Rossi, Banca d’Italia: “Stimolo a rilancio economia può venire da intermediari e investitori diversi dalle banche”

Banca d'Italia Logo Ultimo“Il sistema finanziario italiano rimane più piccolo che nei principali Paesi avanzati del mondo: le attività finanziarie di intermediari e investitori istituzionali italiani sono pari a circa quattro volte il Pil, meno di quanto osservato in Germania e negli Stati Uniti, dove il rapporto è attorno a cinque, in Francia, dove è pari a sei, e nel Regno Unito, dove supera il dieci”. Così Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia e presidente dell’Ivass, al congresso della Fisac/Cgil.

“All’interno di un sistema più piccolo – ha aggiunto Rossi – il ruolo delle banche nel finanziamento delle imprese è molto più ampio che altrove: i debiti bancari delle imprese sono quasi il 60 per cento del totale dei loro debiti finanziari; in Germania sono di poco inferiori al 50; nelle altre economie citate oscillano intorno al 30.

La struttura finanziaria italiana non è quindi del tutto coerente col modo moderno di produrre beni e servizi, il quale richiede invece una finanza ampia e articolata.

Da qualche anno andiamo riflettendo su come il nostro sistema si debba adattare per sostenere il rilancio dello sviluppo economico. Nonostante i progressi compiuti, esso rimane troppo basato sul debito finanziario e troppo poco sul capitale di rischio; il credito bancario tradizionale continua a giocarvi una parte eccessiva, che si ritorce contro le stesse banche rendendole più vulnerabili nelle fasi negative del ciclo economico.

Uno stimolo forte verso il rilancio dello sviluppo economico può venire da una crescita d’importanza del mercato finanziario e di intermediari o investitori diversi dalle banche. 

Non è in questione l’assunto che l’intermediazione bancaria debba partecipare da protagonista al processo di allocazione delle risorse di un’economia. Ma dobbiamo tenere conto di due lezioni offerteci dalla storia. La prima è che l’intermediazione bancaria è un gioco che può diventare rischioso. Le crisi finanziarie divengono davvero nefaste per l’economia quando, indipendentemente dal punto d’origine, coinvolgono direttamente il settore bancario. La leva finanziaria degli intermediari bancari crea inevitabilmente un potente meccanismo di amplificazione degli shock economici che giustifica la necessità di un attento presidio dell’interesse collettivo.

La seconda lezione è che una coesistenza equilibrata di mercati e intermediari rende più stabile il flusso di credito per l’economia reale. Le iniziative volte ad agevolare l’accesso delle nostre imprese ai mercati azionari e obbligazionari e a investitori istituzionali non bancari trovano fondamento sia nell’esigenza di promuovere l’innovazione, e con questa lo sviluppo economico italiano, sia perché spingono il sistema finanziario a divenire più
stabile ed efficiente”.

Rossi, Banca d’Italia: “Stimolo a rilancio economia può venire da intermediari e investitori diversi dalle banche” ultima modifica: 2018-11-28T11:29:40+00:00 da Redazione

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