Riforma del credito: Titolo I, l’attuazione della direttiva 2008/48/CE, relativa ai contratti di credito ai consumatori

 

Il Titolo I interviene per rendere l’ordinamento interno conforme alle previsioni in materia di credito al consumo di cui alla direttiva 2008/48/CE (il termine per il recepimento fissato dall’art. 27 della direttiva stessa scade il 12 maggio 2010).

Lo schema di decreto legislativo introduce rilevanti modifiche al testo unico bancario (decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385), al codice del consumo (decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206) e al testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle Pubbliche Amministrazioni (decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1950, n. 180).

Nel decreto legislativo si fa ricorso alla delegificazione, demandando alle competenti autorità di vigilanza (Banca d’Italia/CICR) la regolamentazione di taluni aspetti, di carattere più operativo.

Le autorità creditizie adottano le disposizioni di attuazione del Titolo I entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

I finanziatori e gli intermediari del credito si adeguano alle disposizioni del decreto entro novanta giorni dall’entrata in vigore delle relative disposizioni di attuazione.

Nel Capo II, denominato Credito a consumatori (e già questo è una bella novità) si fa riferimento a molti degli elementi caratterizzanti il contratto di credito partendo dalla terminologia, ad esempio si spiega che: “consumatore” indica una persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta;

“contratto di credito” indica il contratto con cui un finanziatore concede o si impegna a concedere a un consumatore un credito sotto forma di dilazione di pagamento, di prestito o di altra facilitazione finanziaria;

“contratto di credito collegato” indica un contratto di credito finalizzato esclusivamente a finanziare la fornitura di un bene o la prestazione di un servizio specifici se il finanziatore si avvale del fornitore del bene o del prestatore del servizio per promuovere o concludere il contratto di credito o se il bene o il servizio specifici sono esplicitamente individuati nel contratto di credito;

“costo totale del credito” indica gli interessi e tutti gli altri costi, incluse le commissioni, le imposte e le altre spese, a eccezione di quelle notarili, che il consumatore deve pagare in relazione al contratto di credito e di cui il finanziatore è a conoscenza;

finanziatore” indica un soggetto che, essendo abilitato a erogare finanziamenti a titolo professionale, offre o stipula contratti di credito;

“importo totale del credito” indica il limite massimo o la somma totale degli importi messi a disposizione in virtù di un contratto di credito;

intermediario del credito” indica gli agenti in attività finanziaria, i mediatori creditizi o qualsiasi altro soggetto, diverso dal finanziatore, che nell’esercizio della propria attività commerciale o professionale svolge, a fronte di un compenso in denaro o di altro vantaggio economico oggetto di pattuizione e nel rispetto delle riserve di attività previste dal Titolo VIbis, l’attività di presentazione o proposta di contratti di credito, ovvero altre attività preparatorie in vista della conclusione di tali contratti o l’attività di conclusione di contratti di credito per conto del finanziatore;

“sconfinamento” indica l’utilizzo da parte del consumatore di fondi concessi dal finanziatore in eccedenza rispetto al saldo del conto corrente in assenza di apertura di credito ovvero rispetto all’importo dell’apertura di credito concessa;

tasso annuo effettivo globale” o “TAEG” indica il costo totale del credito per il consumatore espresso in percentuale annua dell’importo totale del credito. Nel costo totale del credito sono inclusi anche i costi relativi a servizi accessori connessi con il contratto di credito, compresi i premi assicurativi, se la conclusione di un contratto avente ad oggetto tali servizi è un requisito per ottenere il credito, o per ottenerlo alle condizioni offerte.
La Banca d’Italia, in conformità delle deliberazioni del CICR, stabilisce le modalità di calcolo del TAEG, ivi inclusa la specificazione dei casi in cui i costi di cui al comma 2 sono compresi nel costo totale del credito.

Particolarmente interessante è l’Articolo 123 che disciplina la Pubblicità del finanziamento.
In questo articolo si fa riferimento a “annunci pubblicitari che riportano il tasso d’interesse o altre cifre concernenti il costo del credito indicano le seguenti informazioni di base, in forma chiara, concisa e graficamente evidenziata con l’impiego di un esempio rappresentativo:
a) il tasso d’interesse, specificando se fisso o variabile, e le spese comprese nel costo totale del credito;
b) l’importo totale del credito;
c) il TAEG;
d) l’esistenza di eventuali servizi accessori necessari per ottenere il credito o per ottenerlo alle condizioni pubblicizzate, qualora i costi relativi a tali servizi non siano inclusi nel TAEG in quanto non determinabili in anticipo;
e) la durata del contratto, se determinata;
f) se determinabile in anticipo, l’importo totale dovuto dal consumatore, nonché l’ammontare delle singole rate”.

L’Articolo 124, invece, fa riferimenti agli Obblighi precontrattuali, e prevede che il finanziatore o l’intermediario del credito, sulla base delle condizioni offerte dal finanziatore e, se del caso, delle preferenze espresse e delle informazioni fornite dal consumatore, forniscono al consumatore, prima che egli sia vincolato da un contratto o da un’offerta di credito, le informazioni necessarie per consentire il confronto delle diverse offerte di credito sul mercato, al fine di prendere una decisione informata e consapevole in merito alla conclusione di un contratto di credito.
Queste informazioni sono fornite dal finanziatore o dall’intermediario del credito su supporto cartaceo o su altro supporto durevole attraverso il modulo contenente le “Informazioni europee di base sul credito ai consumatori” . Gli obblighi informativi si considerano assolti attraverso la consegna di tale modulo. Il finanziatore o l’intermediario forniscono qualsiasi informazione aggiuntiva in un documento distinto, che può essere allegato al modulo.

