Tassa sul contante, al via le prime indagini

Alla notizia, pubblicata il 2 marzo dal Corriere della Sera, di una possibile indagine avviata dall’Antitrust è seguito l’annuncio di un’altro esame, quello di Mister Prezzi. La figura, istituita dalla commissione Bilancio della Camera per garantire la sorveglianza dei prezzi, il 9 marzo scorso nel corso di un’audizione al Senato ha infatti reso nota la decisione di aprire un’indagine sul sistema dei costi alla clientela nel settore bancario.

Una mossa che non è piaciuta all’Abi, che ha prontamente replicato: “Apprendiamo da fonti di informazione delle intenzioni di Mister Prezzi di introdurre nuovi vincoli all’operatività del sistema bancario, intervenendo sul sistema dei prezzi. Misure che ricordano tanto un passato di cui non si sente alcuna nostalgia. Le banche italiane sono trasparenti e fra loro in concorrenza”.

Non ha tardato a farsi sentire la voce delle associazioni dei consumatori. Secondo il segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, si tratta della “solita insofferenza alle regole da parte dell’Abi”. Dona ha aggiunto che considera “spudorato da parte degli istituti di credito far pagare ai clienti tre euro per prelevare il proprio denaro anche perché occorre tenere presente che il deposito di questo danaro consente alle banche di impiegarlo a tassi redditizi, senza riconoscere in pratica alcun compenso ai depositanti”. E ha concluso affermando: “Ci saremmo aspettati un atteggiamento più collaborativo da parte dell’Associazione guidata da Giuseppe Mussari per aprire un confronto alla ricerca di soluzioni idonee ad incentivare l’utilizzo delle carte di plastica, senza dimenticare il rispetto per i consumatori e per i loro risparmi”.

Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori hanno inoltre inviato una lettera al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, al governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, al presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà e al presidente dell’Associazione bancaria italiana Giuseppe Mussari. Nella missiva hanno dichiarato l’intenzione di attivarsi direttamente presso i singoli gruppi bancari o banche, che hanno introdotto il nuovo compenso.

Varie banche, sostanzialmente nello stesso periodo, hanno introdotto questo tributo per un importo variabile tra uno e tre euro. Una scelta che già qualche anno fa era stata tentata e solo l’opposizione di clientela e associazioni aveva bloccato – si legge nel testo -. Per più banche, la commissione sul prelievo, non è la sola applicata; essa viene dopo la necessità di preavviso per il prelievo, la reintroduzione di un costo per il rilascio del libretto di assegni, l’aumento del canone bancomat/pagobancomat”.

Le associazioni hanno aggiunto che il nuovo balzello non può essere fatto passare come una nuova misura nella lotta all’uso del contante: a usare le banconote sono infatti “anziani, neo inclusi nei circuiti bancari, persone con scarsissima cultura” e con un’alta percentuale di prelievi al mese. L’incentivazione o sistema premiante potrebbe derivare invece “dai risparmi sulla gestione del contante, senza gravare sui bilanci delle banche, diminuendo costi e commissioni di bonifici, bancomat, carte di credito, assegni”.

Tassa sul contante, al via le prime indagini ultima modifica: 2011-03-22T08:02:00+00:00 da Flavio Meloni

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