Stefano Grassi, Ad Credipass, su credito ipotecario e segnalazione: “Le società di mediazione sono il trait d’union perfetto tra il mondo immobiliare e la banca”

Grassi, CredipassStefano Grassi, amministratore delegato di Credipass, società di mediazione creditizia attiva nell’erogazione di mutui e di altri strumenti del credito, interviene sul tema della segnalazione che potrebbe essere introdotta con il recepimento della direttiva europea 2014/17/UE sul credito ipotecario.

Come sarà recepita in Italia la nuova direttiva n. 2014/17/UE sul mortgage credit?

Sarebbe importante sapere cosa sta accadendo in commissione e a che punto sono i lavori di recepimento della direttiva sul credito ipotecario. Credo che dovremo aspettare ancora un po’ per sapere quali novità il legislatore italiano porterà nel mercato. Certo che è in Italia le normative europee non vengono mai recepite in toto e comunque vengono sempre interpretate in modo particolare. Basti pensare a quanto sia distante l’Italia da quel che dice l’Europa sul tema, ad esempio, della segnalazione. L’Italia in passato è andata in totale controtendenza rispetto agli altri stati membri, ma oggi il tema è tornato a farsi caldo.

Secondo lei sarà reintrodotta la segnalazione?

La collaborazione tra il mediatore o agente in attività finanziaria e il mondo immobiliare è sempre stato alla base di modelli imprenditoriali anche di grande successo. Basti pensare al modello Kìron e Tecnocasa o in passato a Gabetti con banca Woolwich, la stessa Credipass che è partner storica ed esclusiva di Remax come di altri network importanti. Il nostro lavoro si basa sulla ricerca di clienti e i clienti si trovano anche attraverso le agenzie immobiliari che per noi, usando una metafora, rappresentano una vera miniera d’oro di contatti. È chiaro che se l’agente immobiliare deve fare business si aspetta anche dei riconoscimenti per l’attività di segnalazione. L’abolizione di questo istituto intervenuta con il decreto legislativo 141/2010 è andata in una direzione diversa. Ma il nostro mercato si è sempre fondato sull’istituto della segnalazione.

In che modo potranno tornare a parlarsi gli intermediari del credito e gli agenti immobiliari?

È corretto che all’agente immobiliare sia inibito di fare il nostro lavoro, di parlare di mutui, tassi e spread perché bisogna avere determinati requisiti per poter svolgere queste attività, come viene richiesto anche dall’Organismo Agenti e Mediatori e da tutta la normativa di riferimento. Al tempo stesso però non vedo perché un agente immobiliare non possa convogliare il cliente verso un mediatore creditizio. Come ritengo normale che gli agenti immobiliari dovrebbero essere pagati per questo, altrimenti si limiterebbero a segnalare solo pratiche “difficili”, dove il cliente non riesce a trovare il mutuo da solo, a detrimento della qualità complessiva della raccolta dei mediatori. La liberalizzazione assoluta della segnalazione non farebbe bene al mercato perché porterebbe gli agenti immobiliari a fare il nostro lavoro, cioè raccogliere i documenti di un cliente e portarli in banca. Su questo punto era doveroso che “il 141” dovesse intervenire. Ma il decreto si è spinto purtroppo oltre, ponendo di fatto fuori dal mercato la figura dell’agente immobiliare che da un certo momento in poi non ha più potuto segnalare a una società di mediazione la necessità di un mutuo. La società di mediazione è il trait d’union perfetto tra il mondo immobiliare e la banca. Il cliente che vuole acquistare casa va in agenzia immobiliare e sceglie il suo alloggio. L’agente immobiliare mette in contatto il cliente con il mediatore che offre la sua consulenza e accompagnerà il cliente in banca. Semplice e lineare.

Dunque lei è favorevole alla reintroduzione della segnalazione?

Sono favorevole, ma non tout court. È impensabile che gli agenti immobiliari non possano segnalare operazioni di mutuo mentre, nel credito finalizzato, i venditori di auto addirittura intermediano operazioni creditizie. L’agente immobiliare non dovrebbe poter andare in banca a portare le pratiche perché in questo caso si troverebbe a svolgere una parte di attività che non è abilitato a svolgere che è quella della raccolta dei documenti, della consulenza, della ricerca della soluzione migliore per il cliente. Questo è assolutamente compito del mediatore. Una reintroduzione della segnalazione sarebbe positiva solo rispettando la figura del mediatore e la sua specifica prerogativa che è quella di mediare fra i due mercati del credito e dell’immobiliare. Il mediatore creditizio è super partes rispetto alle banche, offre un servizio al cliente, ma non deve vendere un prodotto specifico. Solo in questo modo il cliente può essere tutelato.

La direttiva sul credito ipotecario potrebbe riaprire le porte anche la plurimandato per gli operatori….  

In Italia il plurimandato è già stato recepito nel mondo delle assicurazioni in quanto gli agenti assicurativi possono avere più mandati, e in parte dagli agenti in attività finanziaria che, a determinate condizioni, possono avere fino a tre mandati. Al di là di quello che prevede la normativa, non credo che il plurimandato possa essere praticato più di così. Spesso manca il placet parte della prima mandante che vieta all’agente di assumere altri mandati. Vedo questa strada poco praticabile per via dell’atteggiamento che potrebbero assumere le banche.

Stefano Grassi, Ad Credipass, su credito ipotecario e segnalazione: “Le società di mediazione sono il trait d’union perfetto tra il mondo immobiliare e la banca” ultima modifica: 2015-07-22T13:53:12+00:00 da Valentina Petracca

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