Sandro Margaroli, presidente Assoprofessional: “Entro fine giugno arriveremo a 500 iscritti”  

Margaroli AssoprofessionalIndipendenza, oggettività, competenza e assistenza. Sono questi i quattro principi fondamentali che orientano da sempre l’attività di Assoprofessional, nata nel 2009 con l’obiettivo di rappresentare i vari profili di professionisti del credito, con particolare riferimento ai mediatori creditizi e agli agenti in attività finanziaria, affiancandosi ad essi e coadiuvando la loro crescita professionale. Quello che ci sforziamo quotidianamente di fare è fornire risposte concrete alle decine di domande che le persone che operano nel nostro settore si pongono nell’esercizio della loro attività, offrendo un supporto che gli consenta di orientarsi nelle scelte, spesso non facili, che si trovano davanti”, spiega Sandro Margaroli, presidente dell’associazione.“Proprio per tale ragione una delle principali attività in cui siamo impegnati è quella di ottenere convenzioni convenienti per tutti i servizi e le necessità che riguardano i nostri associati, ad esempio con le società di assicurazione per la rc professionale o con le società di formazione per l’erogazione dei corsi di aggiornamento”.

Può presentare sinteticamente il vostro team?

Quando siamo nati il nostro primo obiettivo è stato quello di dar vita a un gruppo di professionisti che potesse contribuire, tramite il proprio impegno e il proprio lavoro, alla definizione di una nuova figura del mediatore creditizio. È stata questa la direttrice lungo la quale ci siamo sempre mossi e che ci ha guidato nella scelta delle persone che costituiscono la nostra associazione. Attualmente il nostro vice presidente Vincenzo Barba si occupa principalmente degli aspetti del credito legati al settore retail, io mi interesso del corporate e dello small business, il consigliere Gianpaolo Saporito è specializzato in Pos e sistemi di pagamento, il presidente emerito Luigi Iannaccone negli istituti di pagamento. L’auditing, la compliance e l’antiriciclaggio sono affidati al consigliere Alberto Villanacci.

Quanti sono oggi i vostri associati?

Attualmente siamo a quota 400. Entro fine giugno contiamo di arrivare a 500.

Il biennio passato, con l’entrata in vigore del D.Lgs. 141 e con l’acuirsi della crisi che ha investito il Paese, ha segnato un punto di svolta nel modo di fare mediazione. Come sono cambiati il mercato e la figura dell’intermediario del credito dalla vostra fondazione ad oggi?

La crisi che abbiamo affrontato e che continuiamo ad affrontare si è sviluppata nei mercati finanziari e si è poi estesa a tutta l’economia, con ripercussioni dirette nella vita quotidiana delle persone e delle imprese. Negli anni passati la liquidità in possesso delle banche non è stata diretta verso le imprese e dunque verso la ripresa dell’attività economica, che è rimasta stagnante. Quest’anno gli indicatori macroeconomici mostrano finalmente segnali positivi, che speriamo possano portare a un miglioramento della situazione complessiva e, per quanto riguarda nello specifico il settore del credito, a un rilancio del mercato.  In questo contesto la figura del mediatore è chiamata a ricoprire il ruolo di un consulente qualificato e specializzato che possa comprendere e valutare le esigenze dei propri clienti, orientandoli verso le scelte più convenienti per le loro specifiche necessità. In questo senso molti passi sono stati fatti, ma molti ancora ne restano da fare.

Molti mediatori lamentano ancora oggi una scarsa tutela della loro professionalità, anche da parte della legge e delle istituzioni…

Sì, sono molti i nodi che restano da sciogliere sotto questo punto di vista. Il contratto collettivo dei collaboratori, ad esempio, è uno dei punti più dolenti della nuova disciplina, così come la questione dell’iscrizione all’Enasarco. Sono due questioni ancora aperte che a nostro parere meritano di essere ridiscusse. Le sfide e i cambiamenti, comunque, non ci spaventano, al contrario, ci stimolano a confrontarci con nuove realtà, affrontare nuove problematiche e dedicarci a nuovi progetti.

C’è anche il problema dell’abusivismo…

Certo. Su questo però sono già stati raggiunti risultati degni di nota, in primo luogo avviando l’Osservatorio per il contrasto all’esercizio abusivo della professione. Mi auguro che con il passare del tempo l’Oam riesca a gestire sempre meglio questo problema e che la nostra associazione possa fornire il proprio contributo nella lotta a un fenomeno che rappresenta un serio ostacolo per tutti coloro che svolgono con impegno e con fatica l’attività di intermediazione del credito. Da questo punto di vista non si possono più tollerare situazioni che purtroppo sono ancora oggi frequenti, come ad esempio consulenti aziendali che di fatto operano come mediatori creditizi o banche che continuano ad accettare pratiche da soggetti non qualificati. Dal nostro punto di vista le banche dovrebbero essere le prime a contrastare l’abusivismo, perché è nel loro stesso interesse fare riferimento a operatori in possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge, che garantiscono la preparazione e la professionalità dei soggetti in questione. In altri Paesi, come il Regno Unito, ci sono istituti di credito che hanno prodotti che vengono dati in concessione esclusivamente agli intermediari. Assoprofessional lavora perché anche in Italia si possa un giorno arrivare a una situazione simile.

Sandro Margaroli, presidente Assoprofessional: “Entro fine giugno arriveremo a 500 iscritti”   ultima modifica: 2014-05-02T12:15:50+00:00 da Paolo Tosatti

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