Su richiesta, al consumatore, oltre al modulo, è fornita gratuitamente copia della bozza del contratto di credito, salvo che il finanziatore o l’intermediario del credito, al momento della richiesta, non intenda procedere alla conclusione del contratto di credito con il consumatore.
Il finanziatore o l’intermediario del credito forniscono al consumatore chiarimenti adeguati, in modo che questi possa valutare se il contratto di credito proposto sia adatto alle sue esigenze e alla sua situazione finanziaria, eventualmente illustrando le informazioni precontrattuali, le caratteristiche essenziali dei prodotti proposti e gli effetti specifici che possono avere sul consumatore, incluse le conseguenze del mancato pagamento.

La Banca d’Italia, in conformità delle deliberazioni del CICR, detta disposizioni di attuazione del presente articolo, con riferimento al contenuto, i criteri di redazione, le modalità di messa a disposizione delle informazioni precontrattuali e le modalità e la portata dei chiarimenti da fornire al consumatore ,anche in caso di contratti conclusi congiuntamente.

L’Articolo 124-bis fa riferimento alla verifica del merito creditizio e recita: “Prima della conclusione del contratto di credito, il finanziatore valuta il merito creditizio del consumatore sulla base di informazioni adeguate, se del caso fornite dal consumatore stesso e, ove necessario, ottenute consultando una banca dati pertinente.
Se le parti convengono di modificare l’importo totale del credito dopo la conclusione del contratto di credito, il finanziatore aggiorna le informazioni finanziarie di cui dispone riguardo al consumatore e valuta il merito creditizio del medesimo prima di procedere ad un aumento significativo dell’importo totale del credito
(rinnovo, ndr)”.

L’Articolo 125-ter fa invece riferimento al recesso del consumatore affermando che il consumatore può recedere dal contratto di credito entro quattordici giorni; il termine decorre dalla conclusione del contratto o, se successivo, dal momento in cui il consumatore riceve tutte le condizioni e le informazioni previste.
Il consumatore che recede ne dà comunicazione al finanziatore inviandogli, prima della scadenza del termine e se il contratto ha avuto esecuzione in tutto o in parte, entro trenta giorni dall’invio della comunicazione, restituisce il capitale e paga gli interessi maturati fino al momento della restituzione, calcolati secondo quanto stabilito dal contratto.
Inoltre, rimborsa al finanziatore le somme non ripetibili da questo corrisposte alla pubblica amministrazione.
Il finanziatore non può pretendere somme ulteriori.

L’Articolo 125-quinquies disciplina l’inadempimento del fornitore nei contratti di credito collegati. Il consumatore, dopo aver inutilmente effettuato la costituzione in mora del fornitore, ha diritto alla risoluzione del contratto di credito.
La risoluzione del contratto di credito comporta l’obbligo del finanziatore di rimborsare al consumatore le rate già pagate nonché ogni altro onere eventualmente applicato. La risoluzione del contratto di credito non comporta l’obbligo del consumatore di rimborsare al finanziatore l’importo che sia stato già versato al fornitore dei beni o dei servizi. Il finanziatore ha il diritto di ripetere detto importo nei confronti del fornitore stesso.

L’Articolo 125-sexies disciplina il rimborso anticipato.
Il consumatore può rimborsare anticipatamente in qualsiasi momento, in tutto o in parte, l’importo dovuto al finanziatore. In tal caso il consumatore ha diritto a una riduzione del costo totale del credito, pari all’importo degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto.
In caso di rimborso anticipato, il finanziatore ha diritto ad un indennizzo equo ed oggettivamente giustificato per eventuali costi direttamente collegati al rimborso anticipato del credito. L’indennizzo non può superare 1’1% dell’importo rimborsato in anticipo, se la vita residua del contratto è superiore a un anno, ovvero lo 0,5 per cento del medesimo importo, se la vita residua del contratto è pari o inferiore a un anno . In ogni caso, l’indennizzo non può superare l’importo degli interessi che il consumatore avrebbe pagato per la vita residua del contratto.
L’indennizzo non è dovuto:
a) se il rimborso anticipato è effettuato in esecuzione di un contratto di assicurazione destinato a garantire il credito;

b) se il rimborso anticipato riguarda un contratto di apertura di credito;
c) se il rimborso anticipato ha luogo in un periodo in cui non si applica un tasso di interesse espresso da una percentuale specifica fissa predeterminata nel contratto;
d) se l’importo rimborsato anticipatamente corrisponde all’intero debito residuo ed è pari o inferiore a 10 .000 euro.

In riferimento agli intermediari del credito interviene l’Articolo 125-novies: “Gli intermediari del credito indicano, negli annunci pubblicitari e nei documenti destinati ai consumatori, l’ampiezza dei propri poteri e in particolare se lavori a titolo esclusivo con uno o più finanziatori oppure a titolo di mediatore.
Il consumatore è informato dell’eventuale compenso da versare all’intermediario del credito per i suoi servizi . Il compenso è oggetto di accordo tra il consumatore e l’intermediario del credito su supporto cartaceo o altro supporto durevole prima della conclusione del contratto di credito.
L’intermediario del credito comunica al finanziatore l’eventuale compenso che il consumatore deve versare all’intermediario del credito per i suoi servizi, al fine del calcolo del TAEG.

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Riforma del credito: Titolo I, l’attuazione della direttiva 2008/48/CE, relativa ai contratti di credito ai consumatori ultima modifica: 2010-08-18T20:16:47+00:00 da Flavio Meloni

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