Seconda edizione del rapporto “Medie imprese in Europa” di Confindustria, R&S Mediobanca e Unioncamere

In merito alla distribuzione sul territorio europeo, spiega il rapporto, in Francia le macro aree più popolose sono il Nord Ovest (25%) e il Nord Est (22%), mentre a livello regionale spiccano la provincia parigina dell’Île-de-France e il Rhône-Alpes nel Sud Ovest (rispettivamente 14% e 13%). In Germania le maggiori concentrazioni si rinvengono nel Sud e nell’Ovest del Paese (entrambi al 37%); il Nordrhein-Westfalen ad Ovest (26%) e il Baden-Württemberg a Sud (20%) sono i lander con la maggiore densità di medie imprese. Le regioni dell’Est della ex Repubblica Democratica Tedesca presentano modeste tracce di medie imprese, con appena il 14% del totale. In Spagna, il Nord/Nord-Est è il maggiore catalizzatore, attraendo il 42% delle aziende che sono localizzate principalmente in Catalonia (24%) e nei Paesi Baschi (10%). Un’altra significativa agglomerazione di medie imprese interessa Valencia (18%) e Madrid (10%). In Italia il 40% delle medie imprese si localizza nel Nord-Ovest, il 38% nel Nord-Est; Lombardia (31%), Veneto (18%) ed Emilia-Romagna (14%) sono le regioni più popolose, mentre la presenza si dirada nel Sud e nelle Isole. Le medie imprese tendono dunque a insediarsi nelle zone economicamente più evolute dei Paesi europei.

L’analisi prende in considerazione le aree territoriali specializzate (poli di competitività in Francia, distretti e aree di grande impresa in Spagna ed Italia e aree di grande impresa in Germania). In Francia il 41% delle medie imprese hanno la propria sede nei sopra citati poli, in Italia il 66% delle medie imprese si colloca in aree distrettuali e in Spagna il 40%. In Germania non esiste un sistema di distretti codificato.

A prevalere in Germania è la meccanica (45,3% del totale e maggiore incidenza fra i quattro Paesi) mentre l’Italia mostra a livello europeo la quota maggiore nei beni per la persona e la casa (21,3%), pur essendo prevalente la meccanica (31,4%). In Spagna il settore più rappresentativo è l’alimentare (31,3%), ma assai importante è il ruolo della meccanica (25,9%). In Francia come per la Spagna i settori più rappresentativi sono l’alimentare e la meccanica (30,2% e 29,2%). Lo stile italiano (o “made in Italy”) rappresenta il 62% delle vendite delle nostre medie imprese. Quanto al valore aggiunto, che misura la ricchezza prodotta, il contributo delle attività meccaniche è ancora più evidente, raggiungendo il 51% in Germania, il 38% in Italia, il 35% in Francia e il 29% in Spagna ove si registrano gli apporti rilevanti dei beni per la persona e la casa (15%) e dell’alimentare (24%). Si tratta di due settori importanti anche in Italia, con un’incidenza prossima al 36%, mentre essi contribuiscono per poco più del 31% in Francia e per il 19% in Germania.

La fascia alta e medio-alta della tecnologia rappresenta il 41% circa del fatturato delle medie imprese tedesche; le italiane esprimono, sotto questo profilo, un contenuto lievemente superiore alle francesi (29% contro 28%) mentre le spagnole si fermano al 23%.

I dati raccolti confeermano che la media dimensione rappresenta una fascia di notevole efficienza della manifattura: le imprese tedesche primeggiano per produttività (valore aggiunto netto per addetto pari a 56.900 euro, contro 53.300 euro per l’Italia, 52.100 euro per la Francia e 47.900 euro per la Spagna), quelle italiane e spagnole per profittabilità (margine operativo netto sul valore aggiunto pari al 19% in Spagna e Italia e 15% in Germania e in Francia). Il costo del lavoro pro-capite più elevato è in Germania (46.700 euro per addetto, contro 43.600 euro in Francia, 39.600 euro in Italia e 36.800 euro in Spagna).

Le imprese di medie dimensioni presentano nel complesso una struttura finanziaria robusta, con mezzi propri che eccedono gli immobilizzi ed un attivo corrente netto superiore ai debiti finanziari a breve termine. Si tratta di un assetto che conferisce a queste imprese un grado di resistenza alla crisi superiore a quello delle imprese di maggiori dimensioni. La solidità finanziaria delle medie imprese è massima in Germania (76% sono investment grade), equivalente in Francia e Spagna (69% investment grade) un pò inferiore in Italia (57% investment grade).

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Seconda edizione del rapporto “Medie imprese in Europa” di Confindustria, R&S Mediobanca e Unioncamere ultima modifica: 2013-03-19T14:59:16+00:00 da Flavio Meloni

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