Trasparenza, la comunicazione n.9 dell’Oam fornisce chiarimenti per le società di mediazione creditizia convenzionate e per l’off-line

Oam QuadratoFurbizia, ignoranza o necessità di sopravvivenza che sia, le società che intermediano credito da oggi non hanno più scusanti. La comunicazione n. 9 emanata dall’Organismo agenti e mediatori che fornisce chiarimenti in merito ad alcuni obblighi di trasparenza nell’esercizio dell’attività di mediazione creditizia, non lascia più spazio alcuno alle interpretazioni. Le aziende, sia che agiscano in regime di convenzionamento con banche e istituti finanziari, sia che agiscano senza convenzionamento (off line), hanno precisi obblighi in materia di comunicazione al cliente e agli istituti eroganti credito. Le conseguenze della mancata comunicazione, a seconda della gravità dei rilievi accertati, potrebbero portare le società di mediazione all’erogazione di sanzioni che vanno dal richiamo, alla sospensione dell’attività e perfino, nei casi più gravi, alla cancellazione dagli elenchi Oam.

Già il provvedimento di Banca d’Italia entrato in vigore il primo ottobre 2015 aveva stabilito le modalità con le quali anche i mediatori devono assolvere gli adempimenti in materia di trasparenza, individuando forme obbligatorie di pubblicità e informazione pre-contrattuale, prescrivendo requisiti di forma e contenuto dei contratti e definendo i comportamenti da tenere nell’attività svolta fuori sede o mediante tecniche di comunicazione a distanza. La ratio deve essere quella di garantire che il cliente abbia accesso a informazioni chiare e complete nel momento in cui acquista un prodotto. Con la comunicazione 9, l’Organismo ha ritenuto utile chiarire le modalità con cui il mediatore rende noto il costo complessivo dell’attività di mediazione a carico del cliente al fine di prevenire prassi anomale del mercato e difformi dagli obblighi di legge. La verifica della corretta applicazione della normativa, infatti, rientra nelle attività di vigilanza poste in capo all’Oam già dal primo luglio 2014, quando i poteri di controllo su questa materia passarono appunto da Banca d’Italia all’Organismo.

Vediamo di seguito i chiarimenti forniti mediante la comunicazione n. 9

La sezione VIII del provvedimento di Banca d’Italia dedicata ai mediatori creditizi, nel richiamare l’applicabilità agli stessi della sezione Il (“Pubblicità e informazione precontrattuale”), relativa a operazioni, tra gli altri, di finanziamenti (mutui, aperture di credito, anticipazioni bancarie, crediti di firma, sconti di portafoglio, leasing finanziario, factoring, altri finanziamenti) che non configurano operazioni di credito ai consumatori ai sensi della Sezione VII, prevede che “(…) Nei casi in cui le disposizioni concernenti il calcolo dell’Isc (o del Taeg) richiedano l’inclusione del costo della mediazione, i mediatori creditizi sono tenuti a comunicare all’intermediario il costo complessivo dell’attività di mediazione, in tempo utile affinché questi possa includerlo nel calcolo dell’indicatore”.

Per quanto concerne, invece, i servizi e le operazioni riguardanti i contratti di credito al consumatore attraverso intermediari del credito, dopo aver precisato che il consumatore è informato dell’eventuale compenso da versare all’intermediario del credito per i suoi servizi e che il compenso è oggetto di accordo tra gli stessi, viene sancito che l’intermediario del credito deve comunicare “[…] al finanziatore l’eventuale compenso che il consumatore deve versare all’intermediario del credito per i suoi servizi, al fine del calcolo del Taeg, secondo quanto stabilito dal Cicr.

In merito, occorre menzionare il paragrafo 4.2.5, sezione VII (“Credito ai consumatori”) del provvedimento, il quale dispone che “Nei casi in cui l’intermediario del credito può richiedere al consumatore il pagamento di un compenso per i suoi servizi (mediazione creditizia), ai sensi dell’articolo 125-novies, comma 2, del T U. il compenso è comunicato al consumatore e costituisce oggetto di accordo su supporto cartaceo o su altro supporto durevole, prima della conclusione del contratto di credito. I mediatori assolvono a questi obblighi applicando quanto previsto ai sensi della sezione VIII”. Inoltre, “Il mediatore creditizio comunica al finanziatore, secondo le modalità tra loro concordate l’ammontare del compenso che il consumatore è tenuto a versargli, comunque in tempo utile affinché il finanziatore possa includerlo nel calcolo del Taeg secondo quanto previsto dal paragrafo 4.2.4.”.

Per ciò che riguarda le società di mediazione che operano in “convenzione” con l’intermediario/finanziatore, la comunicazione precisa che: “Nei casi in cui i rapporti tra mediatore creditizio e intermediario/finanziatore siano regolati da una “convenzione”, quest’ultima disciplina esplicitamente anche le modalità con le quali il mediatore comunica l’ammontare del compenso di mediazione, ai fini dell’inclusione nel calcolo del tasso annuo effettivo globale (Taeg) e del tasso effettivo globale (Teg) applicati al finanziamento richiesto. Nell’esercizio della propria attività, quindi, il mediatore trasmette all’intermediario/finanziatore la documentazione raccolta e sottoscritta dal cliente/consumatore e informa lo stesso intermediario/finanziatore, secondo le modalità concordate nella “convenzione”, del compenso di mediazione applicato”.

Per le società di mediazione che operano senza convenzione con l’intermediario/ finanziatore (off-line), la comunicazione stabilisce che: Nel caso di mediatori creditizi non convenzionati con gli intermediari/finanziatori si fa presente che, alla luce del quadro normativo e regolamentare sopra delineato, il mediatore creditizio ha il preciso obbligo di comunicare all’intermediario/finanziatore l’ammontare del compenso dovuto dal cliente/consumatore alla stessa società di mediazione per l’attività di mediazione creditizia svolta. Pertanto, il mediatore creditizio non convenzionato, in occasione della messa in contatto del cliente/consumatore con l’intermediario/finanziatore, è tenuto a comunicare a quest’ultimo l’ammontare del compenso di mediazione ai fini dell’inclusione nel calcolo del tasso annuo effettivo globale (Taeg) e del tasso effettivo globale (Teg) applicati al finanziamento richiesto. Le modalità utilizzate per la comunicazione sono, comunque, tali da assicurare la certezza della trasmissione e comprovare la conoscenza del contenuto da parte dell’intermediario/finanziatore ai sensi del citato paragrafo 4.2.5, sezione. VII, del provvedimento (ad es. raccomandata a mani, posta elettronica certificata – Pec). In ogni caso, la comunicazione deve essere fatta pervenire all’ufficio, sportello, agenzia o filiale con cui il mediatore entra in contatto”.

Trasparenza, la comunicazione n.9 dell’Oam fornisce chiarimenti per le società di mediazione creditizia convenzionate e per l’off-line ultima modifica: 2016-05-19T10:05:16+00:00 da Redazione

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