Roma, Gdf: conclusa “operazione microcredito” con l’arresto del principale indagato per appropriazione indebita di fondi europei

Si conclude con l’arresto del principale indagato l’operazione microcredito della Guardia di Finanza, avviata a fine settembre nei confronti di un otto persone accusate dei reati di peculato, appropriazione indebita e auto-riciclaggio.

Lo scorso 28 settembre i finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno eseguito misure cautelari personali nonché una serie di sequestri preventivi diretti e per equivalente, emessi dal gip del Tribunale di Roma nei confronti di soggetti appartenenti ad un gruppo criminale resosi responsabile dei reati di peculato, appropriazione indebita e auto-riciclaggio – racconta una nota della Guardia di Finanza -. Le investigazioni avevano consentito di accertare che il presidente di una società capitolina operante nel settore della concessione di microcredito, regolarmente iscritta all’albo speciale previsto dal Tub (Testo unico bancario), aveva “dirottato” finanziamenti pubblici, regionali ed europei, a favore di persone fisiche e giuridiche compiacenti, non rientranti tra quelle ammesse a beneficiare dei relativi fondi, per circa 500mila euro”.

Le successive indagini avevano inoltre fatto emergere che le somme illecitamente ricevute erano state girate, simulando rapporti commerciali inesistenti, ad altre società riconducibili al citato presidente, determinando così il reinserimento nel circuito economico del denaro provento del reato di peculato.

Sulla base di queste risultanze, il gip presso il Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica, aveva disposto 8 misure restrittive della libertà personale (1 custodia in carcere, 3 arresti domiciliari e 4 misure interdittive del divieto di esercitare attività di impresa per 12 mesi), nonché sequestri preventivi (anche nella forma per equivalente) di beni e disponibilità finanziarie complessivamente per circa 1 milione di euro nei confronti degli indagati e delle società destinatarie dei finanziamenti (quale conseguenza della responsabilità amministrativa dipendente da reato)”, prosegue il comunicato.

In occasione dell’esecuzione, il principale indagato, ideatore del sistema criminale, si era sottratto all’esecuzione della custodia cautelare in carcere in quanto fuori dal territorio nazionale. Il 15 novembre scorso lo stesso ha fatto spontaneamente rientro in Italia dagli Emirati Arabi Uniti, dove risulta residente, per sottoporsi alla misura cautelare in carcere. “È stato così tratto in arresto dal personale del nucleo speciale polizia valutaria, con il supporto del gruppo della Guardia di Finanza di Fiumicino e della Polizia di Frontiera, presso lo scalo romano di Fiumicino, per essere poi tradotto in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria”, conclude.