Recupero crediti, Unirec: atteso un aumento del 55% dei crediti affidati nel 2020

Unirec LogoÈ un settore labour intensive, altamente specializzato e in via di consolidamento quello fotografato dall’indagine Il mercato del credito e il suo sviluppo futuro, presentata oggi da Unione nazionale imprese a tutela del credito (Unirec), associazione di Confindustria Sit che rappresenta oltre l’80% del comparto del recupero crediti, e Istituto Piepoli.

“Siamo un’industria ad alta intensità di lavoro che sta investendo sempre di più anche nel digitale per migliorare la qualità del servizio. Oggi sarà necessario rivedere in modo migliorativo il customer journey per preservare al meglio il rapporto tra committenza e debitore. Nel particolare contesto post Covid è necessario adattare le nostre mappe mentali a nuovi modelli di lavoro e architetture digitali. Il settore della gestione del credito è maturo e innovativo in Italia, nel nostro ruolo di ordinatore di mercato stiamo studiando nuovi modelli e soluzioni capaci di rivedere i rapporti per rendere il sistema sempre più efficace e resiliente”, spiega Francesco Vovk, presidente di Unirec.

Secondo il rapporto, mentre nel 2019 il 43% delle aziende di recupero crediti dichiarava di essere in crescita, nel 2020 il dato si è invertito. La situazione attuale pesa negativamente sugli utili ma i crediti affidati crescono del 55%. Il 44% degli intervistati stima che nel prossimo futuro ci sarà un‘ulteriore concentrazione delle aziende sul mercato. Ne emerge il quadro di un mercato con una struttura fortemente asimmetrica, con un’offerta altamente concorrenziale e una domanda rappresentata da pochi player in situazione dominante.

La ricerca ha coinvolto gli associati Unirec e le aziende committenti ed è stata svolta in due momenti: il primo tra gennaio e marzo 2020 e il secondo tra giugno e luglio 2020. Il 41% degli intervistati aveva sede nel Nord Ovest, il 14% nel Nord Est e il 26% nel Centro Italia.  

Più in particolare il 62% delle aziende ha dichiarato di investire in piani pluriennali e in particolare in innovazione di processo e formazione operativa. Seguono gli investimenti in innovazione di prodotto. La tendenza prevista è positiva dato che per il 35% delle aziende si prevede una crescita di questi investimenti nel corso del 2020. Tuttavia, un 15% dichiara una frenata ai piani di investimenti dovuti all’incertezza legata della pandemia.

In questo particolare contesto di emergenza sanitaria la risposta delle aziende è stata, secondo la survey, molto rapida e dinamica; circa il 91% del campione dichiara di essersi avvalso del lavoro agile nel corso della pandemia. Solo il 9% ha dovuto usufruire della cig o fis.  

Il 58% delle aziende di gestione del credito offre servizi aggiuntivi oltre a quello del recupero e in particolare servizi di assistenza legale (39% delle intervistate), indagini economiche e finanziarie (25%), prevenzione insolvenza (14%). In questo caso solo il 26% del fatturato è relativo alla quota di fatturato del recupero crediti.

Nel rapporto con la committenza il 69% delle aziende legate a Unirec dichiara che la performance è estremamente importante. Si potrebbe dire che la valutazione sulla performance è dominante. Il 44% sostiene che la Compliance è stata molto importante, mentre per il 38% l’offerta di servizi ausiliari è abbastanza importante. Per il 76% delle aziende la velocità della risposta è molto di rilievo. Tuttavia, oltre a recuperare il credito assume sempre maggior importanza anche la capacità di preservare il rapporto con il debitore.