Riciclaggio, Banca d’Italia: nella Paese minacce “molto significative”

Banca Italia LogoIn Italia le minacce di riciclaggio sono “molto significative”. È quanto emerge dal Rapporto annuale Uif, Unità di informazione finanziaria per l’Italia presentato dalla Banca d’Italia.

Dall’analisi di apprende che “le stime ufficiali e le valutazioni delle istituzioni e del mondo accademico differiscono nell’attestare l’esatta dimensione economica del riciclaggio, ma concordano nel sottolinearne l’assoluta rilevanza e la capacità di generare gravi e durature distorsioni dell’economia in termini di alterazione dei meccanismi concorrenziali, inefficiente allocazione delle risorse, più ridotte opportunità di investimento e crescita, minore produzione di ricchezza”.

La rilevanza delle minacce deriva, in particolare, dall’ampiezza e pervasività della criminalità organizzata, sia nelle sue configurazioni più tradizionali, sia nelle sue manifestazioni più recenti. In tali forme, attività e flussi finanziari illeciti sono talmente compenetrati con attività e fondi di origine lecita da rendere quasi inestricabile la distinzione fra riciclaggio e reati presupposto, fra denaro “sporco” da ripulire e fondi “puliti” che confluiscono verso impieghi criminali. Oltre alla criminalità organizzata e alle attività a essa tipicamente riconducibili, vengono in evidenza la diffusione di altre condotte illegali, quali la corruzione, l’usura, l’evasione fiscale, nonché le varie tipologie di reati societari e finanziari, di cui anche le cronache riferiscono con frequenza crescente.

La corruzione rappresenta una minaccia estremamente preoccupante per il nostro sistema economico-sociale; la diffusa percezione del fenomeno mina la fiducia del cittadino nelle istituzioni e nella politica. Le vicende più recenti pongono in luce come la corruzione sia divenuta anche il mezzo attraverso il quale forme sempre più evolute di criminalità organizzata si infiltrano nell’apparato pubblico, ne condizionano le scelte e così ampliano la penetrazione nel tessuto economico e sociale anche in contesti diversi da quelli tradizionali, con gravi danni per la collettività. È una criminalità che ha sempre meno bisogno di ricorrere all’intimidazione e alla violenza, perché mira a integrarsi nelle istituzioni, a minarle dall’interno.

Nell’anno trascorso la Uif ha ricevuto circa 71.700 segnalazioni di operazioni sospette, con un incremento di oltre 7.000 unità rispetto al 2013. Tale risultato rappresenta un nuovo picco nel numero annuo di segnalazioni e conferma l’accentuato trend di crescita di lungo periodo manifestatosi successivamente alla riforma del sistema antiriciclaggio del 2007 e proseguito anche nel primo semestre del 2015. L’aumento del numero delle segnalazioni testimonia un significativo miglioramento della sensibilità degli operatori sui temi dell’antiriciclaggio. Occorre proseguire nel recupero a una collaborazione effettiva delle categorie di operatori meno attente sul fronte della prevenzione del riciclaggio. Va consolidata la rete di cooperazione con le altre autorità e con le FIU estere. Deve essere costante la tensione a intercettare nuovi metodi e strumenti di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. Vanno sviluppate metodologie di analisi delle operazioni sospette che agevolino la ricostruzione delle reti relazionali che contraddistinguono la criminalità organizzata; ciò consentirà di valorizzare anche segnalazioni che risultano poco significative se considerate isolatamente. Norme adeguate sono essenziali, ma sono destinate a restare inefficaci se manca la condivisione di fondo degli obiettivi da parte della società civile. Il sistema delle segnalazioni delle operazioni sospette offre agli operatori l’opportunità di divenire protagonisti nella lotta alla criminalità finanziaria; di fare una precisa scelta di campo, abbandonando agnosticismi e disponibilità alla connivenza.

Consulta la sintesi del rapporto

Riciclaggio, Banca d’Italia: nella Paese minacce “molto significative” ultima modifica: 2015-07-19T12:06:23+00:00 da Redazione

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: