Tecnocasa, il mercato dei mutui sotto la lente

Ne emerge che il 48% dei mutuatari ha optato per un profilo di rischio più alto: il variabile puro, che ha consentito di ottenere una rata mensile più bassa pur comportando il rischio di un rialzo dei tassi di riferimento. Il 32% delle preferenze sono andate poi al variabile con cap, mentre solo il 18% dei mutuatari si è accollato il maggior costo di un’operazione a tasso fisso a fronte della certezza e stabilità della rata per tutta la durata del finanziamento. “Da notare che nell’intero anno 2009 la preferenza sulla stessa tipologia di prodotto si attestava al 29% – precisa l’analisi -. La differenza risulta anche di maggior rilievo se confrontata con il valore del 2008 che era pari a 72%”. Solo il 2% dei mutuatari ha scelto una soluzione di tipo misto (era l’8% nel 2009).
La preferenza per il  variabile è stata maggiore nel Nord Est (65%) e nel Nord Ovest (84%).

Il mutuo, a livello nazionale, ha una durata media di 25,5 anni. Incrociando la durata con la tipologia prodotto, risulta che chi sottoscrive un mutuo ipotecario a tasso fisso si impegna per un periodo inferiore, ovvero circa 24 anni. La tipologia di prodotto abbinato a una durata media più lunga è quella a tasso misto che ha fatto registrare 28 anni. Mentre il variabile ha una durata media in linea con la media complessiva, 25,5 anni e il variabile con cap lievemente superiore, 26,5 anni.
Dal punto di vista geografico, nell’Italia Meridionale e Insulare la durata media è inferiore rispetto alla media e pari a 24 anni. Nel Nord Es e Nord Ovest risulta più lunga, rispettivamente pari a 26,5 e 26 anni. Segue il Centro con 25,5 anni.

Tecnocasa, il mercato dei mutui sotto la lente ultima modifica: 2011-03-25T08:00:00+00:00 da Flavio Meloni

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