Simedia e UGL Terziario attaccano direttamente l’applicazione del protocollo Assofin-CNCU

Simedia, assieme a UGL Terziario e a UGL agenti di commercio, dopo la lettera ad Assofin e aver costituito l’Osservatorio sulla Cessione del Quinto per capire i fenomeni che stanno investendo questo prodotto, ha deciso di prendere il toro per le corna e affrontare l’argomento “protocollo Assofin-CNCU” in maniera diretta.

Ultimamente abbiamo riscontrato che a seguito dell’applicazione del protocollo Assofin-CNCU operante nel nostro settore – si legge in una nota –, molte mandanti stanno introducendo modifiche unilaterali ai contratti esistenti. Già a suo tempo Simedia, seppure condividendo le finalità del documento in questione inerenti la tutela del consumatore, attraverso comunicazioni ufficiali indirizzate ai firmatari, aveva evidenziato le criticità e i pregiudizi che il suddetto protocollo comportava. La sua entrata in vigore, oltre a confermare in maniera evidente la mancanza di qualsivoglia considerazione per la categoria degli agenti in attività finanziaria, visto che nessuna sigla sindacale né associativa è stata invitata al tavolo per la discussione del richiamato protocollo, introduce ad avviso di Simedia quattro importanti problematiche”.

Sempre secondo il sindacato  “gli agenti in attività finanziaria stanno ricevendo dalle mandanti modifiche unilaterali sul mandato d’agenzia che andranno a incidere negativamente e in maniera determinante sul fatturato futuro dell’agente oltre che sul consueto modus operandi lavorativo. Tali modi che mettono l’agente in attività finanziaria nella condizione di scegliere tra accettare, sic et simpliciter, l’ingente decurtazione di quanto in precedenza percepito a titolo di commissione oppure richiedere, laddove ne sussistano le giuste condizioni, un congruo indennizzo ovvero recedere dal mandato. E’ superfluo evidenziare che qualunque sia la scelta effettuata, questa si ripercuoterà in maniera negativa sul rapporto in essere con la propria mandante”.

Non solo, sempre secondo la rappresentanza sindacale anche per i consumatori il protocollo introdurrebbe delle criticità: “Con l’introduzione delle verifiche sulle informazioni (da compiersi almeno sul 25% dei richiedenti il finanziamento), comporta una discriminazione a chiaro svantaggio del consumatore. Ad oggi non sono affatto chiare le modalità con cui viene determinato questo 25% né, tantomeno, quali siano le possibili cause di diniego (merito creditizio? sovraindebitamento? sostenibilità del debito?). Ipotizziamo che la selezione avvenga con una sorta di estrazione. Se così fosse, per quale motivo a un ipotetico cliente/consumatore potrebbe essere negato un finanziamento? Solo perché rientra nel 25% campionato per le verifiche? E se lo stesso si ripresentasse in un’altra finanziaria dove non fosse oggetto di verifica? Cosa succederebbe?”.

Anche sotto il profilo della trasparenza sembrerebbe non andar meglio: “L’applicazione del protocollo introduce una minore trasparenza sui costi del finanziamento, poiché prevede che non vengano più evidenziati quei costi (come gli oneri assicurativi, i costi bancari, i costi di intermediazione del proponente, etc.) che dovevano essere risarciti al consumatore nel caso di estinzione anticipata del finanziamento col sistema del “pro rata temporis”. Detti costi, con l’introduzione del protocollo, saranno invece tutti incorporati all’interno del TAN, così che il consumatore, all’estinzione del finanziamento, otterrà una restituzione dei costi sostenuti, solo in ragione degli interessi risultanti dal piano di ammortamento “alla francese”; da nostri conteggi emerge che i valori sono nettamente inferiori rispetto alle previsioni iniziali”.

E infine il nodo più spinoso per gli agenti in attività finanziaria, il così detto delta montante: “L’introduzione del pagamento agli agenti in attività finanziaria delle commissioni solo sul delta montante, al netto delle controestinzioni di altri finanziamenti, fa sì che la disincentivazione a proporre operazioni di rinnovo di finanziamenti ricada solo, a livello economico, sull’operato e la produzione degli agenti, in quanto le banche, le assicurazioni e gli intermediari finanziari applicano le stesse condizioni di mercato sia per i rinnovi che per i nuovi finanziamenti. E’ un’iniziativa volta a tutelare i consumatori oppure a indirizzare il business della cqs/cqp direttamente nelle filiali bancarie a scapito delle reti agenti?”.

La comunicazione di Simedia si chiude con un invito a tutti gli Agenti in attività finanziaria, qualora fossero stati già raggiunti da comunicazioni riguardanti il protocollo, a contattare il sindacato quanto prima per avere i chiarimenti e le delucidazioni necessarie per comprendere il nuovo quadro normativo nonché per la quantificazione delle indennità eventualmente spettanti, e un invito ai promotori e sottoscrittori del protocollo a rivederne i contenuti tenendo conto delle istanze provenienti dagli intermediari del credito e soprattutto nell’intento di tutelare gli interessi dei consumatori.

Leggi il comunicato stampa Simedia

Simedia e UGL Terziario attaccano direttamente l’applicazione del protocollo Assofin-CNCU ultima modifica: 2017-07-29T00:11:01+00:00 da Flavio Meloni

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