Riforma della mediazione creditizia, le osservazioni della VI Commissione Permanente Finanze e Tesoro del Senato sullo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2008/48/CE

{jcomments on}La Commissione rileva “l’opportunità che sia avviato un confronto tra il legislatore e gli operatori del mercato finanziario e creditizio per una discussione finalizzata all’individuazione di strumenti più opportuni per accresce la tutela dei consumatori di prodotti e servizi finanziari. A legislazione vigente, infatti, tale interesse pubblico è tutelato da una pluralità di soggetti e per profili differenziati. La Commissione auspica un rafforzamento del coordinamento delle autorità preposte, al fine di garantire in maniera equilibrata la vigilanza su tutti i prodotti finanziari e per tutti gli aspetti correlati alla pubblicizzazione, alla sollecitazione, alla raccolta, al collocamento e alla gestione dei prodotti finanziari stessi, da qualunque intermediario siano essi gestiti, al fine di tutelare al meglio il consumatore di prodotti e servizi finanziari“.

Nel documento finale, che vede come relatore la Senatrice Maria Ida Germontani, si legge che il recepimento della direttiva 2008/48/CE in materia di credito al consumo, anche in base alle disposizioni di delega recate dall’articolo 33 della legge 7 luglio 2009, n. 88 (legge comunitaria per il 2008) costituisce l’occasione per realizzare una serie di modifiche legislative al Testo Unico in materia bancaria e creditizia che rafforza la trasparenza e la correttezza dei comportamenti degli intermediari finanziari nei confronti della clientela e rivede la disciplina degli intermediari non bancari e dei loro canali distributivi.
La revisione della disciplina in materia di intermediari non bancari deve comunque tendere ad assicurare la presenza di operatori professionalmente idonei e patrimonialmente solidi, canali distributivi diversificati in cui siano comunque attivi soggetti con le necessarie competenze e la tutela piena della clientela attraverso regole efficaci.
In tema di attività degli intermediari non bancari la revisione della disciplina degli elenchi tenuti dalla Banca d’Italia ex articoli 106 e 107 costituisce un indirizzo condivisibile per assicurare il raggiungimento degli obiettivi precedentemente illustrati, oltre che per rafforzare le competenze della Banca d’Italia nella vigilanza e nel controllo di tali intermediari.
In tema di trasparenza le modifiche introdotte dallo schema di decreto si inseriscono in una più ampia azione volta ad incrementare i livelli di trasparenza e correttezza, anche per quanto riguarda la portabilità dei mutui, l’estinzione anticipata, il recesso senza spese e l’estensione dei poteri sanzionatori della Banca d’Italia.
Per quanto riguarda gli intermediari finanziari e i canali distributivi la riforma proposta accresce il livello di professionalità degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi.

Per quanto concerne gli organismi di cui all’articolo 112-bis, 113 e 128-octies, “la Commissione apprezza l’indirizzo innovativo del Governo ai fini rispettivamente della tenuta dell’elenco dei confidi, della tenuta dell’elenco dei soggetti operanti nel mediocredito, della tenuta degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi. Sollecita altresì il Governo ad individuare le forme più idonee per rendere effettivi i poteri di controllo e aumentarne la responsabilità. In particolare la Commissione rileva la necessità di modificare  il comma 4 dell’articolo 112-bis, il comma 4 dell’articolo 113 e il comma 1 dell’articolo 128-novies, indicando espressamente che le sanzioni possono essere disposte dai citati organismi, superando la genericità delle disposizioni in commento che, in assenza di correzioni rischiano di non essere applicabili. Per quanto riguarda l’efficacia dei poteri attribuiti agli organismi di controllo per il microcredito, i confidi, gli agenti e i mediatori, la Commissione invita inoltre il Governo ad assicurare un impianto omogeneo per la disciplina di tali organismi, prevedendo che essi siano dotati di professionalità e risorse adeguate, in termini di personale e strutture organizzative, anche attraverso un forte impegno da parte dell’industria finanziaria“.

Tra le osservazioni della Commissione i punti focali sono:

