Stefano Musso, ceo Utego: “La nostra app sarà disponibile gratuitamente entro la fine di settembre”

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Musso, Utego“Quando abbiamo iniziato a pensare a quello che poi sarebbe diventata Utego, quello che avevamo in mente io e gli altri soci era di dar vita a un progetto nostro che si staccasse dalle logiche ‘monolitiche’ delle grandi aziende. Sono venute fuori diverse idee interessanti e tra queste abbiamo deciso di concentrarci su una, quella di dar vita a un aggregatore finanziario. Dopo aver sottoposto il progetto all’attenzione di circa 500 soggetti, abbiamo capito che effettivamente esisteva l’esigenza di un simile servizio. A quel punto abbiamo messo in moto i cervelli e abbiamo dedicato ogni momento libero alla realizzazione della nostra app”. Con Stefano Musso, co-fondatore e ceo di Utego, vediamo da vicino il funzionamento di questa innovativa applicazione che promette di rivoluzionare la user experience finanziaria degli utenti.

Può spiegarci innanzitutto come funziona esattamente Utego?
La PSD2, la direttiva europea sui servizi di pagamento, ha introdotto due figure chiave, i Pisp e gli Aisp. I Pisp sono i Payment initiation service providers, ossia prestatori di servizi di pagamento, che offrono a tutti gli utenti che hanno un conto di pagamento online la possibilità di avviare un’operazione di pagamento direttamente dal proprio conto anche senza l’utilizzo di una carta di credito. Gli Aisp, Account information service providers, possono invece offrire ad esempio a tutti gli utenti che hanno un conto corrente accessibile online la possibilità di aggregare le informazioni dei propri conti con un unico strumento. Dalle nostre indagini preliminari è emerso che il mercato si stava concentrando principalmente sui pagamenti, trascurando l’aggregazione. E noi abbiamo pensato di colmare questo vuoto. Concretamente la nostra app ha tre funzioni principali. In primo luogo consente di gestire tutti i propri conti correnti con un’unica interfaccia, tenendo sott’occhio simultaneamente tutte le giacenze divise per singolo istituto, tutte le transazioni e le passività, come mutui e prestiti, con l’indicazione delle rate che restano da pagare. A breve sarà inoltre possibile monitorare gli investimenti. Come seconda funzionalità Utego offre all’utente la possibilità di accedere a un marketplace in cui sono disponibili prodotti creditizi, finanziari, assicurativi e di investimento, ma anche telefonici, energetici, di pay tv, messi a disposizione dai nostri partner.

È una funzione analoga a quella di tanti altri comparatori…
Sì ma con una differenza importante: gli altri comparatori pescano le informazioni esclusivamente dalla rete. Noi invece stiamo creando un sistema tramite il quale i nostri partner potranno inserire direttamente le proprie offerte nel marketplace. Così, se ad esempio una compagnia telefonica lancia un’offerta limitata per pochi giorni, i nostri utenti potranno comunque averne notizia. Inoltre nel momento in cui si fa una ricerca i comuni aggregatori presentano una decina di risultati al massimo, mentre la nostra app è pensata per mostrare tutte le proposte relative a un servizio o a un prodotto, senza pushing commerciali di singole aziende. Da ultimo, gli utenti che utilizzano il nostro marketplace potranno dare un rating ai prodotti e ai servizi acquistati, come succede oggi, ad esempio, per i ristoranti e gli alberghi.

Qual è la terza funzione di Utego?
È quella che noi chiamiamo “asta finanziaria”. A questo proposito il nostro punto di partenza saranno le operazioni di pronto contro termine, ma il sistema può essere esteso a molti altri prodotti. Se oggi un singolo utente va in una banca ottiene per un’operazione di pronti contro termine un tasso, mettiamo, dello 0,7 per cento. Utego però può “aggregare” il “desiderio di investimento” dei singoli utenti, raggiungendo masse di denaro importanti, che hanno un “potere di acquisto” maggiore. A quel punto Utego apre l’“asta finanziaria” e tutti gli operatori che sono in partnership con noi possono offrire il loro tasso agevolato.  il soggetto che vince l’asta riceve da noi tutte le anagrafiche dei partecipanti e provvede per conto proprio a contattarli. I nostri utenti avranno invece accesso al tasso che ha vinto l’asta, maggiore rispetto allo 0,7 % che avrebbero ottenuto da soli.

Ha parlato di funzioni principali. Ce ne sono altre?
Al momento ne abbiamo una collegata all’educazione finanziaria, che offrirà delle informazioni di base agli utenti e che prevede la collaborazione di associazioni di consumatori e la pubblicazione di news finanziarie.

Quanto costa la vostra app?
Per gli utenti è assolutamente gratuita. È possibile che nel prossimo futuro siano inserite delle funzionalità a pagamento per il segmento wealth management e per lo small business, ma cercheremo di studiare le giuste soluzioni per lasciarla gratuita.

Quindi i costi sono sostenuti dai vostri partner commerciali?
Sì. I nostri guadagni derivano innanzitutto dalla vendita di dati ai partner. Tali dati possono essere anonimi e aggregati, se gli utenti non hanno dato il consenso integrale al trattamento, oppure puntuali, se invece il consenso è pieno. A questo proposito è importante sottolineare che quanto più ampio è il consenso prestato tanto più numerosi sono i servizi che gli utenti hanno a disposizione tramite l’app, che può ad esempio inviare dei pop-up per segnale offerte e prodotti. la nostra seconda fonte di guadagno è il passaggio delle anagrafiche di quegli utenti che per esempio hanno trovato il loro prodotto nel market place  o che hanno partecipato a un’asta finanziaria. l’ultimo tipo di introito deriva da una percentuale sui prodotti e i servizi eventualmente venduti agli utenti dai partner.

I partner, dunque, non hanno costi fissi?
No. Pagano solo quando ottengono anagrafiche e clienti nuovi.

La campagna di equity crowdfunding che avete lanciato su 200Crowd è andata in overfunding in pochi giorni. Ora avete portato il target da 290.000 a 500.000 euro. Cosa farete con questi soldi?
I fondi raccolti verranno impiegati per sovvenzionare gli ultimi passaggi tecnici, che sono estremamente onerosi, per rendere l’app disponibile negli store, e per crescere in organico, in funzionalita’ proposte al mercato e in spinta commerciale.

Quali sono le tempistiche previste?
L’app, che ad oggi è già completamente funzionante, sarà scaricabile entro la fine di settembre.

Un’ultima curiosità. Da dove viene il nome Utego?
Per scoprirlo è sufficiente aprire il traduttore di Google dall’italiano al latino, scrivere “quanto ho?” e leggere il risultato, non esattamente corretto dal punto di vista linguistico ma comunque interessante.