Sondaggio congiunturale Banca d’Italia, Tecnoborsa e Agenzia delle Entrate sul mercato delle abitazioni in Italia

Banca d'Italia

Banca d’Italia

Il Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia, avviato nel gennaio 2009 da Banca d’Italia e Tecnoborsa, a partire dalla edizione di novembre 2010 si avvale della cooperazione dell’Agenzia del Territorio, ora confluita nell’Agenzia delle Entrate.

Le rilevazioni vengono effettuate nel mese successivo alla fine del trimestre di calendario e le interviste di questa edizione – riferita al secondo trimestre 2013 – si sono svolte tra il 25 giugno e il 19 luglio 2013. Vi hanno partecipato 1.375 agenzie immobiliari[1]. Le informazioni fornite riguardano l’attività di compravendita[2], quella di locazione e i relativi prezzi, per il trimestre di riferimento (aprile-giugno 2013) e in prospettiva.

I giudizi degli agenti immobiliari indicano che nel secondo trimestre del 2013 è proseguita la fase di debolezza del mercato: continuano, infatti, a prevalere le indicazioni di flessione delle quotazioni – sebbene in lieve attenuazione rispetto ad aprile – e diminuisce il flusso dei nuovi incarichi a vendere.

Anche la quota del valore dell’immobile finanziata tramite mutuo è in diminuzione da un anno.

Invece, nel mercato delle locazioni si segnalano ulteriori flessioni dei canoni, anche se in misura inferiore rispetto al precedente sondaggio.

Pure le aspettative a breve termine sono peggiorate, sia per il mercato locale di riferimento sia per quello nazionale, annullando il parziale progresso registrato nell’inchiesta precedente; la flessione delle quotazioni proseguirebbe nel trimestre in corso.

Infine, per le aspettative di lungo periodo (due anni) sono tornati a prevalere i giudizi sfavorevoli sugli andamenti del mercato nazionale.

Agenzia delle Entrate

Agenzia delle Entrate

I PRINCIPALI RISULTATI

Prezzi delle abitazioni – La quota di agenti immobiliari che hanno osservato una diminuzione congiunturale dei prezzi di vendita è calata dopo due rialzi consecutivi, collocandosi al 76,8% rispetto all’83,1% rilevato nel sondaggio di aprile; contestualmente, è cresciuta l’incidenza di coloro che hanno riportato una stabilità delle quotazioni, mentre quella degli operatori che ne hanno segnalato un aumento è rimasta trascurabile. I segnali di attenuazione della caduta dei prezzi sono stati più accentuati nelle regioni del Centro e al Sud e nelle Isole.

Compravendite – È lievemente diminuita la quota di agenzie che hanno venduto almeno un’abitazione (al 63,6%, contro il 64,4% osservato in aprile e in gennaio), che tuttavia resta di quasi otto punti percentuali sopra il minimo registrato nel terzo trimestre del 2012. La riduzione è ascrivibile al calo registrato nel Nord Est e al Centro, solo in parte compensato dall’incremento osservato nelle restanti aree geografiche.

Incarichi a vendere – Il saldo percentuale tra risposte di aumento e di diminuzione delle giacenze degli incarichi a vendere è nuovamente sceso di 4,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, portandosi a 32,1 punti; la flessione ha interessato tutte le aree geografiche ad eccezione del Sud e delle Isole. È calato ancora di più il saldo tra le risposte di aumento e diminuzione delle acquisizioni di nuovi incarichi (a 18,3 punti percentuali, da 25,7 dell’inchiesta precedente).

Tra le cause prevalenti della cessazione degli incarichi a vendere, si è ridotta per il quinto trimestre consecutivo la quota di agenti che segnalano difficoltà nel reperimento del mutuo da parte dei potenziali acquirenti (48,9%, rispetto a 51,1% del sondaggio precedente e rispetto a 63,8% di aprile 2012). Le altre principali ragioni del ritiro o del mancato rinnovo degli incarichi rimangono la percezione di prezzi di acquisto troppo elevati (riportata dal 60,2% degli operatori) e di offerte troppo basse (segnalate dal 51,2% degli agenti); la quota di coloro che indicano tra le motivazioni la prospettiva di prezzi più favorevoli è salita di 2,4 punti percentuali, al 23,4%.

