Roberto Matetich, consulente e sommelier: “Oam e consorzi, organi nati per la tutela di settori diversi. Obiettivo comune: promuovere la qualità”

SimplyWine II puntata
Mediazione creditizia e vino: punti di contatto e possibili contaminazioni tra due comparti solo all’apparenza distanti

Nel comparto dell’intermediazione del credito ormai tutti conoscono l’Oam (Organismo agenti e mediatori), organo di disciplina e regolamentazione par excellence del settore dell’intermediazione del credito. Nella nostra rubrica SimplyWine cercheremo di trovare qualche similitudine con il mondo del vino.

La tutela del settore

L’associazione tra Oam e Consorzi di tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche protette viene spontanea in virtù dello scopo che condividono.

Oam Logo mediazione creditiziaScopo dell’Oam è quello di raccogliere tra le sue fila tutti i professionisti che operano nel comparto dell’intermediazione del credito e di certificarne la professionalità, di tutelare il consumatore e il potenziale investitore, di promuovere la categoria e la professionalità attraverso le best practice. Nata per costituire un sistema di regole da rispettare per rendere più efficiente le modalità produttive, funge da garante, supervisionando e vigilando sui professionisti iscritti, affinché mantengano i caratteri di onorabilità e assoluta professionalità.

Allo stesso modo un consorzio di tutela delle varie denominazioni di origine ha il compito, tra le altre cose, di svolgere azioni di funzioni di tutela, di promozione, di valorizzazione, di informazione del consumatore e di cura generale degli interessi della relativa denominazione. Ha poi una funzione di vigilanza nei conforti di eventuali frodi in commercio. Ed è incaricato dal ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali di svolgere le funzioni cui è preposto nei confronti di tutti i soggetti inseriti nel sistema di controllo della Dop/Igp di riferimento.

I punti in comune e il potere sanzionatorio

Entrambi sono istituiti e regolamentati da una legge: l’Oam dal noto D. Lgs. 141/2010 mentre i consorzi al D.Lgs. 61/2010 (stesso anno, non a caso). Entrambi eleggono i loro direttivi periodicamente. Entrambi tutelano e hanno poteri sanzionatori. Entrambi hanno un compito non facile: far rispettare le regole ai propri iscritti.

Nell’intermediazione chi non si attiene è fuori

In caso di illeciti in grado di arrecare un serio pregiudizio al funzionamento del mercato del credito a danno dei consumatori l’Oam può decidere di sanzionare con una sospensione o con la cancellazione di una persona o di una società dai suoi elenchi. Si tratta di un provvedimento drastico per l’attività di mediazione, in quanto non essere iscritto e operare ugualmente si configura come attività illecita.

Cosa succede nel mondo del vino

Il sistema sanzionatorio è meno impositivo nel mondo del vino.  Il produttore che non appartiene a un consorzio può continuare a fare il vino ma non potrà fregiarsi del logo del consorzio e a volte nemmeno della fascetta Doc o Docg se non si attiene ai disciplinari.

Origine e scopo delle denominazioni: la qualità non è (solo) nelle etichette

La divergenza tra i due organi di tutela è determinata dallo scopo per cui si sono originati i consorzi. Le denominazioni sono nate con l’obiettivo di sancire un legame diretto e unico tra vino e territorio. Quando ordiniamo o acquistiamo una bottiglia Docg pensiamo di essere arrivati al vertice della piramide qualitativa del vino italiano, convinti di non poter bere di meglio.

Errore: non solo si può, ma è sbagliato considerare la piramide qualitativa del vino come sinonimo della scala della piacevolezza e della qualità del vino.

A questo proposito è esemplare il caso del Sassicaia di Tenuta San Guido: classificato negli anni ’60 come vino da tavola, dal 1994 sottozona della Doc Bolgheri, è diventato una Doc autonoma soltanto nel 2013. Questo vino già nel 1978 era considerato il miglior vino rosso al mondo. Eppure, non era ancora una Doc!

L’Oam in un calice: fine ed elegante, condensa quattro campi diversi

Volendo condensare l’Oam in un calice lo paragonerei al Colle Baio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. Brut dell’aziende Il Colle, facente parte del Consorzio Della Valdobbiadene.

Questo prosecco è composto da 4 vitigni: Glera, Bianchetta, Perera, Verdiso. Allo stesso modo l’Organismo agenti e mediatori raggruppa quattro categorie tra elenchi e registri: agenti in attività finanziaria, mediatori creditizi, cambiavalute e compro oro.

Bollicina dalla particolare finezza ed eleganza, il Colle Baio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. Brut ha il profumo aromatico caratteristico delle uve che lo compongono, con sentori di mela, banana, frutta esotica, note di pesca e rosa gialla.

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