  1. In relazione all’articolo 106 (Albo degli intermediari finanziari) la Commissione suggerisce di introdurre un comma aggiuntivo al comma 1 finalizzato a specificare che ai soggetti di cui al comma 1 è riservata la denominazione di “società di finanziamento”, specificando altresì che l’utilizzo abusivo della suddetta denominazione è sanzionato ai sensi dell’articolo 133 del TUB. La modifica proposta è finalizzata a tutelare maggiormente i consumatori, consentendo agli stessi di identificare chiaramente il soggetto che eroga un credito ovvero svolge un’attività di mera intermediazione.
    La Commissione auspica che per i soggetti iscritti a legislazione vigente all’articolo 106 del TUB non sia precluso l’accesso a eventuali forme di incentivo al settore e alle risorse, di soggetti, anche pubblici, operanti nel private equity.
    La Commissione propone di articolare diversamente l’articolo 106 aggiungendo i seguenti commi 4, 5 e 6:
    “Non configura esercizio nei confronti del pubblico l’attività di concessione di finanziamento posta in essere tra società del medesimo gruppo. In particolare non costituiscono attività di finanziamento nei confronti del pubblico: a) l’acquisto di crediti vantati da terzi nei confronti di società del gruppo; b) l’attività di rilascio di 4 garanzie quando il garante e l’obbligato garantito facciano parte del medesimo gruppo.
    L’attività di concessione di finanziamenti non comprende l’attività svolta in via occasionale. Il Ministero dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, definisce i parametri in base ai quali l’attività finanziaria può essere considerata svolta in via occasionale.
    Non configura attività di finanziamento rilevante l’attività di finanziamento a favore di terzi posta in essere da imprese industriali o di distribuzione commerciale che è meramente strumentale e accessoria a quella svolta in via principale. Il Ministero dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, definisce i casi in cui l’attività di finanziamento a favore di terzi è meramente strumentale e accessoria a quella svolta in via principale”.
  2. La Commissione ritiene che le modifiche apportate agli elenchi di cui agli articoli previgenti 106 e 107 del TUB non fanno venir meno l’obbligo delle società holding di inviare all’Agenzia delle entrate le comunicazioni di carattere fiscale previste dalla normativa.
  3. Per quanto riguarda l’articolo 109, (vigilanza consolidata), la Commissione suggerisce di modificare l’articolo come di seguito specificato: all’articolo 109, comma 2, la lettera c) è abrogata. all’articolo 109, comma 3, la lettera b) è sostituita dalla seguente:b) può richiedere, nei termini e con le modalità dalla medesima determinati, al gruppo finanziario la trasmissione, anche periodica, di situazioni e dati, nonché ogni altra informazione utile e ai soggetti indicati nel comma 2, lettera d) nonché alle società che controllano l’intermediario finanziario e non appartengono al gruppo finanziario le informazioni utili per consentire l’esercizio della vigilanza consolidata”.
  4. La Commissione valuta positivamente la previsione di un unico albo degli intermediari, in cui confluirebbero anche i confidi attualmente iscritti nell’Elenco speciale ex articolo 107, mentre i confidi ex articolo 155, comma 4, verrebbero iscritti in un nuovo elenco tenuto da un apposito organismo.
    Sotto questo profilo tuttavia si ritiene necessario intervenire allo scopo di contribuire a rendere realmente sostenibile il modello “confidi”. In particolare, gli elementi cardine su cui focalizzare l’attenzione riguardano: il riconoscimento di alcuni ambiti di specificità per i confidi, sia iscritti nell’albo sia nell’elenco, nell’ambito della più generale disciplina destinata agli intermediari finanziari, al fine di garantire la salvaguardia delle peculiarità del sistema in oggetto; l’introduzione di una semplificazione normativa, sia per i soggetti ex “articolo 155,  comma 4,” sia per quelli exex “articolo 107” del TUB, in applicazione del principio dell’equivalenza.
    Per quanto attiene all’ambito delle reti distributive e al ruolo delle associazioni in tale ambito, la Commissione suggerisce delle specifiche proposte emendative del Titolo VI-bis nel senso di: consentire anche all’agente in attività finanziaria di svolgere alcune attività attualmente previste per il solo mediatore creditizio; definire più chiaramente le facoltà di agenti e mediatori di espletare una parte degli obblighi previsti dalla normativa vigente in materia di antiriciclaggio e trasparenza; consentire la partecipazione di associazioni e federazioni al capitale delle società di mediazione e l’operatività della stessa con confidi legati all’associazione o federazione; definire in modo specifico il ruolo delle associazioni di imprese nel processo distributivo; rendere funzionale il ruolo delle associazioni anche nel supporto formativo di agenti e mediatori.
  5. Per quanto riguarda la verifica del merito creditizio, di cui all’articolo 124-bis, comma 1, la Commissione suggerisce di modificare il comma 1 prevedendo che il finanziatore valuti il merito creditizio sulla base di informazioni ottenute consultando almeno una banca dati contenente informazioni nominative sul credito o pertinente per la determinazione degli impegni economici correnti del consumatore. Ai venditori di beni e servizi che concludono contratti di credito nella sola forma della dilazione del prezzo con esclusione del pagamento degli interessi e di altri oneri, ovvero concludono contratti che prevedano il pagamento del corrispettivo per la fornitura dei beni o dei servizi parzialmente o totalmente posticipato rispetto alla consegna del bene o alla messa a disposizione del servizio, a condizione che non richiedano in alcun modo forme di garanzia o di cauzione, è consentito l’accesso a banche dati contenenti informazioni nominative sul credito, anche in deroga a precedenti disposizioni di legge o regolamentari.
