Reporting integrato, Kpmg: le aziende del futuro devono occuparsi anche di temi non finanziari

Kpmg“Valori e obiettivi di sostenibilità nella comunicazione delle imprese italiane: Il punto sul reporting integrato”. Questo il titolo dell’incontro ospitato oggi da Borsa Italiana. L’evento, spiega una nota, è stato aperto da Marina Forquet Famiglietti, board member di Borsa Italiana e segretario generale London Stock Exchange Foundation.

Il reporting integrato, punta avanzata della trasparenza, può essere lo strumento di comunicazione sintetico per rappresentare la capacità dell’impresa di creare valore nel breve, medio e lungo periodo.

LA DIRETTIVA DEL 15 APRILE 2014 SULLE NON  FINANCIAL INFORMATION

L’obiettivo di una governance integrata (integrated thinking) e del reporting integrato è quello di ampliare le prospettive ad una visione di lungo termine per la creazione duratura di valore, in un contesto economico internazionale di grande discontinuità.

Il bilancio integrato rappresenta il modello di reportistica societaria capace di rappresentare la nuova modalità di gestione integrata di un’azienda tra dimensione economico finanziaria e le informazioni non finanziarie (dimensione sociale, ambientale).

Il tema è quanto mai attuale perché la Direttiva Europea  del 15 aprile 2014 prevede l’obbligo in Europa – per gli enti di interesse pubblico, con più di 500 dipendenti – di integrare nell’annual report anche le non financial information: un’informativa sulle politiche, sui rischi e sui risultati riguardanti le questioni ambientali e sociali, quelle legate al lavoro, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione e alla diversità nei consigli di amministrazione. La direttiva è stata adottata il 29 settembre 2014 dal Consiglio d’Europa e gli stati membri avranno di tempo per adeguarsi, con decorrenza dai bilanci 2017.

Le nuove norme coinvolgeranno oltre 600 grandi società e gruppi europei.

L’obiettivo condiviso è arrivare ad una completa integrazione delle non financial information con i dati economico-finanziari, attraverso il calcolo dell’impatto che gli aspetti e i principali rischi non finanziari generano sulle performance economico-finanziarie di una società.


A LIVELLO INTERNAZIONALE

Si assiste ad una tendenza crescente da parte delle imprese nell’integrazione delle non financial information all’interno dei propri report annuali: molte infatti delle issue esterne alle aziende possono avere un forte impatto sulle strategie aziendali.

Oggi a livello mondiale, su un campione analizzato da KPMG di 4.100 società di 41 paesi (sono state esaminate le prime 100 per ricavi di ogni paese) il 10% ha cercato di integrare le non financial information all’interno del proprio annual report.

Governi e Autorità di regolamentazione dei mercati stanno rendendo gradualmente obbligatoria la rendicontazione di dati non finanziari all’interno dei bilanci di esercizio o all’interno di specifici documenti di reportistica (bilancio di sostenibilità, annual report, ecc.).

Le Nazioni Unite stanno chiedendo ai diversi governi di incoraggiare la rendicontazione su tematiche di sostenibilità attraverso lo sviluppo di best practice e regolamentazioni.

Inoltre, su un campione analizzato da KPMG di 45 nazioni del mondo, emerge che sono almeno 134 le politiche di rendicontazione obbligatorie – cui si aggiungono ulteriori 53 pratiche volontarie – che integrano aspetti della sostenibilità. Molte politiche sono basate su un approccio “report or explain”.

La rendicontazione di sostenibilità sta diventando un requisito anche per le società quotate sui mercati di nazioni non-OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development) inclusi Brasile, Cina (incl. Hong Kong), Malesia. Il Sud Africa è l’esempio più significativo dove il 93% delle società redige un bilancio integrato, in applicazione al King III e alle disposizioni della borsa locale “Johannesburg Stock Exchange”.

 

IN ITALIA

Il contesto mostra una certa vitalità relativamente alla diffusione del bilancio integrato, se pur esiste ancora un gap da colmare.

L’Italia ha partecipato al Pilot Programme dell’IIRC (International Integrated Reporting Council) con 7 organizzazioni – di cui 5 quotate presso Borsa Italiana – Atlantia, Enel, Eni, Generali, Terna – contribuendo al dibattito ed alla diffusione del Framework dell’IIRC. Numerose altre società italiane stanno affrontando il tema del bilancio integrato.

In particolare, emerge che almeno 20 società hanno pubblicato un bilancio integrato già a partire dai report al 31 dicembre 2013, mentre altre hanno deciso di partire dall’analisi dell’attuale sistema di reporting societario per strutturare, con il coinvolgimento di tutte le funzioni aziendali, un sistema di reporting che possa contribuire alla definizione di una strategia integrata ed infine alla predisposizione di un bilancio integrato.

