Rossi, Banca d’Italia: “La dimensione contenuta della maggior parte delle imprese italiane scaturisce dalla mancanza di dinamismo del mercato”

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Banca d'Italia Logo Ultimo“La dimensione contenuta della maggior parte delle imprese italiane è una malattia del sistema che non ha natura statica, scaturisce dalla mancanza di dinamismo del mercato. Le start-up italiane crescono meno e per un periodo di tempo inferiore rispetto alle nuove imprese degli altri paesi dell’Ocse. Subiscono una selezione insufficiente nei loro primi anni di vita: i tassi di uscita sono generalmente costanti nella distribuzione per età e ciò segnala che le imprese meno produttive non vengono eliminate dal mercato nelle fasi iniziali della loro esistenza. Ne consegue che le imprese italiane risultano più vecchie, più piccole e meno produttive di quelle degli altri paesi avanzati”. Così Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia e presidente dell’Ivass, in apertura del convegno “Dinamiche industriali e crescita economica” organizzato da Banca d’Italia, Cepr, Eief.

“Le ragioni alla base di tale mancanza di dinamismo sono molteplici – ha aggiunto Rossi -. L’Italia mostra risultati negativi in relazione ad alcune delle anomalie che ho citato prima: l’efficienza giudiziaria è particolarmente bassa e la leva finanziaria risulta tra le più alte nel confronto internazionale. Abbiamo diverse disfunzioni a noi proprie, come l’ampia diffusione dell’evasione fiscale, l’esistenza di legami tra il mondo della politica e gli imprenditori e l’abitudine alle pratiche clientelari, tutti fattori che distorcono la concorrenza nell’economia e rallentano la distruzione creatrice e il ricambio delle imprese, con conseguenze negative per la crescita aggregata. Le riforme strutturali necessarie a riportare l’Italia in carreggiata dovrebbero affrontare con coraggio e coerenza tali questioni, che sono diverse e complementari”.