  6. In relazione alla informazione del consumatore e l’utilizzo di banche dati da parte del finanziatore, la Commissione suggerisce di modificare l’articolo 125, comma 3, prevedendo che il finanziatore informi preventivamente il consumatore la prima volta che segnala a una banca dati le informazioni negative previste dalla relativa disciplina. L’informativa sia resa unitamente all’invio di solleciti, altre comunicazioni, o in via autonoma.
  7. Per quanto riguarda invece l’articolo 125-sexies (Rimborso anticipato), valuti il Governo l’opportunità di modificare  al comma 3 la lettera d), in modo tale che il creditore non possa esigere l’indennizzo se l’importo rimborsato anticipatamente corrisponde all’intero debito residuo o è pari o inferiore a 10.000 euro.
  8. Per quanto riguarda l’articolo 128-quater, la Commissione propone di modificare il comma 4 consentendo all’agente in attività finanziaria di assumere ulteriori due mandati, ciascuno per una sola tipologia di prodotto o servizio ove questi siano conferiti da banche o intermediari che non offrano l’intera gamma dei servizi promossi e conclusi dall’agente; tale comma 4 dovrebbe poi specificare ulteriormente che le tipologie di prodotto sono quelle definite dal decreto del Ministero dell’economia e delle finanze che riporta i tassi effettivi globali medi ai sensi della legge sull’usura.
  9. In tema di incompatibilità per gli agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi, la commissione propone di modificare il comma 2 dell’articolo 128-quinquies 3 prevedendo che i collaboratori di agenti in attività finanziaria ed i mediatori creditizi non possono svolgere contemporaneamente la propria attività a favore di più soggetti, escludendo quindi, a differenza di quanto previsto dal citato articolo, l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo128-quater comma 4.
  10. Sempre in tema di dipendenti e collaboratori degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi appare opportuno rendere non facoltativa la verifica attraverso l’adozione di adeguate procedure interne per verificare i requisiti di onorabilità e professionalità dei collaboratori. Inoltre tali procedure interne devono essere approvate dall’ente finanziatore che ne assicura il rispetto.
  11. In relazione alla facoltà degli agenti in attività finanziaria di promuovere e collocare i prodotti bancari, la Commissione suggerisce di estendere tale facoltà anche ai prodotti di Bancoposta su mandato diretto di Poste Italiane S.p.A.
  12. Per quanto riguarda l’articolo 128-undecies 2- (Recupero crediti), la Commissione suggerisce di chiarire che lo svolgimento della normale attività di recupero dei crediti non richiede l’intervento di dipendenti o agenti in attività finanziaria laddove alle operazioni di ristrutturazione non faccia seguito la stipula di nuovi contratti di credito.
  13. Per quanto riguarda l’articolo 12 (disposizione di attuazione dell’articolo128-quater), la Commissione, nell’apprezzare la disposizione che consente l’offerta di credito al consumo presso il punto vendita (cosiddetto credito finalizzato), auspica che la normativa secondaria confermi l’attuale qualificazione regolamentare di promozione e collocamento di credito al consumo, in modo da garantire il collocamento di contratti di finanziamento più idonei e convenienti. Inoltre la Commissione suggerisce al Governo, fermo il divieto presso il punto vendita delle carte revolving, di valutare la possibilità di permettere il collocamento di carte a saldo o prepagate utilizzabili in un circuito limitato (cosiddette carte privative).
  14. Per quanto riguarda i crediti erogati connessi alla cessione del quinto dello stipendio, la Commissione suggerisce al Governo di aggiornare le disposizioni recate dal Decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1950, n. 180, in modo da adeguare la disciplina ivi prevista alle mutate situazioni economiche e finanziarie.
  15. Con riferimento al comma 4 dell’articolo 199 del TUB, come novellato dallo schema di decreto, laddove si prevede che i clienti possono ottenere a proprie spese copie della documentazione inerente a operazioni bancarie effettuate negli ultimi dieci anni, si rileva l’esigenza di evitare che le banche addebitino costi eccessivi ai richiedenti, in particolare, nel caso in cui la predetta documentazione sia richiesta a fronte di avvisi di accertamento inviati dall’Agenzia delle entrate relativi alla movimentazione dei conti bancari.
  16. Con riferimento al comma 1 del nuovo articolo 128-duodecies del TUB, che demanda ad un successivo decreto legislativo l’attuazione delle disposizioni recate con il nuovo titolo VI-bis del TUB, introdotto dall’articolo 11 dello schema di decreto, la Commissione ritiene irrituale che sia il decreto delegato a rinviare, per l’attuazione delle disposizioni da esso introdotte, ad un ulteriore distinto decreto legislativo.
  17. La Commissione ritiene infine di rivolgere una sollecitazione al Governo affinché, prima della definitiva approvazione dello schema di decreto legislativo, sia predisposta un’accurata verifica in termini di drafting normativo, in modo da eliminare  gli eventuali erronei rinvii normativi o riferimenti legislativi.
  18. La Commissione inoltre sollecita il Governo a vigilare sulla corretta definizione del regime transitorio, al fine di riservare tempi adeguati all’entrata in vigore delle importanti innovazioni normative.

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Riforma della mediazione creditizia, le osservazioni della VI Commissione Permanente Finanze e Tesoro del Senato sullo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2008/48/CE ultima modifica: 2010-07-28T06:35:50+00:00 da Flavio Meloni

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