Spefin: volumi intermediati cresciuti dell’82,1% nel 2023. Cessione del quinto +10%

Spefin gruppo finanziario, logo 2021Il gruppo Spefin ha chiuso l’esercizio 2023 con volumi intermediati complessivi pari a 271 milioni, in aumento dell’82,1% rispetto ai 149 milioni del 2022, e un utile netto consolidato pari a 0,03 milioni di euro, che si confronta con una perdita netta di 3,2 milioni di euro registrata nel passato esercizio.

Lo ha reso noto oggi la società, che ha comunicato che il montante di 271 milioni di euro è così suddiviso:

  • 141 milioni per i prodotti cessione del quinto, in crescita del 10% rispetto ai 128 milioni di euro dell’anno precedente,
  • 127 milioni relativi a crediti d’imposta, in notevole incremento rispetto ai 18 milioni nel 2022,
  • 3,1 milioni di prestiti personali, in linea con il dato dell’esercizio precedente.

Per quanto concerne il conto economico, il margine di intermediazione si attesta a 12,2 milioni di euro, praticamente il doppio (+97%) di quello registrato nell’esercizio 2022, beneficiando del consistente risultato della negoziazione in crescita di 10,9 milioni di euro, misura più che compensativa rispetto alla flessione complessiva di 4,9 milioni registrata per le altre componenti reddituali contributive (margine di interesse, commissioni nette e risultato della valutazione al fair value). In crescita anche gli oneri operativi che si portano a 11,8 milioni di euro (+15,5%) su cui incidono le maggiori spese amministrative connesse principalmente all’ampliamento della rete distributiva e gli stanziamenti ai fondi rischi operati a carattere prudenziale.

Commentando i risultati relativi dell’esercizio 2023, l’amministratore delegato Emilio Mauro ha sottolineato come “i positivi risultati raggiunti e il migliorato profilo di solidità patrimoniale nell’esercizio appena concluso, in uno scenario ancora caratterizzato da una forte volatilità e competitività, dimostrano la validità del percorso di crescita strategica intrapreso dal Gruppo, oltre che la reattività e una capacità di adattamento del modello di business, in grado di perseguire con profitto le nuove opportunità di mercato come quello dei crediti di imposta, mantenendo al contempo inalterata la capacità di sviluppo del core business della cessione del quinto, ancora in consistente crescita”.