Smart Working Day, il 21 maggio a Milano. Gli organizzatori: “Un momento di riflessione e condivisione su vantaggi ed esperienze legate al lavoro agile”

Smart Working DayAgile, sciolto, veloce e intelligente. In due parole smart working, un nuovo modo di concepire e vivere il lavoro. A livello internazionale si pratica già da tempo, in Europa lo fanno in molti, in Italia c’è una legge approvata l’anno scorso ma in pochi la conoscono e quasi nessuno, per il momento, la applica. Un’occasione per avvicinarsi a questo mondo, confrontandosi con esperti e innovatori, scoprendo casi di applicazione concreta e condividendo esperienze, è offerta dallo Smart Working Day un evento che si svolge in varie città italiane per conoscere e osservare da vicino trend ed evoluzioni del fenomeno. Collegati in videoconferenza ne abbiamo parlato con Samuel Lo Gioco, Giovanni Battista Pozza e Andrea Solimene, fondatori rispettivamente di Inside Factory, Be Happy Remotely e Seedble, le società che organizzano lo Smart Working Day. Dopo le 5 tappe del 2017 e quella di Torino del 10 maggio scorso, il prossimo incontro sarà a Milano lunedì 21 maggio.

Samuel Lo Gioco

Samuel Lo Gioco, fondatore di Inside Factory

Perché avete pensato di dedicare un ciclo di incontri allo smart working?
Risponde Samuel Lo Gioco
Con Giovanni e Andrea ci siamo conosciuti tempo fa tramite Linkedin e oltre a un rapporto lavorativo in breve tempo è nata anche un’amicizia. Solo in un secondo momento ci siamo incontrati di persona. Ognuno di noi viene da esperienze diverse in settori differenti ma abbiamo tutti in comune un know-how relativo all’innovazione e allo smart working. Parlando e confrontandoci ci siamo resi conto che il lavoro agile, per usare il nome con cui è conosciuto in Italia, offre molte opportunità e vantaggi che però in questo Paese molto spesso non vengono colti e sfruttati per mancanza di conoscenze ed esperienza. Smart Work Day (2)Guardandoci intorno abbiamo notato che nessuno organizzava eventi che affrontassero questo fenomeno a 360 gradi e così abbiamo pensato di farlo noi. Lo Smart Working Day non tratta solo gli aspetti normativi, organizzativi o tecnologici ma guarda al lavoro agile nella sua interezza, considerandolo per quello che è: un cambio di paradigma che porta con sé un enorme trasformazione della cultura e dei modelli tradizionali di lavoro. Quello che cerchiamo di fare e dare risposte a chi ci pone domande su questa nuova frontiera, dando vita al tempo stesso a una sorta di comunità di discussione, confronto e condivisione. In questo lavoro possiamo contare sull’appoggio e la collaborazione di altre due persone: Luca Brusamolino, fondatore di Workitect, e Sergio Alberto Codella, avvocato appassionato di tematiche giuslavoristiche che fa parte dello Studio Legale Boursier Niutta & Partners.

Andrea Solimene

Andrea Solimene, fondatore di Seedble

Secondo i dati dell’Osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano, in Italia nel 2017 il lavoro agile ha subito un balzo in avanti del 14% e gli smart worker hanno superato il tetto dei 300.000, a dimostrazione di un fenomeno ancora limitato ma in crescita. Come siamo messi rispetto al panorama internazionale?
Risponde Andrea Solimene
Al momento c’è un gap da colmare con i Paesi più all’avanguardia, come quelli del Nord Europa e del Nord America. Ciò che conta però è che le cose stanno iniziando a cambiare. L’anno scorso è stata approvata una legge ad hoc sul lavoro agile e ovunque vediamo testimonianze e prove di un interesse crescente. Nella fase di transizione che stiamo vivendo lo smart working deve essere visto come un traguardo che potrà essere raggiunto attraverso un percorso che sarà lungo 5, 10 o magari anche 20 anni, a seconda di quanto tempo impiegheranno persone e aziende ad adattarsi a questo grande cambiamento, che comporta la necessità di rivedere spazi, organizzazione, strutture, gerarchie e tecnologie. Contrariamente a quanto pensano alcuni lo smart working non è solo la possibilità di lavorare da casa per uno o due giorni a settimana e non deve essere confuso con il telelavoro, che tipicamente prevede che il dipendente lavori dalla propria abitazione e che ci siano dei rientri programmati alcune volte a settimana nella sede di lavoro tradizionale. Smart Working Day (3)Il lavoro agile va oltre tutto questo e porta a un ripensamento del modo stesso di concepire l’attività lavorativa. Ad oggi in Italia a ragionare sullo smart working sono principalmente le grandi aziende, che lo vedono come un opportunità di ristrutturare il proprio modello di business e di organizzazione, mentre le piccole e medie imprese fanno ancora difficoltà a confrontarsi con questa novità. Per quanto riguarda la pubblica amministrazione, nonostante i molti vincoli con cui si devono fare i conti, sono stati fatti passi avanti importanti e già si vedono le prime applicazioni.

Giovanni Battista Pozza

Giovanni Battista Pozza, fondatore di Be Happy Remotely

Nel 2017 avete avuto più di 1.000 iscritti ai vostri incontri. Che numeri vi aspettate quest’anno?
Risponde Giovanni Battista Pozza

Al momento siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti, visto che in un anno siamo già diventati l’evento non accademico di riferimento a livello nazionale per lo smart working. Considerato il crescente interesse, quest’anno ci attendiamo una partecipazione maggiore rispetto a quello passato. Anche perché, per merito degli sponsor che hanno deciso di sostenerci, gli incontri sono completamente gratuiti, così chiunque sia interessato può prendere parte e intervenire. Il nostro obiettivo è diffondere il più possibile una nuova cultura del lavoro, che porti ad abbandonare modelli ormai superati e che grazie alla tecnologia possono essere facilmente sostituiti con sistemi più efficienti. Non esiste un unico modello di smart working universalmente applicabile. Ogni realtà può ragionare sul sistema che può e che vuole utilizzare.

Smart Working Day, il 21 maggio a Milano. Gli organizzatori: “Un momento di riflessione e condivisione su vantaggi ed esperienze legate al lavoro agile” ultima modifica: 2018-05-18T11:45:46+00:00 da Paolo Tosatti

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