Sentenza Lexitor, Tutelati Associazione Consumatori auspica dialogo tra diverse posizioni

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La sentenza della Corte di giustizia Ue dello scorso 11 settembre sul caso “Lexitor”, ha inciso un solco profondo nei rapporti fra gli intermediari e i clienti consumatori, tracciando un principio interpretativo che ha rilevantissime conseguenze pratiche in ordine al rimborso degli oneri commissionali e per la determinazione degli importi da restituire ai consumatori nell’ipotesi di estinzione anticipata di finanziamenti. Su questa sentenza ha espresso la sua opinione anche Tutelati Associazione Consumatori, specializzata nelle procedure che consentono di ottenere il rimborso di commissioni e premi assicurativi nell’ambito delle cessioni del quinto dello stipendio.

In estrema sintesi, la sentenza ha stabilito – con nitido candore – il diritto del consumatore alla restituzione della quota non maturata di tutti i costi posti a carico del consumatore, e dunque anche degli oneri up-front, superando la tradizionale distinzione con gli oneri “recurring”, dichiara il vicepresidente dell’associazione, Paolo Mercuri.

La decisione è stata immediatamente recepita e seguita il 4 dicembre 2019 da una comunicazione della Banca d’Italia e da una decisione del collegio di coordinamento dell’Arbitro bancario e finanziario (Abf) l’11 dicembre. “Le posizioni assunte dalla vigilanza e dal collegio di coordinamento sono state largamente in linea, come doveroso, con la sentenza della Corte di Giustizia – prosegue Mercuri -. Tuttavia, come spesso accade, allorché si incide sugli interessi dell’oligarchia bancaria, si levano puntualmente gli scudi dei “poteri forti”, in difesa di posizioni partigiane, che arrivano sino ad invocare soluzioni “legislative” ai problemi creati dalla applicazione del diritto a tutela della parte più debole”.

L’associazione Tutelati prende posizione a seguito del convegno organizzato il 22 gennaio scorso dall’Ufi (Unione finanziarie italiane), nel corso del quale hanno espresso il loro parere anche il presidente dell’Oam (Organismo agenti e mediatori), Antonio Catricalà, il presidente di Ibl Franco Matera, e il presidente di Ufi Marcello Condemi, “i quali – afferma Mercurihanno manifestato segnali di forte preoccupazione e di allarme per gli effetti restitutori che la sentenza ha determinato nell’ordinamento nazionale, invocando interventi legislativi per fugarne le conseguenze”.

Tuttavia, secondo il vicepresidente dell’associazione dei consumatori, “il confronto con il mondo dei consumatori non va dibattuto sul terreno politico, e tantomeno invocando salvifici provvedimenti legislativi, quasi che la casta bancaria avesse il potere di manipolare l’interpretazione di organi sovraordinati deputati alla tutela dei consumatori. Il confronto deve essere svolto sul terreno giuridico, non su quello politico, e tantomeno valutando esclusivamente l’impatto economico”.

La direttiva 2008/48/Ce, come interpretata dalla Corte di Giustizia, non lascia spazio a dubbi, e non può essere operata alcuna distinzione tra gli effetti futuri e quelli che si riverberano sui contratti già conclusi in violazione della direttiva, la quale già prevedeva a favore dei consumatori “una riduzione del costo totale del credito, che comprende gli interessi e i costi dovuti per la restante durata del contratto – conclude Mercuri -. Tale formulazione della direttiva europea è stata pedissequamente trasposta nella normativa italiana, la quale ha disposto “una riduzione del costo totale del credito, pari all’importo degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto”. E se questa Direttiva è stata finora interpretata a favore del sistema bancario, non si può, al mutare del vento, ricercare strategie legislative che contrastano con principi europei, ma si deve affrontare il problema con senso di responsabilità e secondo le regole di correttezza delle relazioni tra Intermediari e clienti e le regole di trasparenza che ispirano l’attività bancaria e finanziaria”.

Tutelati auspica che si possa avviare un dialogo “fra le categorie rappresentative degli opposti interessi e si pone anch’essa a disposizione per collaborare con le Autorità di Vigilanza e, se del caso, anche a livello politico-legislativo, affinché sia data attuazione ad un orientamento ormai granitico”.