Survey: in un mercato che sembra ripartire il problema maggiore è l’abusivismo

La ricerca è proseguita con due domande a risposta aperta: “Cosa è migliorato nel settore specifico rispetto allo scorso anno?”; “Cosa è peggiorato nel settore specifico rispetto allo scorso anno?”.

Alla prima domanda il 56% degli intervistati ha risposto che non è migliorato nulla. Il restante 44% ha invece dichiarato che dei miglioramenti ci sono stati, e nello specifico la regolamentazione del settore, la disponibilità delle banche, la qualità delle richieste e un rapporto più stretto tra chi eroga e il cliente.

Un malcontento diffuso emerge anche dalle risposte alla seconda domanda: il 28% del campione ritiene che la situazione sia peggiorata perché le banche erogano sempre meno; il 27% pensa che il peggioramento sia stato a 360 gradi; il 21% stima che sia aumentato l’abusivismo e il 13% ritiene che la situazione sia peggiorata poco o nulla.

Passando ad analizzare i risultati relativi ai due temi centrali della nostra analisi, la vigilanza e l’abusivismo, la prima domanda diretta rivolta agli intervistati è stata “Da chi si aspetta un’ispezione di vigilanza?”. Il 66% del campione ha risposto di attendere un’ispezione dall’Oam, il 17% dalla Banca d’Italia, il 10% dalla Guardia di Finanza, il 5% dall’Authority per la concorrenza e il mercato e il restante 2% si divide tra Enasarco e altri enti non specificati.
Questo dato è stato sicuramente influenzato dall’inizio dalla vigilanza dell’OAM sulla formazione (documentale). Oggi dopo l’accordo tra OAM e ENASARCO, troveremmo più in alto la vigilanza sulla previdenza.

A fronte di ciò, nel caso in cui siano rilevate irregolarità il 57% del campione si aspetta un richiamo, il 24% una sanzione amministrativa, il 10% la cancellazione e il 9% una sospensione.

Soffermandosi sulla domanda “Da quale ente di vigilanza pensa possa arrivare la sanzione più alta” è possibile notare come il campione ritenga che la sanzione più alta possa essere comminata dall’OAM, con a seguire Banca d’Italia, Guardia di Finanza e Uif.

Questo è un risultato sorprendente in quanto l’OAM non prevede sanzioni amministrative e quindi o si ha un cattivo percepito delle sanzioni dell’Organismo o la sospensione, che potrebbe essere lo strumento più usato, è visto come un danno economico e quindi paragonabile a una sanzione.

Inoltre il sondaggio era incentrato su una domanda a matrice, che mirava a comprendere innanzitutto quale sia il primo tipo di controllo che gli Enti preposti dovrebbero effettuare. Il 20% dell’universo campionario ritiene che il primo intervento debba avere come obiettivo quello di verificare i requisiti di professionalità degli operatori. Il 16% reputerebbe opportuno concentrarsi sulle regole di comportamento. Con percentuali che vanno scemando troviamo poi l’incompatibilità di attività, la trasparenza, la pubblicità, la professionalità dei formatori, l’organizzazione degli intermediari, i requisiti patrimoniali e per ultimo l’aggiornamento professionale.

Il secondo obiettivo della domanda a matrice era quello di stabilire un ordine di importanza nei controlli che gli enti dovrebbero effettuare. Coerentemente con il grafico precedente al primo posto, con una percentuale del 20%, abbiamo i requisiti di professionalità/onorabilità, al secondo posto la trasparenza, al terzo l’aggiornamento professionale, al quarto la professionalità dei formatori, al quinto l’incompatibilità delle attività, al sesto l’organizzazione degli intermediari, al settimo i requisiti patrimoniali, all’ottavo le regole di comportamento al nono la pubblicità e in ultimo altro.

Da questo punto in poi il sondaggio ha analizzato l’abusivismo.

Il grafico seguente evidenzia che il 94% degli intervistati ritiene che esista l’abusivismo nell’intermediazione creditizia.

A questo proposito è interessante notare che, sebbene si parli di una semplice percezione e non di dati certi, il 47% dichiara che l’abusivismo rispetto al mercato è più del 50%, mentre per il 26% l’abusivismo si attesta su una soglia del 50% e per il restante 27% si colloca al di sotto di questo valore. Il che vuol dire che il 76% ritiene l’abusivismo almeno il 50% del mercato!

Di comprensione immediata risulta il prossimo grafico, che spiega come l’86% dei rispondenti ritiene che l’abusivismo gli stia creando un danno, con un restante 14% orientato a credere che invece il nocumento legato a pratiche scorrette o illegali sia scarso o nullo.

Infine, posto che l’abusivismo è percepito come un problema, abbiamo cercato di comprendere quale soggetto, secondo gli intervistati, dovrebbe contrastarlo. Il 44% ritiene che l’abusivismo debba essere combattuto dall’OAM, il 23% dalla Banca d’Italia, il 23% dalla Guardia di Finanza e a seguire altri enti, con percentuali via via più basse.

Survey: in un mercato che sembra ripartire il problema maggiore è l’abusivismo ultima modifica: 2013-07-16T14:24:16+00:00 da Flavio Meloni

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