Roma, questione piani di zona. Unaep: “È una bomba sociale, serve una legge nazionale per risolvere il problema”. Il Comune al lavoro su lettera standard per agevolare le mediazioni tra gli acquirenti e i venditori

Edilizia agevolata piani di zonaÈ ora che il legislatore presti attenzione all’approvazione di un testo unico che raccolga il sistema normativo, dia chiarezza e semplifichi la materia dei piani di zona e dell’edilizia agevolata. Questo l’appello lanciato dall’avvocato Andrea Magnanelli, vice segretario nazionale dell’Unaep (Unione nazionale avvocati enti pubblici) e dirigente dell’avvocatura capitolina, nel corso di un incontro organizzato dall’Unione in collaborazione con il Consiglio dell’ordine degli avvocati di Roma presso il Palazzo di Giustizia.

Quello dei piani di zona e dell’edilizia agevolata nella Capitale è un problema enorme che rischia di diventare una vera “bomba sociale”, ha sottolineato Magnanelli, specificando che la questione può essere risolta soltanto con una legge nazionale.

Al centro di tutto un’immensa speculazione commerciale riguardante 125 piani di zona e 200.000 immobili, che ha portato alla compravendita di migliaia di appartamenti acquistati a prezzi calmierati e rivenduti, sovente all’insaputa dei nuovi inquilini, a prezzi di mercato. Una “bolla” esplosa nel 2015 a seguito della sentenza n. 18135 delle Sezioni Unite della Cassazione, che ha chiarito che il vincolo del “prezzo massimo di cessione” dell’immobile costruito in regime di edilizia agevolata non riguarda solo la compravendita tra venditore e primo acquirente ma anche tutti i successivi trasferimenti.

Rebus sic stantibus, tutti i contratti di compravendita stipulati a prezzo di mercato sono nulli per la parte relativa al prezzo e il compratore è dunque legittimato a ottenere indietro dal venditore la differenza tra la somma effettivamente pagata e il prezzo massimo. Cifre che arrivano facilmente a 200-300.000 euro.

Con il rischio di una “speculazione al contrario”, giacché il compratore può a quel punto stipulare una convenzione con il Comune per affrancarsi dal prezzo massimo, come previsto dalla legge 106 del 2011, pagando una somma che si aggira intorno ai 10-30.000 euro e rivendendo in seguito a prezzo libero.

La sentenza della Supema Corte, ha dichiarato l’assessore all’urbanistica del Comune Luca Montuori, ha avuto “l’effetto non previsto di mettere i cittadini contro, creando contenziosi e nuovi indebitamenti fra le persone. Un patrimonio immobiliare nato a tutela della fasce più deboli è diventato oggi oggetto di una ‘guerra tra poveri’ e questo è inaccettabile”. Per tale ragione, ha concluso l’assessore, “serve una norma nazionale che chiarisca il tema poiché si tratta di una questione sulla quale i Comuni non possono legiferare ma si limitano ad amministrare”.

Per Mauro Vaglio, presidente del consiglio degli avvocati di Roma, “quello dei piani di zona coinvolge 200mila appartamenti a prezzi calmierati ed è un vero e proprio problema sociale per la Capitale”. Secondo i dati forniti dall’Unaep nell’Urbe sono circa 400.000 le persone che abitano in alloggi di edilizia agevolata, circa un residente su sette.

“Per cercare di arginare almeno in parte il problema il Comune ha pensato di elaborare un sistema che gli consenta di inviare una lettera ‘standard’ ai soggetti che, impegnati in una mediazione relativa a una precedente compravendita, richiedono all’amministrazione quale sia il costo per l’affrancazione dell’immobile – ha assicurato Magnanelli -. Attraverso questa lettera il Comune chiederà dei dati agli interessati, una volta ricevuti i quali sarà in grado di fornire un’indicazione sul prezzo da pagare per la stipula della convenzione di affrancazione. In questo modo saranno agevolate le mediazioni tra compratori e venditori. La prima lettera è già stata preparata ma non so dire se si riusciranno a fare in tempo i calcoli del prezzo di affrancazione per la prossima mediazione, prevista per il 9 aprile”.

Roma, questione piani di zona. Unaep: “È una bomba sociale, serve una legge nazionale per risolvere il problema”. Il Comune al lavoro su lettera standard per agevolare le mediazioni tra gli acquirenti e i venditori ultima modifica: 2018-03-28T09:20:54+00:00 da Paolo Tosatti

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