Signorini (Ivass) all’assemblea Ania: le criticità da affrontare nel 2022

Divari territoriali nel costo delle polizze, uso dell’intelligenza artificiale per disegnare e prezzare coperture assicurative, le criticità relative alla vendita di payment protection insurance (ppi) attraverso il sistema bancario e mistery shopping. Sono alcuni dei temi sui quali si è concentrato presidente dell’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), Luigi Federico Signorini, questa mattina nel corso del suo intervento all’assemblea generale dell’Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici).

Divari territoriali nel costo delle polizze

I divari territoriali nel costo delle polizze si vanno progressivamente attenuando: lo scarto tra Napoli e Aosta, le due province che si collocano agli estremi della distribuzione, si è quasi dimezzato in 8 anni. D’altra parte i margini tecnici continuano a mostrare marcate differenze (da -30 euro per polizza a Caltanissetta, a +148 euro a Isernia), non sempre immediatamente spiegabili. “Ho chiesto di approfondire meglio le cause di questa variabilità e mi riprometto di tornarci una volta che avremo un quadro più completo – ha dichiarato Signorini -. Pensiamo che il grado di concorrenza a livello locale abbia un ruolo: a parità di rischio, dove più alta è la competizione tra imprese, più bassi paiono essere i prezzi per i consumatori. Sappiamo però anche che l’incidenza delle denunce tardive e i tempi e l’incertezza del contenzioso hanno un peso molto rilevante, e che progressi su questo fronte sono essenziali per ridurre le differenze territoriali”.

Le novità in arrivo

Il presidente dell’Ivass si è poi soffermato su de novità in arrivo nel comparto assicurativo: la tabella unica nazionale per i risarcimenti dei danni non patrimoniali da macro-lesioni, valida per la rc auto come per la rc sanitaria, e l’istituzione dell’Arbitro assicurativo.

Sulla prima ha affermato: “Abbiamo collaborato con il ministero dello Sviluppo Economico per la sua definizione, in armonia con i criteri fissati dal legislatore. La bozza di decreto posta in consultazione dal Mise ha ricevuto alcune osservazioni, sulle quali forniremo le nostre valutazioni nei prossimi giorni. Confidiamo che segua una rapida emanazione. Il provvedimento è atteso da oltre 15 anni, e ci attendiamo che la sua adozione abbia effetti positivi di rilievo sulla certezza del diritto, sull’uniformità di trattamento e sulla durata del contenzioso, a vantaggio sia delle persone danneggiate, sia delle imprese di assicurazione”.

Sull’istituzione dell’Arbitro assicurativo si è detto certo che sul regolamento si sia raggiunto un giusto punto di equilibrio grazie, anche in questo caso, alla collaborazione tra il Mise e l’Ivass. “L’esperienza dell’Arbitro bancario e finanziario è stata ed è positiva, e ha contribuito a dirottare molte controversie dai tribunali al sistema stragiudiziale, con enormi risparmi di costo e di tempo – ha aggiunto -. Non ci nascondiamo le differenze fra i due casi, prima fra tutte la competenza in tema di valutazioni equitative: queste avranno probabilmente un’incidenza non lieve sull’attività dell’Arbitro assicurativo, mentre non sono previste nel caso bancario; dunque qui non ci soccorre il precedente. Seguiremo l’esperienza con tutta l’attenzione necessaria, pronti a suggerire affinamenti se opportuno. Una cosa è certa: il sistema non può funzionare bene senza la consapevole, aperta collaborazione del mondo delle assicurazioni. È un’occasione importante per spezzare la catena del contenzioso patologico”.