Emerge inoltre che i settori che dimostrano un maggiore interesse verso l’argomento risultano essere quello finanziario-assicurativo ed energetico e che quattro società italiane del FTSE MIB 40 – Atlantia, Eni, Generali, Terna – risultano aver redatto un bilancio integrato al 31 dicembre 2013 secondo il Framework dell’IIRC.

 

DICHIARAZIONI

Patrizia Rutigliano, Presidente Ferpi ha dichiarato:

“L’integrazione della sostenibilità nelle strategie di business è un elemento fondante per la visione e la strategia di lungo periodo. Di fronte alle richieste del mercato, delle autorità e dell’opinione pubblica di ricevere un’informativa aziendale più ampia, trasparente e responsabile è necessario attivare un presidio organico basato sull’integrazione dei processi di reporting, fondato sul presupposto per cui integrated reporting means integrated thinking. Il Reporting Integrato rappresenta infatti un nuovo approccio al reporting aziendale che mostra il legame tra strategia, governance, performance finanziaria e contesto sociale, ambientale ed economico nel quale l’azienda opera, proponendo quindi nuove chiavi di lettura e rappresentazione verso l’esterno delle modalità e del grado di efficacia con cui l’azienda persegue gli obiettivi di creazione e condivisione del valore, e fornendo, inoltre, a tutti gli stakeholder, una visione più completa dei rischi delle opportunità e delle sfide che oggi affrontano le aziende”.

Marco Maffei, Partner di KPMG ha presentato l’analisi “Bilancio Integrato: l’adozione da parte delle Società italiane, il trend a confronto con i mercati internazionali” e  ha poi dichiarato:

“Sempre più spesso gli investitori basano lo loro scelte d’investimento non solo sui dati storici contenuti nel bilancio tradizionale, ma anche su altri driver di creazione di valore, quali la sostenibilità del modello di business, i sistemi di controllo interno, il risk management, la qualità della governance.  Il Bilancio Integrato consente di fornire un quadro attendibile sulle prospettive future delle imprese, colmando il gap informativo tra aziende e stakeholder che  è stato alimentato anche dalla crisi finanziaria globale degli ultimi anni – spiega Marco Maffei, Partner KPMG,  che ha curato i risultati della ricerca presentata in occasione del convegno – Come emerge anche dalla nostra analisi, in Italia sono ancora relativamente poche le aziende che ricorrono a questo modello in modo sistematico, nonostante vi sia un interesse diffuso. Una delle principali sfide professionali per revisori e consulenti è quella di contribuire alla diffusione del Reporting Integrato predisponendo adeguati standard di reporting e verifica che assicurino omogeneità e confrontabilità dell’informativa fornita al mercato. Questo nella convinzione che il Bilancio Integrato rappresenti uno strumento strategico per riportare un clima di maggior fiducia sui mercati finanziari.”

Lisa French, Technical Director International Integrated Reporting Council (IIRC) ha dichiarato:

“Il Reporting Integrato ha l’obiettivo migliorare la qualità delle informazioni messe a disposizione degli investitori, dando indicazioni su tutti quei fattori che condizionano la possibilità di un’organizzazione di creare valore nel tempo. Grazie alla pubblicazione dell’International Framework nel dicembre 2013, il trend dell’IR – Integrated Reporting ha attirato l’attenzione di tutto il mondo, incluso il mercato italiano. L’IIRC individua in questo Paese diversi casi apripista per l’IR e il workshop di Borsa Italiana continuerà senza dubbio a guidare questo slancio”.

Karin Ireton, Head CSR Standard Bank South Africa ha dichiarato:

Il reporting integrato sfida le aziende a pensare diversamente. Richiede infatti una prospettiva globale – nella consapevolezza che la crescita futura può trovare limiti in tematiche al di fuori del controllo della società. In questo senso i temi che hanno il maggiore impatto per gli stakeholder di un’azienda talvolta non coincidono con quelli in cui il management è maggiormente coinvolto.

L’evoluzione verso il reporting integrato necessita di una buona pianificazione, una certa tolleranza verso ritardi, distrazioni, e difficoltà. Molte società iniziano questo percorso avendo in mente la compliance, ma il risultato finale dovrebbe essere il valore. Valore creato, valore tutelato, valore condiviso.”

 

Chiara Mio, Responsabile coordinamento scientifico Gruppo di Lavoro “Reporting” del Global Compact Network Italia e Presidente di Banca Popolare FriulAdria, Gruppo Cariparma Crédit Agricole ha dichiarato:

In un momento storico in cui il rischio di credito rappresenta il principale problema del sistema bancario, l’adozione del bilancio integrato da parte delle imprese rappresenta un passo importante nella giusta direzione. Da un lato facilita il rapporto banca-impresa perché permette alla banca di avere maggiori informazioni, e quindi garanzie, sulla solidità e sulla solvibilità del creditore. Dall’altro lato, la rendicontazione dei valori “intangibili” e della capacità di generare valore sostenibile nel medio-lungo periodo rende più attrattiva l’azienda agli occhi degli investitori e degli analisti finanziari, aprendo interessanti opportunità di sviluppo”.

