un lato, vengono inoltre dettagliate le attività degli agenti, nelle quali viene esplicitata “l’assistenza al consumatore con attività preparatorie/amministrative/precontrattuali per la conclusione dei contratti di credito”.

Per i mediatori viene specificato che rientra nelle loro competenze “la messa in relazione tra finanziatori e consumatori ‘anche mediante un canale informatico’: una dicitura che fa rientrare le piattaforme comparative nell’ambito dell’attività riservata ai mediatori, come più volte sostenuto dall’Oam”.

L’ampliamento dei poteri dell’Organismo. L’accento sulla qualità nelle politiche retributive

Il decreto 212 amplia i poteri dell’Organismo, che potrà controllare direttamente i collaboratori dei professionisti del credito, anche tramite ispezioni, avvalendosi della Guardia di Finanza.

Una speciale responsabilità graverà su agenti e mediatori, ha ricordato Alfonso, che dovranno “segnalare tempestivamente all’Organismo le violazioni da parte dei collaboratori, prevedendo anche procedure interne in grado di assicurare l’immediata cessazione del rapporto di collaborazione in caso di gravi o reiterate violazioni, che saranno definite da un apposito atto attuativo dell’Oam”. La cessazione del rapporto per motivi non commerciali (dunque per comportamenti di dipendenti e collaboratori non in linea con la normativa) dovrà essere comunicata all’Oam, per consentire l’annotazione del nominativo nella sottosezione ad accesso riservato a mediatori e agenti, a garanzia che chi sceglie un nuovo collaboratore lo possa fare conoscendone le potenzialità ma anche, eventualmente, i comportamenti negativi.

L’Oam dovrà inoltre definire i requisiti di conoscenza e competenza, e di aggiornamento professionale di agenti, mediatori, consulenti indipendenti e loro dipendenti e collaboratori, nonché dipendenti e collaboratori dei merchant.

Rientra nelle nuove competenze stabilire le caratteristiche delle politiche di retribuzione e incentivazione del personale e dei collaboratori degli agenti e dei mediatori: “nel concreto questo significa costruire strutture retributive che premino non tanto il volume d’affari ‘prodotto’ dai collaboratori, quanto la sua qualità”.

La pubblicazione dei provvedimenti adottati dall’Oam

Il decreto amplia inoltre considerevolmente il set informativo a disposizione della clientela. Viene infatti stabilito che “l’Organismo annoti negli elenchi i provvedimenti adottati… e pubblichi gli stessi nel proprio bollettino elettronico”.

La pubblicazione dei provvedimenti, da un lato, rafforza il sistema sanzionatorio, introducendo un elemento di tipo ‘reputazionale’; dall’altro, può aiutare il consumatore a scegliere in modo consapevole il professionista a cui rivolgersi e a comprendere quali devono essere i comportamenti corretti da parte dello stesso – ha sottolineato Francesco Alfonso -. Il Decreto 212, accogliendo molte delle richieste avanzate dall’Organismo, e qui ringrazio il Mef per la disponibilità ad accogliere le nostre proposte, ha rafforzato i suoi poteri di vigilanza e sanzionatori”.

Il nuovo ruolo di vigilanza

Nel soffermarsi, infine, sul nuovo ruolo che l’Organismo è chiamato a ricoprire in termini di vigilanza, il presidente ha parlato di una nuova sfida per il settore, che i professionisti del credito sapranno cogliere.

Sotto la guida vigile della Banca d’Italia, intendiamo svolgere con piena responsabilità il nostro ruolo istituzionale, promuovendo un modello di vigilanza efficace e moderna – ha concluso Francesco Alfonso -. Una vigilanza che sappia valorizzare in modo consapevole le potenzialità offerte dalla digitalizzazione, orientandosi ai principi di proporzionalità, di chiarezza e di coerenza del quadro regolamentare, anche attraverso strumenti di soft law (comunicazioni, circolari, chiarimenti), come recentemente evidenziato dall’ABI nelle proposte per la semplificazione e l’efficienza della regolamentazione bancaria. In questa prospettiva, la vigilanza diviene uno strumento di stimolo continuo per i professionisti del credito, affinché operino con rigore, trasparenza e pieno rispetto delle regole, contribuendo al rafforzamento della fiducia nel sistema”.