Roma, Piani di zona: nasce l’Unione dei comitati. L’assessore all’urbanistica della Regione Lazio: “Subito confronto con il Comune su mancato adeguamento schema di convenzione tipo per la trasformazione”

Edilizia Agevolata piani di zona affrancazioneTentare di districare l’ingarbugliata matassa dei mille problemi collegati ai cosiddetti piani di zona. È con questo intento che si è costituita l’Unione comitati piani di zona, che mira ad accogliere al suo interno tutte le singole realtà che, nei vari quartieri di Roma, stanno seguendo la questione, presentando iniziative e proposte per la soluzione del problema.

L’Unione si è costituita il 9 febbraio ma è stata presentata ieri nel corso di un incontro pubblico ospitato dal comitato di quartiere di Torresina.

“Fino ad oggi i comitati di quartiere hanno lodevolmente portato avanti numerose iniziative autonome ma, per essere maggiormente incisivi, è necessario creare un coordinamento tra tutte le realtà e invitare i cittadini non ancora organizzati a unirsi per dare più forza alle azioni necessarie per spingere l’amministrazione comunale a prendere in considerazione le nostre istanze e risolvere le complessa situazione venutasi a determinare dopo la dirompente sentenza della della Cassazione del settembre 2015 – spiega l’ingegnere Gianluca Riparbelli presidente dell’Unione dei comitati -. Tra le iniziative che abbiamo in programma ci sono la richiesta all’amministrazione di estendere il diritto alla trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà a tutti i piani di zona; l’avvio di azioni risarcitorie collettive contro il Comune di Roma in relazione al mancato completamento delle opere urbanizzazione e per i danni derivanti dalle delibere comunali emesse in violazione della normativa statale e regionale; l’individuazione di referenti in Parlamento per la presentazione di una proposta di legge sul tema della trasformazione-affrancazione; il supporto ai cittadini non ancora organizzati per la costituzione dei comitati di quartiere”.

Non meno importante è la formazione di un gruppo di studio tecnico-giuridico per individuare le azioni più efficaci e per la verifica dei metodi di calcolo dell’affrancazione e della trasformazione. “Fino ad oggi sono stati molti i cittadini che hanno studiato la questione dal punto di vista giuridico e tecnico – continua Riparbelli – . Tutto questo lavoro deve essere raccolto, analizzato e discusso per decidere quali iniziative coordinate portare avanti. Stiamo organizzando un primo incontro che dovrebbe tenersi tra una quindicina di giorni”.

All’appuntamento di ieri era presente anche Massimiliano Valeriani, neo assessore alla Casa e all’Urbanistica della Regione Lazio. Prendendo la parola il rappresentante della Regione ha garantito il proprio impegno per l’avvio di un confronto diretto con il Comune di Roma in merito al mancato adeguamento di quest’ultimo alla convenzione tipo per la trasformazione stabilita dalla delibera regionale n. 860 del 19 marzo 1980. Ad oggi infatti il Comune non sta applicando la disciplina contenuta in quel provvedimento.

“In aggiunta a questo – ha annunciato l’assessore – la Regione ha intenzione di portare avanti uno sforzo concreto per favorire la riqualificazione delle periferie, che passa necessariamente per un completamento di tutti quei piani di zona che ad oggi restano ancora da ultimare. La Regione metterà a disposizione risorse importanti per raggiungere questo obiettivo”.

Valeriani ha inoltre rivelato che a breve sarà costituito un osservatorio, aperto alla partecipazione di cittadini e comitati, per vigilare sul rispetto di norme e convenzioni in materia di edilizia e urbanistica. “L’osservatorio – ha spiegato il neo eletto – vuole essere uno strumento a disposizione della cittadinanza e servirà, tra le atre cose, a rendere conto di quanto emergerà nel corso degli incontri a livello istituzionale”.

Tra gli interventi che si sono succeduti nel corso dell’incontro c’è stato anche quello di Ivan Albertini, rappresentante di Asso-Consum.

L’associazione di consumatori segue ormai da tempo le problematiche relative ai piani di zona e dopo aver presentato un ricorso straordinario la Presidente della Repubblica contro la delibera del Comune di Roma n.46 dell’agosto 2017, ritenuta daAsso-Consum non conforme alle leggi vigenti, ha deciso adesso di denunciare alla Corte dei Conti tutti i soggetti responsabili della mancata richiesta degli oneri di affrancazione negli anni fino al 2015.

“In questa vicenda, che oggi vede comuni cittadini, che nella grande maggioranza dei casi hanno agito in assoluta buona fede, costretti a darsi battaglia in tribunale per cercare di far valere o tutelare i propri diritti, è opportuno che vengano appurate le responsabilità dei dirigenti e dei funzionari di Roma Capitale, che con un’interpretazione errata delle leggi hanno consentito alla commercializzazione degli immobili al di fuori dei vincoli di prezzo previsti dalle convenzioni di edilizia agevolata, rendendo così possibili speculazioni del tutto inammissibili – spiega Albertini -. Se l’amministrazione oggi pretende la corresponsione degli oneri di affrancazione, in misura e modi che riteniamo ingiusti,  allora tali oneri di affrancazione avrebbero dovuto essere riscossi anche prima del 2015. Dunque chi ha omesso di incassare tali somme, rilasciando anche delle liberatorie per la commercializzazione dei beni, deve rispondere davanti alla giustizia. Per questo abbiamo chiesto alla Procura Contabile di accertare le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti: Roma Capitale, nella persona del suo sindaco pro tempore, il Dipartimento di Programmazione e Attuazione Urbanistica, i suoi dirigenti e coloro che sono stati incaricati dai medesimi”.

Roma, Piani di zona: nasce l’Unione dei comitati. L’assessore all’urbanistica della Regione Lazio: “Subito confronto con il Comune su mancato adeguamento schema di convenzione tipo per la trasformazione” ultima modifica: 2018-04-22T09:30:00+00:00 da Paolo Tosatti

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