Sicurezza sui luoghi di lavoro, il datore è esposto a 521 ipotesi di reato

Sicurezza sui luoghi di lavoroIl Testo Unico sulla Sicurezza (D. Lgs. 81/08), così come integrato dal D. Lgs. 106/09, è composto da 306 articoli e 51 allegati. All’interno di  questo documento, solo per quello che riguarda gli adempimenti connessi al rispetto degli obblighi legati all’Igiene e Sicurezza sui Luoghi di Lavoro, il datore di lavoro è esposto a ben 521 ipotesi di reato che prevedono una specifica sanzione (che, nell’88% dei casi, contemplano l’arresto da un minimo di 2 ad un massimo di 6 mesi, commutabile in  ammenda).

Questo, senza minimamente riferirsi agli obblighi (ed ai conseguenti inadempimenti sanzionati), legati alla normativa dei rifiuti – smaltimento, riciclo – degli scarichi nell’ambiente – acque e atmosfera – della prevenzione incendi, dell’esposizione a radiazioni ionizzanti ecc…. Il titolare di una impresa non può conoscere nel dettaglio cosa richiede la normativa, e molto spesso non è informato degli obblighi che potrebbero vederlo, a sua insaputa e del tutto inconsapevole, reo di qualche omissione in tema di Sicurezza.

Chi si deve adeguare alla norma sulla Sicurezza sui Luoghi di Lavoro (D. Lgs. 81/08)?

Tutte le attività che, oltre al datore di lavoro, coinvolgono almeno una persona, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione indipendentemente dalla tipologia dell’addetto (familiare, dipendente, co.co.pro, somministrato) e dalla ragione sociale (Srl, Snc, Cooperatie ecc..)

Il datore di lavoro, prima di adibire dei locali ad attività lavorativa, deve assicurarsi che siano rispondenti alle norme di sicurezza e che siano forniti dei presidi obbligatori di primo soccorso ed antincendio.  E’ anche obbligatorio che, prima di mettere un lavoratore al videoterminale, il datore di lavoro verifichi la sua idoneità all’uso di questo strumento, così come che tutti gli impianti (da quello elettrico a quello di condizionamento o di riscaldamento) siano a norma e ben manutenuti.

Sembra scontato ma non lo è affatto.

E proprio per questo la norma usa la mano pesante e lo dimostra con una serie di sanzioni che vanno dall’ammenda all’arresto con reclusione.

Vediamo qualche caso pratico:

La formazione dei lavoratori è importante e, in caso di omessa o inadeguata formazione si viola l’art. 37, con conseguente ammenda da 1.200 a 5.200 euro (per singolo caso) e arresto dai 2 a 4 mesi. Stesse pene per il datore di lavoro che non ottempera all’obbligo di formazione in materia adeguata e specifica degli addetti al primo soccorso, alla prevenzione incendio e il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

In caso invece di mancanza di nomina di un Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, o di mancanza di una adeguata formazione per chi assume questo ruolo, la norma prevede una ammenda da 2.500 e 6.400 euro e l’arresto da 3 a 6 mesi. Sanzioni che generalmente raddoppiano perché se non c’è la nomina RSPP difficilmente ci sarà una persona appositamente formata.

Considerato che le sanzioni si sommano tutte, capiamo bene che una Azienda piccola, o media, si può trovare in una situazione piuttosto complicata.  Oltre al fatto di non avere tutelato in modo efficace i propri addetti.

Sicurezza sui luoghi di lavoro, il datore è esposto a 521 ipotesi di reato ultima modifica: 2017-11-21T13:36:36+00:00 da Redazione

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