Samuele Lupidii, ad Auxilia Finance: “Per la direttiva Ue sul credito ipotecario servirebbe un sub elenco dei segnalatori tenuto dall’Oam e un contratto con un unico intermediario”

Samuele LupidiiSamuele Lupidii, presidente e ceo di Auxilia Finance e delegato nazionale della Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali), interviene sul tema della segnalazione la cui reintroduzione potrebbe avvenire in seguito al recepimento della direttiva europea n. 2014/17/UE sul credito ipotecario. La direttiva europea, che introduce novità su mutui e prestiti alle quali gli Stati membri dovranno adeguarsi entro il 21 marzo 2016, è finalizzata a realizzare un mercato unico dei crediti ipotecari in Europa, garantire un livello elevato di tutela e protezione dei consumatori” e affrontare la questione dei prestiti irresponsabili considerando che, nel contesto di grave crisi economica e finanziaria, è in continuo aumento il numero dei prestiti insostenibili per lavoratori, imprese e famiglie.

Cosa porterà di nuovo la direttiva n. 2014/17/UE?
La direttiva europea sul credito ipotecario in Italia non porterà troppe cose nuove, la norma è secondo noi già superata a livello nazionale. Il decreto legislativo 141/2010, per un eccesso di delega, aveva già normato quel che oggi viene richiesto dalla direttiva europea, compresa e prima fra tutte la tutela del consumatore. Il passaggio più importante della direttiva riguarda semmai la reintroduzione della segnalazione e il profilo dei segnalatori. Secondo noi bisognerà fare molta attenzione. Non vorremmo trovarci a buttare via anni di lavoro e di sforzi compiuti perché ora viene reintrodotta la figura del segnalatore.

Quali sono le sue perplessità?
Intanto, il segnalatore dovrebbe svolgere un’attività strumentale rispetto all’attività di credito. A titolo esemplificativo, il tabaccaio non dovrebbe poter essere anche un segnalatore. Potrebbe farlo colui che svolge attività per la quale si trova a dover mettere in contatto una banca o un intermediario con un potenziale cliente, come l’agente immobiliare, il commercialista o l’avvocato. Dovrebbero poter fare attività di segnalazione, cioè, quei professionisti che hanno bisogno di fornire un ulteriore supporto consulenziale al cliente.

Come dovrebbe avvenire concretamente l’attività di segnalazione secondo lei?
A mio avviso, i segnalatori dovrebbero avere un contratto con un intermediario unico. Inoltre, queste figure dovrebbero essere iscritte in un sub-elenco specifico tenuto presso l’Organismo agenti e mediatori. Ciò sarebbe in linea con la ratio della norma precedente, cioè la tutela dei consumatori, e consentirebbe di avere una traccia di tutti i soggetti che intervengono nel circuito.

Lei propone un nuovo elenco ad hoc per i segnalatori?
È importante che sia mappata l’intera filiera del credito. Questo sarebbe peraltro un ottimo modo per arginare il fenomeno dell’abusivismo che rimane ancora oggi uno dei problemi più sentiti dal sistema. Il segnalatore dovrebbe sottoscrivere un contratto con un unico intermediario e potrebbe svolgere l’attività di segnalazione solo per quel soggetto. Se dovesse operare con più intermediari allora il segnalatore dovrebbe anche fornire attività di consulenza; se invece si limita a svolgere pura attività di segnalazione, a quel punto sarebbe salva la tutela del consumatore da un lato, dall’altro non verrebbero buttati fuori dal contesto creditizio gli agenti immobiliari, gli avvocati o i commercialisti e soprattutto si potrebbe rendere un servizio migliore e più ampio al cliente.

La segnalazione farebbe bene al mercato a suo avviso?
La liberalizzazione selvaggia aumenterebbe certamente l’abusivismo perché non tutti dovrebbero poter fare tutto. Verrebbe meno tutto quel che è stato fatto negli ultimi 5 anni, tutti gli sforzi che sono stati compiuti in termini di organizzazione e strutturazione interna delle società del credito. La liberalizzazione fatta con determinate regole invece potrebbe essere positiva. L’importante è che ci sia una traccia, una mappa di chi fa che cosa.

Come sta andando il settore immobiliare? Si registrano segnali positivi finalmente…
Non si può dire che il mercato stia andando peggio rispetto agli anni passati, ma neanche tanto meglio. Bisognerà capire nel prossimo futuro se la variazione positiva che si è registrata negli ultimi mesi dipende solo dall’aumento esponenziale delle richieste di surroga. Bisognerà attendere per capire se ci sarà una vera ripresa nell’erogazione dei mutui e cosa accadrà quando finirà la discesa dei tassi che ha portato certamente ad una maggiore vivacità del mercato. In realtà, le compravendite immobiliari non sono aumentate in maniera significativa. Quel che è aumentato tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 sono le surroghe e le rinegoziazioni interne. Attenzione: quando parliamo di aumenti delle operazioni del 50%, non si tratta di operazioni di erogazione del mutuo, perché in quel dato viene ricompreso tutto. Quanti sono davvero i mutui da compravendita, i mutui sani che fanno davvero muovere il mercato? Vedremo nei prossimi mesi…

Cosa pensa della possibilità di introdurre il plurimandato per agenti in attività finanziaria?
Se l’agente in attività finanziaria è preparato a fare consulenza allora si potrebbe aprire al plurimandato. Quando l’agente ha più mandati deve prima profilare il cliente, operare una adeguata consulenza, proporre il tipo di prodotto migliore per quel cliente e poi concludere il contratto. Se non fa consulenza avere più mandati non avrebbe alcun senso.

Samuele Lupidii, ad Auxilia Finance: “Per la direttiva Ue sul credito ipotecario servirebbe un sub elenco dei segnalatori tenuto dall’Oam e un contratto con un unico intermediario” ultima modifica: 2015-07-03T14:42:19+00:00 da Valentina Petracca

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: