Sicilia, Banca d’Italia: credito salito dello 0,2% a fine giugno 2020

Banca d'Italia, logoDopo il calo registrato tra marzo e maggio, alla fine del primo semestre del 2020 il credito alla clientela residente in Sicilia ha ripreso a espandersi debolmente (0,2% giugno), riflettendo dinamiche settoriali differenziate: i prestiti alle famiglie consumatrici hanno sostanzialmente ristagnato dopo un triennio di crescita a ritmi sostenuti, mentre quelli al settore produttivo, che erano in riduzione già da prima dell’inizio della crisi pandemica, sono tornati ad aumentare. È quanto emerge dal report di Banca d’ItaliaEconomie regionali. L’economia della Sicilia. Aggiornamento congiunturale”, diffuso oggi.

La crescita del credito alle imprese ha riflesso sia la maggiore domanda di finanziamenti, sia politiche di offerta accomodanti favorite dalle iniziative a sostegno dell’economia adottate dal Governo e dalle autorità di vigilanza. In base ai primi dati ancora provvisori, la dinamica dei finanziamenti alle imprese si sarebbe rafforzata nei mesi estivi.

La domanda e l’offerta di credito

Secondo le indicazioni fornite dalle banche operanti in Sicilia che partecipano all’indagine regionale sul credito bancario (Regional bank lending survey, Rbls), la domanda di finanziamenti da parte delle imprese è aumentata significativamente nel corso del primo semestre dell’anno.

Le richieste di prestiti sono cresciute notevolmente nei servizi e nella manifattura e in misura lieve nel comparto delle costruzioni. L’incremento della domanda è ascrivibile principalmente alle necessità di finanziamento del capitale circolante, a seguito dell’ingente fabbisogno di liquidità manifestatosi nell’emergenza sanitaria, nonché a rinnovate esigenze di ristrutturazione delle posizioni debitorie pregresse.

Secondo il report Economia della Sicilia della Banca d’Italia sono diminuite le richieste di mutui delle famiglie per l’acquisto di abitazioni e, in misura significativamente più marcata, quelle di credito al consumo, riflettendo il peggioramento delle prospettive del mercato immobiliare e il calo della fiducia dei consumatori.

Dal lato dell’offerta, le condizioni di finanziamento praticate dalle banche nei confronti delle imprese sono divenute più distese, soprattutto per effetto dei provvedimenti di sostegno al credito adottati nella crisi pandemica dal Governo e dalle autorità di vigilanza, nonché dell’orientamento fortemente espansivo della politica monetaria. In particolare, sono diminuiti gli spread medi e i costi accessori e sono aumentate le quantità offerte dagli intermediari.

Le politiche di erogazione dei mutui alle famiglie sono rimaste nel complesso accomodanti, mentre è aumentata la selettività per la concessione del credito al consumo.

Per la seconda parte dell’anno gli intermediari prefigurano condizioni di accesso al credito pressoché analoghe a quelle praticate nel primo semestre, sia per le imprese sia per le famiglie.

La qualità del credito

L’impatto della crisi sulla qualità del credito è stato mitigato dalle misure adottate dal Governo per il sostegno alle imprese e ai redditi delle famiglie. Nel primo semestre del 2020 il flusso dei nuovi prestiti deteriorati in rapporto al totale dei finanziamenti (tasso di deterioramento) è sceso al 2,3%, dal 2,7% del 2019; nonostante il miglioramento l’indicatore è il più elevato tra le regioni italiane, dopo quello dell’Abruzzo. Il tasso di deterioramento riferito alle imprese è diminuito di circa un punto percentuale: il miglioramento ha interessato tutti i comparti produttivi e, principalmente, le imprese di maggiore dimensione. Per le famiglie consumatrici l’indicatore è rimasto stabile all’1,5%. L’incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei finanziamenti bancari alla clientela siciliana è lievemente diminuita (dal 12,3 all’11,9 per cento): il calo ha riguardato le imprese, mentre per le famiglie il valore non ha registrato variazioni rispetto all’anno precedente.