Quello dell’intermediazione del credito non è più un mercato per singoli. Lo spiega Alessandro Carpinella, senior partner Prometeia, a margine della presentazione della terza edizione del rapporto redatto con l’Oam (Organismo agenti e mediatori).
Intervistato in occasione del convegno di aprile, si sofferma anche sul consolidamento delle società e sulle nuove forme di collaborazione. E sui margini di crescita su tutti i prodotti, quelli su cui i professionisti del credito non sono molto presenti e quelli sui quali sono già protagonisti.
“Anche se un terzo del fatturato è legato ad agenti che sono persone fisiche, la tendenza è un’altra. È quella di un consolidamento di grandi e medi mediatori creditizi e alla strutturazione di agenzie in attività finanziaria in forma di società di capitali, in grado di introdurre tecnologia e processi di supporto nel rapporto tra banca e cliente. E l’intermediario del credito non fa più soltanto lo human touch, quella preziosissima attività di ultimo miglio su cui abbiamo concentrato l’attenzione anche nelle precedenti edizioni della ricerca. Accanto a questa fa anche un’attività di outsourcing intelligente, tecnologico, pratico nei confronti delle banche”, precisa Carpinella.

























