Saccomanni: proseguire strategia di risanamento per tornare alla normalità

La forte contrazione dei prestiti registrata alla fine dell’anno scorso è stata collegata a circostanze eccezionali, dovute all’acuirsi della crisi del debito sovrano sui mercati. A queste circostanze hanno fatto fronte da un lato gli interventi del governo italiano per il consolidamento delle finanze pubbliche, e dall’altro quelli Bce a sostegno della liquidità degli intermediari. Grazie a questi interventi le tensioni sul funding si sono significativamente allentate, e, in prospettiva la normalizzazione si realizzerà con la prosecuzione della strategia di risanamento e di riforme strutturali da cui dipende il ritorno dell’economia italiana a una crescita sostenibile. Sono state queste le conclusioni di Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d’Italia, in audizione nei giorni scorsi in commissione Industria al Senato sulla conversione in legge del decreto-legge 24 marzo 2012, n. 29.

“Le banche svolgono una funzione essenziale per il tessuto economico del Paese. Ciò spiega e giustifica la particolare attenzione del legislatore – italiano ed europeo – nei confronti di questi particolari operatori del mercato. Negli ultimi anni, tuttavia, gli interventi legislativi non sono stati, a livello nazionale, sempre ben calibrati. Su numerosi aspetti, inclusa la questione della remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti, si è dovuti tornare ripetutamente. Molte misure sono state adottate in maniera contingente in assenza di un progetto organico”.

In questo quadro “La Banca d’Italia è convinta che l’attività bancaria debba continuare a essere considerata a pieno titolo attività d’impresa, a tutela del risparmio e dell’efficiente allocazione del credito. L’accesso ai finanziamenti deve essere assicurato da un contesto che stimoli la selezione delle iniziative più meritevoli, la concorrenza tra gli operatori anche attraverso la mobilità della clientela, la trasparenza delle condizioni contrattuali, la correttezza dei comportamenti. È necessario rifuggire da soluzioni che possano ingenerare fraintendimenti circa l’esistenza di un generalizzato diritto al credito o da misure dirigistiche che introducano prezzi amministrati. Un contesto in cui le banche non sono in grado di remunerare correttamente i propri servizi genera inevitabilmente inefficienze, a detrimento della stessa clientela. All’interno di questa cornice è ben possibile, anzi doveroso, interrogarsi sull’adeguatezza del quadro giuridico e introdurre nuove disposizioni che tengano conto dell’evoluzione sia delle politiche di offerta delle banche sia delle esigenze finanziarie di famiglie e imprese. È auspicabile che ciò avvenga in maniera tale da assicurare l’organicità degli interventi e la stabilità nel tempo delle regole”.

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Saccomanni: proseguire strategia di risanamento per tornare alla normalità ultima modifica: 2012-04-23T08:14:09+00:00 da Flavio Meloni

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