Real estate, Tecnocasa: “Confermare incentivi, reintrodurre cedolare secca e prevedere nuovi sgravi per rilanciare il comparto”

Tecnocasa, logoIn un momento delicato, caratterizzato da una transizione di governo con la pandemia in corso e dalla contestuale campagna vaccinale, l’economia del nostro Paese è messa a dura prova e con essa anche il mattone. L’intero comparto immobiliare, con resilienza, sta affrontando l’emergenza ed i contraccolpi da essa innescati. Per questo motivo Tecnocasa si rivolge al nuovo Governo, per sottolineare la centralità del mattone e presentare alcune proposte per il rilancio del settore.

Il nostro gruppo, in prima linea nel soddisfare le esigenze immobiliari delle famiglie italiane grazie alla rete costituita da oltre 2.300 agenzie affiliate, si impegna costantemente nell’essere punto di riferimento per coloro che acquistano o vendono casa ed attiva costantemente iniziative e strumenti a supporto – afferma Luigi Sada, amministratore delegato Tecnocasa Franchising SpA -. Data la sua centralità, l’immobiliare e tutto il suo indotto possono accelerare la crescita del nostro Paese e, consapevoli di questo, continuiamo lo sviluppo sostenibile delle nostre reti attraverso la crescita interna dei giovani che diventeranno futuri agenti immobiliari, fornendo loro opportunità di occupazione ed un percorso formativo costante, oltre che servizi utili alla professione. In un anno difficile come quello trascorso, il gruppo ha inserito oltre 900 giovani e aperto 119 nuove agenzie affiliate”.

A illustrare le proposte del gruppo per l’immobiliare è Fabiana Megliola, responsabile dell’ufficio studi di Tecnocasa. “Alla luce del fatto che il lockdown ha fatto sentire i suoi effetti negativi soprattutto sul settore retail la reintroduzione della cedolare secca sui negozi sarebbe decisamente auspicabile – dichiara -. Sarebbe importante stabilizzare il superbonus, il bonus per la riqualificazione energetica e la ristrutturazione degli immobili, manovre tese al miglioramento dell’efficienza energetica del nostro vetusto patrimonio immobiliare e dell’impatto ambientale. Ma più di ogni altra cosa, il mercato immobiliare ha mostrato criticità in tutti quei frangenti storici in cui l’economia mancava di solidità, il comparto del lavoro era in sofferenza, la fiducia di consumatori ed imprese ai minimi e l’accesso ai mutui più difficoltoso. Intervenire su questi aspetti è il punto di partenza per rendere stabile il nostro settore, dare certezze a famiglie e investitori, nazionali e internazionali, che difficilmente nel real estate si muovono in condizioni di fragilità economica e mancanza di certezze. Il resto sarà una conseguenza”.

Le fa eco Renato Landoni, presidente di Kìron Partner:Il settore del real estate è cruciale e centrale nell’economia nazionale. Il valore degli investimenti in costruzioni rappresenta quasi un quinto del PIL ed i prestiti alle famiglie per i mutui e quelli alle imprese del settore sono circa un terzo degli impieghi bancari. Il settore nel 2020 è stato condizionato dalla pandemia così come sono stati condizionati i prestiti concessi alle famiglie ed alle imprese di costruzione. Per sostenere il mercato è necessario sostenere le imprese che lavorano in esso attraverso finanziamenti agevolati e sgravi fiscali, in particolare per le iniziative di ricostruzione e sviluppo del patrimonio abitativo che risulta poco efficiente. Per le famiglie è necessario ampliare la possibilità del ricorso alle agevolazioni fiscali, ad esempio consentendo un maggiore deducibilità dei costi e della spesa per gli interessi sui mutui ipotecari”.