Riciclaggio, Uif: aumentate del 4,5% le operazioni sospette

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L’Unità di informazione finanziaria (Uif) istituita presso la Banca d’Italia ha ricevuto lo scorso anno 98.030 segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio, circa 4.200 in più rispetto a quelle del 2017, con un aumento del 4,5%. E l’andamento del primo semestre di quest’anno conferma il perdurare di rilevanti ritmi di crescita. Lo ha reso noto oggi direttore della Uif, Claudio Clemente, nel corso della presentazione del Rapporto annuale 2018, tenuta questa mattina presso il centro convegni Carlo Azeglio Ciampi a Roma.

L’autorità è incaricata di acquisire i flussi finanziari e le informazioni riguardanti ipotesi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo principalmente attraverso le segnalazioni di operazioni sospette trasmesse da intermediari finanziari, professionisti e altri operatori.

Banche e Poste hanno prodotto oltre il 72 per cento delle segnalazioni con una riduzione della quota rispetto allo scorso anno dovuta prevalentemente all’incremento dell’apporto di altri operatori e in particolare degli intermediari finanziari diversi dalle banche (+20,9 per cento) – ha precisato Clemente -. Tra essi il contributo più significativo è da ascrivere agli istituti di pagamento, agli istituti di moneta elettronica e ai punti di contatto di intermediari europei”.

Gli altri operatori

Siamo convinti che la progressiva estensione del perimetro degli obblighi antiriciclaggio a soggetti con attività significativamente diversa possa innalzare l’efficacia complessiva del sistema se vengono comprese pienamente le potenzialità e le caratteristiche dell’apporto che ciascuna tipologia di soggetti obbligati può offrire – ha aggiunto il direttore dell’Uif-. Per questo motivo fra le priorità della Uif si colloca l’adattamento del modello segnaletico alle peculiarità dei diversi operatori”. Un’iniziativa in tal senso è stata realizzata con successo per i money transfer per semplificarne la collaborazione e migliorare la qualità del flusso informativo. Ne è conseguito nel 2018 un forte incremento del numero delle segnalazioni (circa 7.900), specie da parte degli operatori di maggiore dimensione, e una rilevantissima crescita del complesso delle operazioni in esse riportate (oltre 115 mila). Nei prossimi mesi, analoghi adattamenti entreranno in vigore per i settori del gioco e delle carte di pagamento. Sono allo studio, anche sulla base di un confronto con gli operatori del digitale, interventi per realizzare specifiche modalità di segnalazione per il comparto delle valute virtuali.

La rivoluzione digitale e le criptovalute

Il sistema finanziario vive anni caratterizzati da una forte spinta all’innovazione. La rivoluzione digitale apre nuovi canali, consente il ricorso a nuovi strumenti, spesso esistenti solo in formato digitale, cambia ancora una volta la struttura dei mercati. “Intelligenza artificiale, big data, internet delle cose e applicazioni robotizzate aprono ulteriori frontiere anche sul versante finanziario. Si tratta di modifiche importanti che possono portare alla società benefici irrinunciabili ma che incorporano anche nuove minacce e nuovi rischi – ha spiegato Clemente -. Aumentano le forme e le possibilità per spostare risorse online, in modo istantaneo operando a distanza, anche con strumenti che agevolano l’anonimato”. Nel nuovo contesto digitale i dati diventano la fonte principale di creazione di valore. Più soggetti, anche esteri e operanti in via telematica, accedono al patrimonio informativo utile ai fini della collaborazione attiva senza essere necessariamente sottoposti agli stessi controlli e obblighi antiriciclaggio; ne derivano rischi di arbitraggio regolamentare e di pericolose falle nel sistema.

L’uso del contante e il riciclaggio

Accanto all’attenzione alle nuove minacce occorre accrescere ancora i presidi nei confronti degli altri rischi di non minor rilevanza, che da tempo connotano il sistema italiano – ha aggiunto -. In questo ambito, continua ad assumere uno spessore significativo la diffusione del contante il cui uso, nel nostro Paese, è tuttora particolarmente elevato in rapporto agli altri strumenti di pagamento”. L’introduzione, con la riforma del 2017, del potere della Uif di richiedere ai soggetti obbligati comunicazioni a carattere oggettivo consente di avviare, come prima applicazione del nuovo strumento, una rilevazione su prelevamenti e versamenti di contante per significativo ammontare eseguiti in Italia presso banche, Poste, istituti di pagamento e di moneta elettronica nazionali o europei. Lo schema regolamentare è stato sottoposto a luglio 2018 ad una consultazione pubblica che, seppur non richiesta dalla normativa, è stata ritenuta opportuna al fine di favorire la partecipazione dei destinatari alla definizione del provvedimento e la condivisione delle scelte compiute. “Il contributo del settore privato è stato ampio e costruttivo: hanno risposto numerose associazioni di categoria rappresentative di una significativa quota di intermediari finanziari, anche non direttamente interessati dalle nuove disposizioni – ha concluso -. Arricchito dagli spunti raccolti nella fase di consultazione, il provvedimento è stato presentato nello scorso mese di novembre al Comitato di Sicurezza Finanziaria per il previsto parere che, dopo una fase di confronto tra le autorità interessate, è stato adottato nel marzo 2019. Il primo invio delle comunicazioni dovrà essere effettuato nel prossimo mese di settembre, con riferimento a tutte le operazioni poste in essere fin da aprile 2019”. La nuova base dati, che si stima sarà alimentata dall’afflusso di alcune decine di milioni di record annui, offrirà all’Unità l’opportunità di potenziare la propria azione istituzionale. In primo luogo l’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio beneficerà delle ulteriori informazioni sull’operatività in contanti dei soggetti d’interesse; l’analisi sistematica e massiva dei dati con avanzati strumenti informatici e statistici anche in collaborazione con gli organi investigativi e la dna, consentirà di individuare ulteriori contesti operativi sospetti rilevabili a livello di sistema.