Tecnoborsa

Tecnoborsa

Trattative e tempi di vendita – Il margine di sconto dei prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore è rimasto al 15,7%, mentre è continuato ad aumentare il tempo che intercorre tra l’affidamento dell’incarico e la vendita dell’immobile (a 8,8 mesi, contro i precedenti 8,6).

Modalità di finanziamento degli acquisti – La quota di acquisti di abitazioni finanziati con un mutuo ipotecario è diminuita per il quarto trimestre consecutivo (al 55%, contro il 56,1% del sondaggio precedente e il 64,7% rilevato nel secondo trimestre 2012; così come il rapporto tra ammontare del mutuo e valore dell’immobile (sceso al 55,8%, dal 56,1% della rilevazione di aprile), attestandosi sul valore minimo dall’avvio dell’indagine. Il calo rispetto al primo trimestre del 2013 è ascrivibile interamente alla flessione registrata al Centro.

Locazioni – È rimasta sostanzialmente invariata (all’80%), la percentuale di agenzie che hanno locato almeno un immobile. Tra queste, il 60% ha segnalato una flessione dei canoni di locazione rispetto al trimestre precedente (contro il 66,6% nell’indagine di aprile), mentre sono aumentati i giudizi di stabilità dei canoni (al 37,9%, contro il precedente 30,7%).

Le prospettive del mercato in cui operano le agenzie – In luglio le attese degli agenti immobiliari sulle tendenze a breve termine del mercato di riferimento sono rimaste orientate al pessimismo: il saldo negativo tra giudizi favorevoli e sfavorevoli si è nuovamente ampliato (a -43,5 punti percentuali, da -31,5), principalmente a causa dell’aumento della quota di opinioni sfavorevoli, annullando il parziale miglioramento registrato nella precedente rilevazione.

Con riferimento alle attese sui nuovi incarichi a vendere nel trimestre estivo, il saldo tra giudizi di aumento e di diminuzione è rimasto positivo, pur dimezzandosi rispetto all’inchiesta di aprile (a 6,1 punti percentuali, da 13), riflettendo l’incremento di coloro che prevedono un calo dei nuovi incarichi. Nello stesso orizzonte temporale, le valutazioni sulla dinamica delle quotazioni rimangono orientate al ribasso, sebbene il saldo negativo tra le agenzie che si attendono un aumento dei prezzi e quelle che ne prefigurano un calo sia moderatamente diminuito (a -68,7 punti percentuali da -70,2 nell’inchiesta di aprile); la quota di operatori che prospettano un incremento dei prezzi è rimasta trascurabile.

Nel mercato delle locazioni, il 56,2% degli agenti prefigura canoni di affitto stabili nel terzo trimestre dell’anno in corso, a fronte del 42% che riporta attese di ulteriori riduzioni.

Le prospettive del mercato nazionale delle compravendite – Restano negativi e in lieve peggioramento anche i giudizi sulle tendenze a breve termine del mercato immobiliare nazionale. Il saldo tra attese favorevoli e sfavorevoli si è portato a -53,3 punti percentuali, da -48,4 nella precedente indagine; vi ha concorso sia l’aumento della quota di risposte negative sia il calo dell’incidenza di quelle positive.

Il saldo percentuale tra attese di miglioramento e di peggioramento del mercato nazionale nel prossimo biennio è tornato su valori negativi (-5,5 punti percentuali) dopo due rilevazioni consecutive in cui erano prevalse indicazioni di miglioramento. Il deterioramento ha riguardato tutte le aree geografiche; solo al Sud e nelle Isole si rilevano saldi positivi.

Per il testo integrale:

Supplementi al Bollettino Statistico – Anno XXIII – 8 Agosto 2013 – Numero 41

Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia – Luglio 2013

http://www.bancaditalia.it/statistiche/indcamp/sondaggio_mercato_abitazioni/2013/08_13/suppl_41_13.pdf

@RIPRODUZIONE RISERVATA

[1] Agenzie immobiliari operanti nel settore della mediazione immobiliare su beni di terzi.

[2] Sono oggetto di indagine le sole transazioni intermediate dagli agenti immobiliari, che si stima ammontino a

circa la metà del totale.

Sondaggio congiunturale Banca d’Italia, Tecnoborsa e Agenzia delle Entrate sul mercato delle abitazioni in Italia ultima modifica: 2013-08-12T15:36:31+00:00 da Flavio Meloni

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