Sentenza Lexitor, i casi Compass, Futuro e Agos tornano di attualità sui quotidiani, in attesa del ricorso

Compass LogoTorna di attualità in questi giorni il tema l’applicazione della sentenza Lexitor della Corte di giustizia dello scorso 11 settembre a tutti i contratti stipulati a partire da settembre 2010 e fino a dicembre 2019. Alcune pagine dei quotidiani principali sono state infatti interamente dedicate alle ordinanze emesse sul finire dello scorso anno dal Tribunale di Milano nei confronti di CompassFuturo e Agos, accogliendo tre ricorsi del Movimento Consumatori.

Lo scorso 3 novembre 2020 il Tribunale di Milano ha stabilito la nullità delle clausole contrattuali utilizzate dalle tre società fino al mese di aprile 2020, relative all’estinzione anticipata dei contratti di credito con i consumatori e che prevedevano la non rimborsabilità di tutti i costi sostenuti.

Con tre distinte ordinanze il Tribunale di Milano imponeva alle compagnie, entro 90 giorni, di pubblicare un avviso sulla home page del proprio sito internet e di inviare una comunicazione scritta, a tutti i propri clienti che avessero sottoscritto contratti di credito ai consumatori contenenti le predette clausole, contenenti un estratto del provvedimento “diretto ad informare tutti i consumatori dell’illegittimità della clausola n. 10 delle condizioni generali di contratto e del loro diritto, in caso di avvenuta estinzione anticipata prima del 5.12.2019 e all’interno della prescrizione decennale, di ottenere l’ulteriore riduzione del costo totale del credito in proporzione a quella che sarebbe stata la vita residua del contratto”. E, appunto, di pubblicare il dispositivo per una volta anche sui quotidiani Corriere della Sera, Il Mattino, Il Messaggero, Il Sole 24 Ore, con dimensioni non inferiori ad una pagina.

È così che in questi giorni, leggendo l’ordinanza sulle pagine dei principali quotidiani di informazione, ci si torna ad interrogare su come si comporteranno in giudici in futuro. Se con le prime decisioni i giudici non avevano applicato in maniera automatica la sentenza Lexitor, a partire dalla primavera del 2020 la giurisprudenza si è mossa in direzione opposta, applicando la decisione Ue anche ai rapporti tra le finanziarie e i loro clienti.

Il tribunale di Milano, confermando quanto già deciso dal tribunale di Torino, ha inibito alle tre società il comportamento illegittimo consistente nella riduzione dei soli costi recurring (ovvero correlati ad attività destinate a svolgersi nel corso dell’intero rapporto) e non del costo totale del credito comprensivo delle spese fisse, di istruttoria finanziate, dei costi up-front o istantanei o comunque non dipendenti dalla durata del prestito, in caso di estinzione anticipata dei contratti di credito ai consumatori prima del 4 dicembre 2019″, precisava lo scorso 5 novembre il Movimento consumatori.  

In assenza di un intervento legislativo, richiesto da più parti, c’è da attendersi che la questione verrà portata all’attenzione della Corte di Cassazione, per avere un parere definitivo su un provvedimento che rischia di mettere in pericolo la sopravvivenza di molti operatori del settore.

E difatti Compass Banca S.p.A., nella propria comunicazione disponibile sul sito, annuncia che “si riserva di far valere i propri diritti nelle sedi competenti”.

L’ordinanza del tribunale di Milano su Compass

L’ordinanza del tribunale di Milano su Futuro

L’rodinanza del tribunale di Milano su Agos