Riforma mediazione creditizia e credito al consumo, Maresca: “L’iter di approvazione definitivo dei decreti legislativi dovrebbe concludersi per la fine dell’anno o al massimo all’inizio del 2011”

{jcomments on}Il sottosegretario ha evidenziato come “trasparenza e integrità” siano fondamentali per un mercato delicato come quello del credito al consumo, ma che può trasformarsi “in uno strumento per la gestione familiare”.

“La sfida che sta attorno allo schema di decreto per il Ministero – ha proseguito Giorgetti – è quella di condividerla con più interlocutori possibili, e siamo pronti a recepire ulteriori interventi valutativi da introdurre nella norma. La tutela dei consumatori, la riduzione dei costi, così come una maggiore professionalità ed efficienza degli intermediari, con una conseguente contrazione della catena, possono lasciar intravedere, e immaginare, una professione che dia nei prossimi anni maggiori garanzia a tutti i cittadini nel settore immobiliare e creditizio. La Vigilanza sugli intermediari e sui mediatori deve essere molto forte, ma non può essere uguale a quella delle banche, anche se alcune cose possono comunque essere introdotte. Anche il piccolo mediatore ha un senso. Il Governo è aperto a proposte che possano portare ad eventuali correzioni per una maggiore condivisione possibile tra i vari rappresentanti della categoria”.

Per Fiaip cancellare la possibilità per gli agenti immobiliari di proporre mutui finalizzati alla vendita di immobili è un assurdo legislativo.

La Fiaip, ha di recente dato vita ad un nuovo modello di concertazione tra consumatori e imprese immobiliari e creditizie – ha sottolineato Paolo Righi, presidente nazionale Fiaip – e già da tempo auspica una riforma trasparente per il settore della mediazione creditizia per dare maggiore professionalità agli operatori. Abbiamo constatato come oggi c’è una finalità di intenti condivisa tra Abi, consumatori ed istituti di credito per rilanciare una riforma che abbia un valore reale per il mercato. La segnalazione di mutui e di prestiti personali finalizzati alle vendite immobiliari fatta da agenti immobiliari viene a cessare, secondo quanto scritto in una prima bozza di riforma. Per Fiaip e molte associazioni del settore si tratta di un assurdo legislativo. Non vogliamo che gli agenti immobiliari debbano per forza passare per i mediatori creditizi o diventare tali, per evitare il pagamento, da parte del cliente, di doppie provvigioni. Ritengo necessario che trasparenza, controllo e professionalità siano necessari e che la formazione possa essere la discriminante futura del mercato dell’intermediazione, e mi auspico che la professione del mediatore creditizio possa un domani essere svolta anche da chi opera in forma di società di persona”.

Per il direttore centrale dell’Abi Massimo Rocciaservono regole di comportamento precise che possano ovviare a comportamenti ambigui degli operatori. A mutui e credito al consumo sono legati i sogni di tutti i consumatori. Noi, che siamo i produttori, siamo favorevoli all’introduzione di norme che aumentino il controllo e rafforzino i requisiti, soprattutto avendo le banche la possibilità di avere agenti in attività finanziaria. Abi vuole che quattro cose siano introdotte: no al limite di partecipazione, soprattutto nelle società degli agenti e negli intermediari; una disciplina per i mediatori che si occupano dei crediti anomali; Banca d’Italia deve avere il controllo diretto dei comportamenti; gli agenti immobiliari possano collocare mutui, strumenti accessori alla loro attività”.

Samuele Lupidìì, vicepresidente nazionale Fiaip Mediazione Creditizia, nella sua relazione ha evidenziati che “sono molti i punti controversi, e spero che il Ministero possa rendere il progetto di riforma più funzionale alle reali esigenze dei mediatori creditizi. I requisiti patrimoniali, la necessità di costituire società a responsabilità limitata o per azioni per condurre l’attività di mediazione, oltre alla presenza solo per i vertici aziendali di requisiti di professionalità, che non sono previsti invece per il singolo operatore, oltre l’indipendenza delle società di mediazione dal sistema bancario, rimangono ancora punti non chiari, così come tra i requisiti richiesti manca il superamento di una prova valutativa, di estrema importanza per qualificare la professione di mediatore creditizio”.

Sulle molte criticità evidenziate dai relatori si è soffermato anche il vicepresidente della Commissione Finanze di Montecitorio Cosimo Ventucci, che ha ricordato la presentazione a sua firma di una proposta di legge in materia, confermando il proprio impegno per migliorare i provvedimenti governativi durante il loro passaggio parlamentare.

Infine, ma non per ultimo, Giuseppe Maresca, direttore generale della Divisione antiriciclaggio del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha poi replicato alle varie osservazioni facendo presente che l’iter di approvazione definitivo dei decreti legislativi dovrebbe concludersi per la fine dell’anno o al massimo all’inizio del 2011. “La priorità del Ministero nell’elaborazione degli schemi – ha spiegato Maresca – è quella di garantire l’integrità del settore creditizio riducendo al massimo la sua permeabilità da parte della criminalità organizzata, la diffusione di pratiche “predatorie” e di cattivi comportamenti nei confronti dei consumatori”. Il Ministero si è inoltre detto disponibile a un confronto aperto con tutte le parti sociali e le associazioni di categoria, oltre che a introdurre una maggiore gradualità nell’adozione dei decreti.

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Riforma mediazione creditizia e credito al consumo, Maresca: “L’iter di approvazione definitivo dei decreti legislativi dovrebbe concludersi per la fine dell’anno o al massimo all’inizio del 2011” ultima modifica: 2010-05-17T07:37:32+00:00 da Flavio Meloni

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