Sas – Acfe: IA, crescono le frodi ma solo il 7% delle aziende è pronto ad affrontarle

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Mentre sempre più criminali sfruttano strumenti poco costosi e facilmente reperibili per spingere a livelli record schemi di social engineering, falsificazioni digitali e truffe ai consumatori, solo il 7% delle aziende è preparato per individuare o prevenire frodi alimentate dall’intelligenza artificiale.

È quanto emerge dall’ultima ricerca sulle frodi condotta dall’Association of certified fraud examiners (Acfe) e Sas, società specializzata nei dati e nell’IA, su 713 professionisti in 8 regioni del mondo.

I dati dipingono un quadro preoccupante: le frodi evolvono più rapidamente di quanto la maggior parte delle organizzazioni riesca a difendersi – ha dichiarato John Gill, presidente di Acfe -. Le minacce basate sull’intelligenza artificiale non rappresentano un rischio futuro, ma sono già realtà e stanno crescendo velocemente. Gli specialisti del settore hanno compiuto progressi concreti nell’adozione dell’IA, e quanto emerso in questo report è un campanello d’allarme. Le aziende che non rafforzeranno le difese contro le frodi potenziate dall’intelligenza artificiale rischiano di diventare bersagli ancora più appetibili”.

Frodi in aumento per oltre il 70% degli intervistati

Lo studio ha riguardato professionisti provenienti da una dozzina di settori, tra cui quello pubblico (26%), banking e servizi finanziari (23%). E ha rilevato un aumento di tutte le modalità di frode basate sull’IA negli ultimi 2 anni.

Le truffe più diffuse riguardano:

  • social engineering basato su deepfake (77%),
  • truffe ai consumatori (75%),
  • falsificazioni documentali con GenAI (75%),
  • attacchi deepfake digital injection (72%).

Nei prossimi 24 mesi, il 55% degli intervistati prevede inoltre un forte incremento di deepfake social engineering e delle frodi documentali con GenAI.

I trend in atto nelle società (anche bancarie e finanziarie)

L’indagine ha rilevato inoltre i principali trend in atto nelle società:

  1. intelligenza artificiale (IA) e machine learning (ML) crescono, ma la maturità è ancora lontana:il 25% delle organizzazioni usa già IA/ML nei programmi antifrode (dal 18% del 2024) e un ulteriore 28% prevede di adottarli entro il 2028;
  2. la governance resta pericolosamente indietro rispetto all’adozione: quasi 9 organizzazioni su 10 (86%) considerano l’accuratezza dei risultati un fattore importante o molto importante nell’adozione della GenAI, ma solo il 18% dichiara di testare i modelli di IA per bias o equità. E se l’82% indica la spiegabilità come prioritaria, solo il 6% si sente pienamente in grado di spiegare le decisioni dei modelli, un rischio soprattutto per settori regolamentati. Per banche, assicurazioni e altri soggetti regolamentati, in particolare, l’adozione dell’intelligenza artificiale in queste condizioni comporta non solo rischi reputazionali, ma anche possibili conseguenze regolatorie e responsabilità legali;
  3. i budget aumentano, ma crescono anche i vincoli: il 55% prevede un incremento dei budget per tecnologie antifrode nei prossimi due anni, ma le restrizioni economiche restano il principale ostacolo all’implementazione (84% dei rispondenti).

Tecnologie emergenti, le tendenze più promettenti

Biometria fisica, IA agentica e generativa, e persino quella quantistica, stanno maturando rapidamente, trasformando la lotta alle frodi. Tuttavia, cresce anche la capacità dei truffatori di sfruttarle.
“I cybercriminali non hanno comitati di governance e non aspettano cicli di budget o chiarezza normativa: agiscono e bastaOgni trimestre che i leader aziendali passano a valutare una tecnologia sono tre mesi in più in cui chi viola la legge può trasformarla in un’arma e trovare le organizzazioni impreparate”, ha affermato Stu Bradley, senior vice president of risk, fraud and compliance solutions di Sas.

La domanda quindi, secondo la società, non è se adottare innovazioni antifrode, ma se le organizzazioni possano permettersi di aspettare.

Lo studio evidenzia trend importanti su tecnologie emergenti già in grado di dimostrare valore:

  1. La GenAI passa dall’aspirazione all’applicazione.Oggi solo il 16% dei rispondenti usa l’intelligenza artificiale generativa come strumento antifrode, ma il 58% prevede di adottarla. Chi già la utilizza, la applica soprattutto per la rilevazione di phishing/scam (49%), la valutazione del rischio (46%) e la redazione di report (45%).
  2. Gli agenti IA accelerano più di tutti.L’8% li usa già nella lotta alle frodi e il 31% prevede di implementarli entro il 2028: è la crescita più alta attesa tra le tecnologie emergenti analizzate.
  3. La biometria fisica è in testa, mentre automazione e cloud restano sottoutilizzati.La biometria fisica è la tecnologia emergente più adottata (45%, dal 34% nel 2022). Restano invece poco diffuse le piattaforme cloud-native (10%) e l’automazione (29%).
  4. L’impatto del quantistico nella lotta alle frodi è più vicino di quanto si pensi.Il 62% dei rispondenti si aspetta che quantum computing e IA quantistica abbiano un impatto significativo su rilevazione e prevenzione frodi entro il 2030, e un 11% afferma che ciò sta già accadendo.

A prescindere dal livello di preparazione, le organizzazioni di tutti i settori affrontano le stesse minacce di frode accelerate dall’IA. La differenza la fa la capacità di reagire. I professionisti antifrode devono disporre dei dati e delle tecnologie giuste, ma anche della velocità, della scalabilità e della governance necessarie per contrastare i rischi contemporanei”, conclude la società.