 

Matteo Colafrancesco, Amministratore Delegato Banca Fideuram (Gruppo IntesaSanpaolo) e responsabile della Divisione Private Banking del Gruppo IntesaSanpaolo ha dichiarato:

Solidità, innovazione, efficienza e sostenibilità sono i pilastri su cui è stata costruita la storia di successo di Banca Fideuram. Il risultato è una crescita costante e sostenibile nel tempo. I nostri risultati non sono frutto di fattori esogeni, ma di una continua tensione alla creazione di valore nel rigoroso rispetto dei principi etici e deontologici che ci caratterizzano; una creazione di valore nei confronti di tutti gli stakeholder, grazie al ruolo esercitato dal Gruppo Fideuram. Il risparmio gestito, confluendo in modo attivo sul mercato, alimenta l’economia sana e crea un circolo virtuoso di risultati e profitti. Il bilancio integrato ci permette di mettere in evidenza queste caratteristiche”.

Paolo Bacciga, Dirigente Preposto di Banca Fideuram (Gruppo IntesaSanpaolo) – responsabile del progetto di bilancio integrato ha dichiarato:

Il processo di rendicontazione di Banca Fideuram si è evoluto verso un approccio innovativo, capace di integrare in una visione d’insieme il bilancio tradizionale con la comunicazione delle performance ambientali, sociali, di governance e di sostenibilità raggiunte dal Gruppo leader nel settore del private banking ed asset management.

Ci rivolgiamo a tutti i nostri stakeholder per fornire una panoramica completa della nostra capacità di creare valore in modo sostenibile nel tempo. Evidenziamo le connessioni tra la strategia e le performance al fine di consentire al lettore del nostro bilancio integrato di comprendere i risultati ma soprattutto di formulare previsioni future.

Cerchiamo di rappresentare in modo completo, chiaro e ed essenziale le informazioni sia finanziarie sia non finanziarie comunicando al mercato con elevati standard di trasparenza.

La nostra relazione integrata è stata costruita partendo dal modello di business del Gruppo Fideuram e dalla nostra organizzazione; un modello di successo che ha come compito principale la gestione attiva del risparmio dei nostri clienti, una funzione sociale indispensabile per creare valore e crescita per tutti. I nostri clienti ci affidano il loro risparmio per fare crescere l’economia reale. Per questo motivo ci proponiamo anche come innovatori e precursori nella diffusione di una nuova filosofia di comunicazione fondata sulla trasparenza e sulla semplificazione”.

Raffaele Trivellato, CFO Despar Nordest, ha dichiarato:

“Il Report Integrato  di Aspiag Service è giunto alla sua 3° edizione. A partire dal  2011 è iniziato un ambizioso e innovativo percorso di Report Integrato che ha rivoluzionato il modo di comunicare i propri risultati. In questi tre anni il processo di rendicontazione di Aspiag Service ha superato il momento “pionieristico”  e si è evoluto al punto da costituire un riferimento per chi approccia questo modello  di rendicontazione  soprattutto per quanto riguarda la ricerca sulla connettività delle informazioni e cioè  individuare ed evidenziare le connessioni esistenti tra le diverse attività aziendali dirette al comune obiettivo della creazione di valore. Per noi il Report Integrato costituisce un importante e innovativo strumento interno di conoscenza  e di comunicazione rivolto al personale  e al management aziendale: sicuramente aiuta gli stakeholder a capire come l’azienda crea valore e, contemporaneamente, deve favorire all’interno dell’Azienda un “pensiero” comune sui concetti del Report Integrato e della sostenibilità”.

Renzo Arcoria, Country Manager di Citi Italia, ha dichiarato:

“La nostra visione sul bilancio integrato è sicuramente positiva perché aumenta la trasparenza delle informazioni relative alle società e quindi la nostra possibilità di lavorare con loro. Allo stesso tempo fornisce un quadro completo dei nostri interlocutori unendo i dati strettamente economico-finanziari ad informazioni non finanziare legate a temi sociali, sostenibilità e governance. In questo modo diventa evidente non solo la performance economica ma anche la strategia di lungo periodo delle aziende e la loro capacità di creare valore per tutti gli stakeholder”. 

Reporting integrato, Kpmg: le aziende del futuro devono occuparsi anche di temi non finanziari ultima modifica: 2014-11-17T21:03:54+00:00 da Redazione

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