Le assicurazioni e l’intelligenza artificiale

Nel settore delle assicurazioni l’intelligenza artificiale (ia) può essere utile per disegnare e prezzare coperture assicurative che soddisfino meglio i bisogni dei consumatori. È tuttavia necessario, secondo il presidente dell’Ivass, rispettare parametri etici e requisiti di sicurezza. “Questi dovrebbero essere il più possibile oggettivi e trasparenti, per proteggere efficacemente i diritti e gli interessi in gioco e al tempo stesso dare certezza agli operatori – ha affermato Signorini -. Condividiamo dunque l’esigenza di una regolamentazione europea di carattere trasversale che vada nella direzione auspicata. Riteniamo tuttavia necessario che la disciplina prenda in adeguata considerazione le peculiarità dei settori regolamentati. Sappiamo bene che alcuni rischi legati all’ia hanno particolare rilevo nel settore assicurativo, ma è bene che le regole in materia si inseriscano organicamente nel quadro esistente della regolamentazione prudenziale e di tutela. Ci sembra dunque preferibile che del suo rispetto siano responsabili le autorità che già vigilano sul settore, in modo da evitare per quanto possibile sovrapposizioni, ambiguità e incoerenze, che andrebbero a scapito dell’efficacia dell’azione. Sappiamo che Eiopa si sta muovendo nella medesima direzione. Abbiamo intanto avviato un’indagine in materia per meglio comprendere quanto e come, nel contesto italiano, vengono utilizzati gli algoritmi di ia in alcuni processi chiave del settore assicurativo (profilatura dei clienti, determinazione del prezzo delle polizze, gestione dei sinistri). Il quadro che ne scaturirà potrà aiutarci, se del caso, anche in ulteriori approfondimenti con i soggetti più attivi e innovativi”.

Le criticità della vendita di ppi attraverso il sistema bancario

Si è recentemente chiusa l’indagine tematica di Eiopa relativa alla vendita di payment protection insurance (ppi) attraverso il sistema bancario. Il rapporto finale sarà pubblicato in autunno. “Possiamo già dire che l’analisi ha messo in evidenza problemi ricorrenti: costi sproporzionati; prassi che ostacolano la valutazione di coperture alternative da parte del consumatore; vincoli e restrizioni ingiustificate nelle clausole contrattuali. Sulla base di questi risultati, saranno sviluppati interventi e pratiche di vigilanza armonizzate. Valuteremo insieme alla Banca d’Italia le iniziative più opportune da adottare su base nazionale, in coerenza con le azioni che saranno definite in ambito europeo”, ha precisato Signorini. L’obiettivo sarà privilegiare per quanto possibile misure basate sulla trasparenza e la concorrenza delle offerte. Ma “per seguire questa strada è necessaria la leale collaborazione di banche e assicuratori, tra l’altro in termini di standardizzazione delle condizioni. Altrimenti la concorrenza stenta a funzionare, e interventi più invasivi sulle regole di pricing, che per parte nostra continuiamo a considerare tutt’altro che un first best, possono diventare difficilmente evitabili”.

Il mystery shopping non sarà uno strumento sanzionatorio

L’apparato di cui si avvale l’istituto per avere il polso del mercato si è recentemente arricchito di uno strumento innovativo, il mystery shopping. La recente modifica del codice del consumo ha esteso l’uso di questo strumento, inizialmente confinato alle infrazioni transfrontaliere delle norme comunitarie, anche all’ambito strettamente nazionale. “Lo scorso ottobre abbiamo illustrato al pubblico i risultati del progetto europeo che ci ha aiutato ad elaborare la metodologia con cui integreremo questo strumento nell’attività di vigilanza. Da allora, abbiamo fatto altri passi: abbiamo predisposto un regolamento per il mystery shopping nazionale, e la relativa consultazione si è chiusa nel mese di aprile; stiamo lavorando alla realizzazione della prima campagna svolta autonomamente”, ha precisato. Il presidente dell’Ivass ha poi sottolineato, alla luce delle preoccupazioni espresse da più parti, che i risultati delle visite saranno utilizzati sia per avviare un dialogo di supervisione con gli operatori interessati, sia, in chiave di policy, per avviare confronti e consultazioni con il mercato, specie in caso di anomalie diffuse. “Il mystery shopping, così come lo vediamo oggi, non è finalizzato ad avviare procedimenti sanzionatori”, ha concluso.