Rossi, Banca d’Italia: eccesso di trasparenza nel settore bancario e assicurativo è controproducente

Banca d'Italia Logo 2“Nei mercati bancario e assicurativo i casi di asimmetria informativa sono frequenti: ad esempio, il cliente può non disporre di quelle informazioni che lo mettano in grado di valutare se un certo prodotto, pur corrispondente alle sue esigenze, sia effettivamente il migliore disponibile sul mercato a quel prezzo. È per porre riparo ad asimmetrie di questo tipo che si impongono obblighi agli operatori professionali attraverso la disciplina della trasparenza. Quest’ultima tuttavia, se eccessiva, diviene controproducente”. Così il direttore generale della Banca d’Italia e presidente dell’Ivass, Salvatore Rossi, in un’audizione alla Commissione parlamentare per la semplificazione in merito a una indagine conoscitiva su semplificazione e trasparenza nei rapporti con gli utenti nei comparti finanziario, bancario e assicurativo.

“Se la documentazione che accompagna un prodotto finanziario è troppo corposa scritta con un linguaggio tecnico-giuridico comprensibile solo da specialisti, magari con l’obiettivo di sgravarsi di responsabilità piuttosto che di illustrare ciò che è utile per i clienti, allora la trasparenza si trasforma in una beffa – ha aggiunto Rossi -. La normativa europea non è estranea a questa deriva. Essa è divenuta estremamente dettagliata e specifica: da un lato la si è resa così più coerente con il Mercato Unico, dall’altro essa lascia poco margine di adattamento ai diversi contesti nazionali ed è poco comprensibile dai clienti finali. È possibile che gli operatori prestino alle norme un’adesione meramente burocratica, senza alcun effettivo vantaggio per gli utenti. Un altro pericolo è la frammentazione delle tutele, secondo logiche che per il cliente non è facile comprendere: ad esempio, l’abbinamento fra finanziamenti bancari e polizze assicurative vede la banca proponente agire nella duplice veste di finanziatore e di distributore del prodotto assicurativo, ma dal punto di vista delle regole a tutela del cliente vigono regimi diversi e la vigilanza è svolta da autorità diverse. Recentemente un’iniziativa congiunta della Banca d’Italia e dell’Ivass, rivolta sia alle banche e agli intermediari finanziari sia alle imprese assicurative, ha cercato di promuovere una maggiore attenzione effettiva alle esigenze unitarie del cliente. Che un eccesso di trasparenza sia dannoso è provato da studi recenti di  finanza comportamentale. I consumatori di servizi finanziari non agiscono come perfetti “automi economici”: spesso non hanno competenze adeguate, possono non disporre del tempo necessario per studiare le informazioni disponibili, incontrano difficoltà nel mettere a confronto prodotti che hanno una struttura eterogenea,  restano spesso attenzione a profili che non è detto siano quelli per loro più importanti.

Sono errori sistematici, è razionale per gli operatori professionali, se chi vigila non lo impedisce, provare a trarne vantaggio. Ad esempio enfatizzando le informazioni che possono invogliare il compratore ad assumere una decisione favorevole al venditore. Penso in particolare a quando, per promuovere un prestito bancario, si pubblicizza l’ammontare unitario delle rate da restituire, sottacendo, o comunque relegando ai margini, la durata complessiva del finanziamento, l’importo totale che dovrà essere restituito, il “tasso annuo effettivo globale” (Taeg). Oppure, nel mondo assicurativo, a quando al sottoscrittore di una polizza non si spiegano bene i casi in cui la copertura assicurativa viene meno. Le norme cercano ora di tener conto di tutto ciò attraverso due strategie
di fondo: la standardizzazione dell’informativa precontrattuale e obblighi di comportamento a carico degli operatori professionali.

Entrambe le strategie puntano sulla semplificazione, dunque sul taglio degli eccessi di trasparenza. Le informative precontrattuali standardizzate devono far leva sulle informazioni “salienti”, non su tutte quelle fornibili, anche se sono irrilevanti. Gli obblighi di comportamento devono essere stabiliti da procedure interne alle imprese, con la flessibilità richiesta dalla peculiarità di ciascuna, in modo che ad esempio il cliente non venga indirizzato verso prodotti inadatti, e che i reclami ottengano risposte sollecite ed esaustive. Questi presidî comunque non funzionano senza un controllo capillare e intrusivo da parte delle autorità di vigilanza settoriale. La Banca d’Italia e l’Ivass fanno ispezioni sia sulla trasparenza della documentazione sia sugli obblighi di comportamento stabiliti dall’organizzazione interna. A fronte di violazioni e di comportamenti scorretti possono essere inflitte sanzioni amministrative o chiesti adeguamenti organizzativi; nel caso di addebiti non dovuti la Banca d’Italia ordina la restituzione di somme alla clientela. Nel 2015 gli intermediari hanno restituito circa 65 milioni. Ma l’azione di vigilanza non può esaurirsi nel correggere le storture, deve evitare che si producano. Stiamo riorientando la nostra attività in questa direzione, provando a intercettare i problemi e a dare tempestive indicazioni operative per mettere sempre in primo piano gli interessi dei clienti.

Nella nostra attività di regolatori nazionali ci sforziamo, per quanto possibile, di limitare il numero di testi normativi e di aggiornarli sistematicamente. La stella polare resta sempre quella: gli operatori professionali devono fornire ai clienti solo le informazioni davvero utili per prendere decisioni ponderate e rispondenti ai propri interessi e devono presentarle in modo che siano effettivamente comprensibili.

Abbiamo raccomandato accorgimenti di carattere linguistico, ripresi dalle migliori prassi, per evitare che il cliente non comprenda le informazioni utili. Agli operatori chiediamo, in sostanza, di parlar chiaro. Uno sforzo che non si esaurisce nella predisposizione di documenti intelligibili, ma che richiede un impegno attivo nell’interazione con i clienti: è necessario essere disponibili a fornire assistenza a chi ha bisogno di chiarimenti e prestare la dovuta attenzione all’esame di eventuali reclami, coltivando e preservando la relazione di fiducia sulla quale si fonda qualsiasi rapporto finanziario”.

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Rossi, Banca d’Italia: eccesso di trasparenza nel settore bancario e assicurativo è controproducente ultima modifica: 2016-12-21T15:59:57+00:00 da Redazione

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